Btp green sulla rampa di lancio: tutto ciò che devi sapere

Rita Annunziata
26.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Pronto al debutto il Btp green, il primo buono del tesoro italiano volto a finanziare spese destinate alla realizzazione di obiettivi ambientali. Davide Iacovoni, responsabile della direzione debito pubblico del Tesoro: “Individuato un platfond tecnico di 35 miliardi”

Pubblicato il quadro di riferimento per le emissioni dei nuovi btp green, che definisce i meccanismi che ne accompagneranno il debutto

Tra le spese statali finanziabili con l'emissione, rientrano quelle volte al raggiungimento della mitigazione dei cambiamenti climatici e alla protezione delle risorse idriche

Secondo esperti di mercato, l'esperienza europea rivela come le emissioni green godano di una maggiore capacità di tenuta rispetto a quelle nominali

È ormai pronto al debutto il Btp green, il primo buono del tesoro italiano volto a finanziare le spese destinate a contribuire alla realizzazione degli obiettivi ambientali delineati dalla Tassonomia europea delle attività sostenibili (dalla mitigazione dei cambiamenti climatici alla protezione delle risorse idriche). Per ora è destinato agli investitori istituzionali, ma non è escluso che possa essere esteso in una seconda fase anche alla clientela retail. Che potrà comunque sempre acquistarlo sul mercato secondario.
Stando a quanto dichiarato dal Mef in una nota ufficiale, il bond verde fornirà “un ulteriore impulso alla strategia del nostro Paese per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e raggiungere gli obiettivi dello European green deal, all'interno del percorso delineato già da alcuni anni soprattutto con le linee di azione del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima”. Un'impostazione, tra l'altro, considerata dal ministero “perfettamente coerente e complementare rispetto ai recenti sviluppi a livello europeo e alle scelte dell'Italia per la presidenza del G20 del 2021, che hanno riportato il tema dei cambiamenti climatici al centro dell'agenda”.

Sebbene non si conosca ancora la data della prima emissione, il Mef ha proceduto a pubblicare il Quadro di riferimento per le emissioni dei nuovi btp green, definendo i quattro meccanismi che ne accompagneranno il debutto: i criteri di selezione delle spese del bilancio dello Stato ammissibili per le emissioni del nuovo titolo di Stato, l'utilizzo del loro ricavato, il monitoraggio, e l'impatto ambientale delle spese stesse.

Quali sono le spese statali finanziabili?


Nel dettaglio, come anticipato, l'Italia finanzierà in questo modo le spese statali volte a contribuire alla realizzazione degli obiettivi ambientali delineati dalla Tassonomia europea delle attività sostenibili:

  • la mitigazione dei cambiamenti climatici;

  • l'adattamento ai cambiamenti climatici;

  • l'uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell'ambiente marino;

  • la transizione verso un'economia circolare;

  • la prevenzione e controllo dell'inquinamento;

  • e la protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.


Tra l'altro, “l'utilizzo dei proventi raccolti tramite le emissioni di titoli green aiuterà l'Italia a sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'Onu”, precisa il Mef, e le spese dovranno rientrare in uno dei seguenti settori “verdi”: fonti rinnovabili elettriche e termiche, efficienza energetica, ricerca, trasporti, prevenzione e controllo dell'inquinamento ed economia circolare, e tutela dell'ambiente e della diversità biologica.

Non sono ammissibili, invece, le spese relative a tali categorie:

  • estrazione, lavorazione e trasporto dei combustibili fossili;

  • fissione nucleare;

  • impianti di energia (incluse le biomasse) con livelli di emissione di Co2 superiore a 100g Co2/kWh;

  • lavorazione e produzione di bevande alcoliche;

  • contratti militari;

  • gioco d'azzardo;

  • produzione di armi;

  • lavorazione e produzione di derivati dal tabacco;

  • attività mineraria.


Rendicontazione annuale: come funziona


Quanto alla rendicontazione, stando al documento diffuso dal Mef, annualmente sarà reso pubblico un documento definito Italian sovereign green bond allocation and impact report, che “illustrerà in primis l'allocazione delle risorse reperite durante l'emissione di titoli di Stato green nell'anno precedente, così come per gli anni che precedono l'ultimo anno di riferimento” e poi “rendiconterà dello stato di avanzamento dell'erogazione delle somme previste da ciascuna emissione di titoli green, almeno a livello di categoria di spesa, e conterrà una scheda riepilogativa dell'avanzamento della realizzazione degli interventi finanziati”. Un rapporto, aggiunge il Mef, che sarà sottoposto al controllo di un organismo indipendente previa pubblicazione.

Davide Iacovoni: “Platfond tecnico di 35 miliardi”


Secondo quanto riferito da Davide Iacovoni, responsabile della direzione debito pubblico del Tesoro nell'ambito della conferenza stampa di presentazione, il Btp green andrà a finanziare progetti per quasi 35 miliardi di euro, di cui oltre la metà per i trasporti. Un “platfond tecnico”, precisa, che “non indica un tetto massimo per le emissioni di green bond” né risulta esaustivo del bilancio italiano riconducibile alla spesa ambientale e al cambiamento climatico. Nel processo di strutturazione del framework dei btp green, conclude il Mef, il Tesoro è stato supportato da Crédit Agricole Cib e Intesa Sanpaolo, alle quali è stato affidato il compito di organizzare una global investor call alle ore 15.30 del 1° marzo 2021, cui potrà seguire una richiesta di una serie di call bilaterali con gli investitori.

L'esperienza europea insegna: btp green più stabili


Guardando all'esperienza di altri paesi europei che sono già entrati in questo segmento, secondo alcuni esperti del settore, il tasso sarà un po' più basso rispetto alle emissioni nominali di pari durata, una volta sul mercato. Basti pensare al caso della Germania, dove la forte domanda per i titoli “green” ha ridotto i rendimenti a scadenza di qualche punto base rispetto al bund “gemello”. Tra l'altro, spiegano, la richiesta di tali emissioni continua a essere robusta e, in questa fase, sembrerebbero riportare anche una maggiore capacità di tenuta e una stabilità relativamente superiore. Stando a un'analisi realizzata da Intermonte sim su dati Bloomberg per l'Economia, sono circa 16 i titoli di Stato green emessi in Europa, da 10 Paesi (Polonia, Ungheria, Belgio, Francia, Olanda, Germania, Svezia, Irlanda, Lituania e Svezia), per un ammontare complessivo equivalente a circa 73,7 miliardi di euro. I rendimenti oscillano dall'1% del green bond ungherese, che scade nel 2035, al -0,7% del titolo “verde” tedesco con quasi cinque anni di vita residua.
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Una selezione di green bond governativi accessibili agli investitori al dettaglio

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