Cresce la domanda “green”: oltre 250 fondi cambiano rotta

Rita Annunziata
16.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Nell'anno della crisi la crescente domanda per gli investimenti sostenibili spinge i gestori di oltre 250 fondi europei a cambiare strategia o profilo di investimento. Ma quali sono gli approcci esg più diffusi?

L'87% dei 253 fondi considerati ha modificato il proprio titolo, aggiungendo termini come “sostenibile”, “esg”, “verde” o “investimento socialmente responsabile”

Gli investimenti sostenibili in Europa rappresentano l'80% dei 152,3 miliardi di dollari raccolti a livello globale nel quarto trimestre del 2020

Stando agli ultimi dati diffusi da EticaNews sui fondi azionari sri, il 56% ricorre all'esclusione per la definizione dell'universo investibile

L'interesse per il “green”, ma non solo, impone un cambio di rotta nell'anno della crisi. Secondo un'analisi del Financial Times sulla base dei dati Morningstar, nel 2020 i gestori di 253 fondi europei hanno deciso di virare la propria strategia o il profilo d'investimento in ottica ambientale, sociale e di governance, spingendo gli asset sostenibili alla cifra record di 1,1 trilioni di euro alla fine di dicembre.
Secondo il quotidiano economico-finanziario, tra l'altro, l'87% dei 253 fondi analizzati ha deciso di rinominarsi, aggiungendo termini come “sostenibile”, “esg”, “verde” o “investimento socialmente responsabile” al proprio titolo. Nel corso dell'anno, inoltre, sono stati lanciati 505 nuovi fondi esg solo nel continente e i fondi passivi hanno rappresentato un importante motore di crescita delle attività, ricoprendo il 22,5% dell'intero mercato esg europeo. Complessivamente, gli investimenti sostenibili in Europa rappresentano l'80% dei 152,3 miliardi di dollari raccolti a livello globale nel quarto trimestre del 2020, seguiti dai fondi esg statunitensi (13,4%).

Fondi azionari sri: il 56% punta sull'esclusione


Ma quali sono le strategie d'investimento più diffuse? Stando agli ultimi dati raccolti da EticaNews sui fondi azionari presenti nell'Atlante sri, il 56% ricorre all'esclusione per la definizione dell'universo investibile. Segue la strategia “best in class” (che permette di selezionare le imprese con i punteggi esg più elevati in un determinato settore industriale, ndr) con il 35%. Il 31%, invece, integra i fattori esg nelle analisi finanziarie e il 17% “definisce il proprio universo sri ricorrendo all'engagement e al diritto di voto, al pari di chi fa invece uno screening normativo, per cui le aziende in portafoglio vengono selezionate in base al loro livello di conformità agli standard internazionali e alle norme”, precisa la testata di Et.group. L'11% dei fondi azionari analizzati, infine, investe in temi sostenibili, accompagnato dall'8% che predilige gli investimenti con un impatto sociale e ambientale positivo.

La società con almeno un fondo azionario sri


L'approccio dell'esclusione è il più utilizzato anche dalle società che riportano all'interno della propria offerta almeno un fondo azionario sri (se ne contano 71). Nel dettaglio, il 70% di queste utilizza almeno due approcci esg, poco più di un quarto ricorre a un numero di criteri compreso tra tre e cinque, e il 3% ne utilizza sei. La percentuale di coloro che puntano sull'esclusione sale in tal senso dal 56 al 61%, mentre il 49% si focalizza sull'approccio “best in class” e il 38% sull'esg integration. Seguono i temi sostenibili con il 25%, l'impact investing con il 18% e l'engagement e il diritto di voto con il 14%. Chiude il cerchio lo screening normativo con il 7%.

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