Asia: chi è l'economia più sostenibile?

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La fondazione Hinrich, grazie al suo indice di commercio sostenibile, basato su 3 pilastri, ha classificato (anche) i paesi asiatici definendo quelli più attenti al tema sostenibile

L'indice del commercio sostenibile si basa su 3 pilastri fondamentali

Il pilastro economico, quello sociale e ambientale

L'Asia sta crescendo economicamente. Questo forte sviluppo potrebbe però avere degli effetti negativi sull'ambiente e più in generale sul lato della sostenibilità. Ci sono sempre più paesi che cercano di adeguarsi agli standard internazionali, non sacrificando la crescita e chi invece continua a sfruttare il mondo circostante senza prestare troppa attenzione. La fondazione Hinrich, grazie al suo indice di commercio sostenibile, basato su 3 pilastri, classifica i paesi asiatici definendo quelli più attenti al tema sostenibile in tutti i suoi aspetti.

 

L'indice del commercio sostenibile


Questo si basa su 3 pilastri fondamentali:

  • Pilastro economico. Si base su 21 indicatori (uso di tariffe commerciali)

  • Pilastro sociale: si basa su 12 indicatori (presenza di lavoro minorile)

  • Piastro ambientale: si basa su 14 indicatori (standard ambientali)


Il punteggio che un paese può ottenere al massimo è 100.

La classifica


Al primo posto con un punteggio di 75.1 c'è il Giappone e la Corea del Sud, seguito da Singapore  (70.2), Hong Kong (68.3), Taiwan (67) e Cina (56.5).

Se si sposta il focus sui singoli indicatore si nota come la classifica si movimenti un po'. E dunque focus sul pilastro economico Hong Kong si posiziona al primo posto grazie ai suoi bassi costi commerciali e ad un settore finanziario molto ben sviluppato. Questi ultimi hanno contribuito enormemente alla crescita del Pil negli ultimi anni. Attenzione però perché la recente legge sulla sicurezza introdotta, potrebbe avere degli effetti negativi per gli anni futuri. Al secondo posto troviamo Singapore (68.7), seguita da Cina, Corea del Sud e Malesia.

Passando al pilastro sociale, la medaglia d'oro va a Taiwan, per la seconda volta. I suoi punti di forza sono la valorizzazione del capitale umano, grazie all'istruzione. Al secondo posto c'è il Giappone, seguito dalla Corea del Sud, e Singapore. Da notare come la Cina esce dalla classifica dei primi posti. Questo, secondo il report, è strettamente legato alla politica del figlio unico che ha portato diversi squilibri di genere e ad una diminuzione della popolazione.

Infine, il pilastro ambientale. Al primo posto troviamo il Giappone, seguito da Singapore, Hong Kong e la Corea del Sud. Questi sono gli unici che hanno ottenuto un punteggio alto, grazie ad una qualità dell'aria e ad un livello di inquinamento dell'acqua contenuto. Ad Hong Kong, per esempio, hanno attivato una “tassa” per le limitare le emissioni di carbonio. Dalla Cina in giù la media è intorno ai 50.0 punti. Questo ovviamente significa che a livello ambientale c'è ancora molto su cui lavorare.

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