Identikit del Barolo Monfortino Riserva 2014 di Giacomo Conterno

Orazio Vagnozzi
Orazio Vagnozzi
15.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Da una delle cantine che hanno segnato la storia del vino in Piemonte, escono tra le 7mila e le 10mila bottiglie di questa riserva, che viene prodotta con le uve provenienti dal vigneto Francia, ma solo con le parcelle più vocate della vigna e nelle annate eccellenti. Prezzo: intorno a 850/1000 euro a bottiglia




Il Barolo, il “re dei vini”, è riconosciuto come uno dei grandi vini italiani non solo lungo la Penisola, ma anche oltre i confini nazionali. È prodotto nelle Langhe, dalla vinificazione del Nebbiolo, tra paesaggi vitivinicoli di straordinaria bellezza riconosciuti come patrimonio dell'Unesco. Ma se c'è un Barolo che gli amanti del vino dovrebbero assaggiare almeno una volta nella vita questo è il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, senza alcun dubbio uno dei vini italiani più conosciuti al mondo.



La cantina Conterno ha segnato la storia del vino in Piemonte dai primi anni del Novecento fino a diventare col Monfortino una vera e propria star nel panorama vitivinicolo internazionale. Nato in Argentina, Giacomo Conterno nel 1908 torna nelle Langhe aprendo un'osteria e subito dopo la Grande Guerra inizia a produrre vino. Nasce in quel periodo quello che Giacomo chiama Extra Barolo, prodotto solo in alcune annate dopo un lungo periodo di affinamento in cantina. In quel periodo i vini in Langa erano principalmente venduti in damigiana, come vino sfuso: venderli in bottiglia era un vero atto pionieristico. Come mi ha raccontato Roberto Conterno, che dal 2004 guida l'azienda, il nome “Monfortino” compare per la prima volta su una bottiglia dell'azienda Giacomo Conterno in un Extra Barolo del 1924.

Un nome che era stato pensato per sottolineare il comune di residenza della cantina, Monforte d'Alba, nel quale veniva anche acquistata la gran parte delle uve utilizzate per produrlo. Il desiderio di Giacomo Conterno, era quello di creare un grandissimo vino, che fin dalla sua nascita fosse prodotto solo nelle annate migliori. L'azienda sopravvive alla seconda guerra mondiale e nel 1961 Giovanni e Aldo Conterno rilevarono l'azienda dal padre Giacomo, ma si separano nel 1969. Aldo sull'onda di un entusiasmo che in quegli anni intravede il delinearsi di una “nuova” Langa fondò quella che in pochi anni è diventata la rinomata azienda “Poderi Aldo Conterno” di Monforte, in località Bussia, mentre Giovanni mantenne la tradizione di famiglia.




I Monfortino delle annate 1958, 1961, 1964 e 1971, ancora oggi perfettamente bevibili, sono capolavori vinificati da Giovanni. A quel tempo il Monfortino era un blend di uve provenienti da diversi vigneti. Queste uve venivano acquistate da vari produttori della zona di Monforte. Giovanni maturò la convinzione dell'importanza di coltivare, vinificare e imbottigliare le proprie uve e nel 1974 acquistò il vigneto Francia posizionato nella parte più meridionale di Serralunga d'Alba, un terreno di 14 ettari di cui 11 dedicati al Nebbiolo e tre alla Barbera.

Con l'annata 1978 si verifica così un importante cambiamento: il Monfortino sarà prodotto d'ora in avanti con le uve provenienti da un unico vigneto, il vigneto Francia appunto. Inoltre al Monfortino saranno destinate le parcelle più vocate della vigna e soltanto nelle annate eccellenti, mentre le rimanenti uve nebbiolo saranno utilizzate per vinificare il secondo vino dell'azienda, il Barolo Cascina Francia. La produzione aziendale del vigneto Francia si aggira sulle 50mila bottiglie così suddivise: 20mila di Barbera; altrettante di Barolo Cascina Francia e 7-10mila di Barolo Riserva Monfortino. Prima di addentrarci nelle note di degustazione del Barolo Monfortino Riserva 2014, mi permetto di fare una premessa stilistica che deriva dalle numerose degustazioni a cui ho partecipato e dalle volte in cui ho bevuto questo grande vino negli anni.

I vini provenienti dal terreno calcareo del vigneto Francia – quelli dall'annata 1978 in poi, per intendersi – mostrano alcuni tratti comuni piuttosto evidenti. Al naso si percepisce una nota balsamica che va dal sentore di aghi di pino alla menta, spesso presenti entrambe. In bocca, poi, si avverte un tannino eccezionalmente fine e setoso insieme a un'acidità appuntita e salmastra che tende a dare una sensazione di verticalità, rendendo i vini tesi e vibranti. Nelle an- nate precedenti, invece, prevalgono, al naso, note di iodio e grafite, mentre in bocca – in alcune annate come la ‘58 e la '61 – si avverte una notevole sensazione di volume, nonostante l'età.



Insomma, è evidente che il vigneto Francia e l'attenta selezione delle parcelle che vengono vinificate per realizzare il Monfortino marchino in modo significativo questo maestoso vino. Ma veniamo alla degustazione del Barolo Monfortino Riserva 2014. Certo la vendemmia 2014 è stata una delle più complesse dell'ultimo decennio, soprattutto a causa delle intense piogge estive. Roberto Conterno, anche approfittando del tempo buono di ottobre ha vendemmiato le uve il più tardi possibile con il risultato di un Barolo che possiede la ricchezza di una vendemmia ritardata e la profondità aromatica e finezza tipiche delle annate fresche.

Il vino è stato in botte fino all'estate del 2019 e la bottiglia è stata messa sul mercato nell'autunno 2020. Visti i cento centesimi attribuiti a questo vino da Antonio Galloni che lo aveva assaggiato quando ancora era in botte, si era creata una grande attesa, che devo riconoscere ben riposta, perché il vino è monumentale. Ha un colore rosso granato intenso e sprigiona profumi di frutti rossi quali marasca, fragolina di bosco e arancia sanguinella, balsamici, come menta, liquirizia, vaniglia e aghi di pino e floreali quali il petalo della rosa. All'assaggio il vino risulta un po' chiuso, come c'era da aspettarsi.
Il sorso rivela un corpo sottile, abbastanza verticale dotato di una dolcezza glicerica e una acidità salmastra che rendono il vino equilibrato e vibrante. Con un po' di permanenza nel bicchiere il vino si apre sprigionando dolcezza e sensualità grazie ad un tannino ben presente, ma eccezionalmente levigato e setoso. Il finale è lunghissimo. Gran vino, tra i migliori Monfortino mai bevuti, destinato a diventare un vino di culto, che ritengo abbia bisogno di qualche anno per esprimersi al meglio. Attenzione, non è a buon mercato. È sicuramente un vino oggetto di una certa speculazione, tanto che ormai arriva sul mercato a un prezzo triplo rispetto al prezzo di uscita dalla cantina. Oggi si riesce a comprarlo intorno a 850-1000 euro a bottiglia. Chi ce l'ha, farebbe bene a tenerselo in cantina, chi se lo può permettere cerchi di comprarlo adesso. Non se ne pentirà.
Direttore della sezione vini di Passione Gourmet e angel investor, Orazio, dopo oltre vent’anni come partner di una multinazionale della consulenza direzionale decide di dedicarsi al cibo ed al vino, le sue passioni. Autodidatta, degustatore professionista, ha frequentato dal 2002, quale membro del Grand Jury Européen, alcuni dei più noti esperti di vino del pianeta ed ha allestito negli anni una cantina che ospita 15.000 bottiglie. Effettua valutazioni di bottiglie pregiate e nel tempo libero ama condividere con gli amici i vini della sua cantina.

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