Asset manager alla prova delle nuove regole sulla sostenibilità

Rita Annunziata
1.4.2021
Tempo di lettura: 5'
A distanza di 20 giorni dall'entrata in vigore del regolamento europeo sulle informazioni finanziarie sostenibili (Sfdr), Morningstar rivela quali asset manager hanno iniziato ad attuare la nuova normativa. E quanti fondi possono essere già classificati come articolo 8 e 9. Un mercato che potrebbe superare complessivamente i 2.500 miliardi di euro

Al 31 marzo gli analisti di Morningstar hanno raccolto i dati di quasi il 50% dei fondi domiciliati in Lussemburgo (5.695), stimando che i prodotti classificabili come articolo 8 e 9 rappresentino attualmente fino al 21% del totale

In Italia si registra la presenza di 950 strumenti (considerando una sola classe per ognuno). Di questi, ben 803 promuovono caratteristiche ambientali o sociali, mentre 147 si pongono obiettivi di investimento sostenibile più stringenti

Hortense Bioy: “I gestori patrimoniali vedono nell'Sfdr un'opportunità per dimostrare il loro impegno verso gli investimenti sostenibili e hanno in programma di migliorare le strategie esistenti, di riclassificare i fondi e di lanciarne di nuovi”

Dopo quasi tre anni di trattative, lo scorso 10 marzo è entrato in vigore anche in Italia il regolamento Ue 2019/2088 relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (anche noto come Sustanibale finance disclosure regulation, Sfdr). Una normativa che introduce un regime armonizzato in materia di trasparenza rispetto alle modalità di integrazione dei fattori e dei rischi esg nei processi aziendali e nella gestione dei prodotti. Sulla base di dati preliminari ricavati dai prospetti informativi, un'analisi di Morningstar rivela quali sono i fondi e gli etf che possono essere già classificati come articolo 8 (prodotti che “promuovono caratteristiche ambientali o sociali”) e come articolo 9 (che hanno “un obiettivo di investimento sostenibile”). E quali gli asset manager in prima linea su questo fronte.

Un mercato da 2,5 trilioni di euro


Al 31 marzo gli analisti di Morningstar hanno raccolto i dati di quasi il 50% dei fondi domiciliati in Lussemburgo (vale a dire 5.695), stimando che i prodotti classificabili come articolo 8 e 9 rappresentino attualmente fino al 21% del totale dei fondi europei e fino al 25% degli asset. In Italia, in particolare, si registra la presenza di 950 strumenti (considerando una sola classe per ognuno) che rientrano sotto la definizione dell'articolo 8 e dell'articolo 9. Di questi, ben 803 promuovono caratteristiche ambientali o sociali ai sensi dell'articolo 8, mentre 147 si pongono obiettivi di investimento sostenibile più stringenti ai sensi dell'articolo 9.
Complessivamente, sulla base delle definizioni dell'Sfdr, il mercato europeo dei fondi sostenibili potrebbe dunque valere fino a 2,5 trilioni di euro. Una quota destinata a crescere nei prossimi mesi, secondo Morningstar, “poiché i gestori patrimoniali vedono nell'Sfdr un'opportunità per dimostrare il loro impegno verso gli investimenti sostenibili” e hanno “in programma di migliorare le strategie esistenti, di riclassificare i fondi e di lanciarne di nuovi che soddisferanno almeno i requisiti dell'articolo 8”, spiega Hortense Bioy, direttore globale della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar. In questa prima fase di classificazione, precisano gli analisti, i gestori hanno adottato inoltre approcci differenti sulla base della propria specifica interpretazione della normativa, con alcuni che prediligono mantenere una posizione conservativa per timore di essere tenuti poi ad abbassare il giudizio sui fondi in un secondo momento.

L'indagine su 30 asset manager


Separatamente, Morningstar Research ha condotto un'analisi su 30 asset manager per ottenere informazioni dettagliate sull'implementazione anticipata del nuovo regolamento, chiedendo loro di inoltrare gli elenchi attuali dei fondi classificabili come articolo 8 e articolo 9. Stando a una prima classificazione, Amundi e Bnp Paribas offrono le più ampie gamme di prodotti d'investimento in tal senso, rispettivamente con 529 e 310 fondi. Seguono BlackRock con 103 strumenti, Ubs con 54 e JpMorgan con 10. Ma molti dei manager intervistati hanno chiarito come si tratti solo dell'inizio.
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Amundi, per esempio, punta a classificare il 75% del patrimonio totale ai sensi degli articoli 8 e 9 entro la fine dell'anno e, in una nota ufficiale, ha ribadito come, coerentemente al proprio piano di integrazione esg al 100%, amplierà “significativamente la gamma di prodotti classificati in base agli articoli 8 e 9 entro la fine dell'anno e continuerà a trasformare i fondi e ad aggiornare le strategie d'investimento per soddisfare i più elevati standard esg”. JpMorgan asset management invece, spiegano gli analisti di Morningstar, “ha optato per un approccio prudente”. Solo i fondi sostenibili esistenti saranno infatti classificati come articolo 8 e articolo 9, ma si impegnerà ad aumentare i nuovi prodotti in linea con l'Sfdr “nei prossimi mesi”. Piani condivisi anche da Dws, Ubs, Schroders e Aviva.
“Abbiamo parlato con gestori di diverse nazionalità che gestiscono strumenti di differenti dimensioni ed è chiaro come per loro sia essenziale avere quanti più fondi possibile classificati come articolo 8 o 9 ai sensi dell'Sfdr. Considerano la conformità almeno ai requisiti dell'articolo 8 come un'opportunità per dimostrare il loro impegno verso gli investimenti sostenibili”, aggiunge Bioy. Poi conclude: “Morningstar continuerà a seguire da vicino questo segmento e svilupperà gli strumenti di cui gli investitori hanno bisogno per muoversi al suo interno”.

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