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Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino | WeWealth

Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino

Fabrizio Guidoni
28.12.2022
Tempo di lettura: 3'
Creare in Italia bottiglie di pregio che siano sostenibili - anche sul fronte economico - richiede spesso il sostegno di una finanza virtuosa, che produca soluzioni mirate. Come nel caso dei minibond specializzati nel settore wine. Ecco quali sono e come funzionano le prime emissioni domestiche

I finanziamenti esg, cioè le soluzioni di credito e di debito che sono finalizzate a sostenere progetti di sostenibilità o il raggiungimento di target virtuosi per un’azienda, sono ormai uno strumento sempre più diffuso anche in alcuni settori legati ai pleasure asset, su tutti il settore delle aziende vitivinicole di prestigio. A favorirne lo sviluppo è la presenza di più attori finanziari specializzati. Insieme al canale bancario, che vede grandi istituti come Credit Agricole, Intesa Sanpaolo e Unicredit sostenere le eccellenze ma anche tutte le aziende protagoniste di uno dei settori di successo del made in Italy nel mondo, anche il mondo del private investment si dimostra attore attivo nel finanziare il mondo del vino e in particolare del fine wine italiano, dove spiccano come soluzione i minibond. Preziose soluzioni di finanziamento per un mondo, quello del vino italiano top, che ha sempre più esigenze di crescita sostenibile da sostenere.

I finanziamenti Esg per i progetti di circular economy


“Anche in virtù dei recenti indirizzi politico-economici delineati dal Green New Deal europeo e da Next Generation EU – ha dichiarato Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency - le aspettative sulla nascita di un mercato di strumenti di debito qualificabili come minibond green/sustainable sono elevate. Cerved Rating Agency, che è attiva anche nel segmento dei Rating Esg, stima che il potenziale di mercato per i minibond green sia di 7,2 miliardi di euro. E un pool di potenziali emittenti, sottoposto a intervista, ha dichiarato per il 97% di essere interessato allo strumento, per il finanziamento di progetti in tema di circular economy e di efficientamento energetico”.


Perché finanziare la crescita Esg di vino e fine wine 


Molti sono i motivi che spingono gli attori finanziari a rispondere alla crescente domanda di risorse per finanziare la crescita sostenibile da parte delle aziende vitivinicole. La Rome Business School ha recente- mente pubblicato lo studio "Il business vitivinicolo in Italia. Export, sfide future e nuove professionalità" in cui analizza la crescita del mercato enoico globale post-pandemia, il ruolo di primo piano che l’Italia riveste nel panorama mondiale del vino ed esamina il consumo di vino a livello nazionale. Quello che emerge è che è urgente sviluppare un’idea organica ed articolata del settore vitivinicolo italiano per i prossimi 10 anni, tenendo anche conto delle nuove tendenze accelerate dalle crisi globali, nella quale i diversi modelli vitivinicoli contribuiscono, dove appropriato, alla valorizzazione delle risorse umane e fisiche esistenti con un’attenzione sempre più elevata alla sostenibilità, intesa nei suoi diversi aspetti (ambientale, economico e sociale). “Sarà quindi necessario – si legge nel report - predisporre strategie di sostegno efficaci – di natura regolamentare e di spesa – mirate a cogliere le opportunità dei diversi territori, sostenendo così in modo adeguato alle circostanze i diversi modelli produttivi”. E nelle strategie di sostegno possono quindi inserirsi proprio i finanziamenti Esg. Ma c’è di più. Il sostegno di tipo finanziario va anche verso obiettivi di sostenibilità e responsabilità sociale delle cantine che, come emerge proprio dal report della Rome Business School, sarà un driver sempre più importante nella decisione degli acquirenti del settore. Gli esperti sottolineano che, pertanto, oggi non basta più essere bravi a produrre vino ma bisogna produrre qualcosa che risponda alle esigenze dei clienti, utilizzando altresì meno risorse, riducendo così tempi e costi. Per rispondere a queste nuove esigenze del mercato le aziende possono affidarsi alla tecnologia, attraverso la digitalizzazione, l’automazione e l’intelligenza artificiale. Tutte attività che richiedono risorse finanziarie per essere implementate.


L'importanza della gestione della variabile finanziaria


A confermare quanto conta una corretta gestione finanziaria, a cominciare dal tenere sotto controllo l'indebitamento e dalla capacità di sfruttare la leva finanziaria, sono i bilanci di alcune delle principali cantine italiane di fine wine. Un esempio è Terra Moretti. “I risultati del 2021 anticipano di un anno gli obiettivi, già ambiziosi, prefissati nel piano industriale presentato lo scorso giugno, aprendo la strada a nuovi scenari - dichiara Massimo Tuzzi ceo di Terra Moretti Vino e di Holding Terra Moretti. I numeri del 2021 e del primo quadrimestre 2022, se paragonati a quelli del 2019, ci indicano che siamo di fronte a una crescita progressiva e costante per il nostro gruppo. Un trend solido, nonostante gli esiti della pandemia e gli accadimenti internazionali; a dimostrazione che i traguardi raggiunti non sono il risultato di eventi fortuiti, ma il sinonimo di un progetto ben delineato, di una governance rodata e di un piano industriale in grado di sostenere le incertezze dei mercati e di valorizzare tutto il potenziale delle nostre cantine, presupposti imprescindibili per una crescita qualitativa e dimensionale nel futuro.” Non a caso è un bilancio decisamente positivo quello che, a livello di consolidato 2021, ha presentato Terra Moretti Vino, il comparto vitivinicolo di Holding Terra Moretti, gruppo imprenditoriale diversificato di proprietà della famiglia Moretti, che opera nel settore delle costruzioni, del vino e dell’hôtellerie. Alla sub-holding Terra Moretti Vino fanno capo sei cantine, collocate in tre regioni ad alta vocazione vitivinicola: Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta – Lombardia; Petra, Tenuta La Badiola e Teruzzi in Toscana; Sella & Mosca ad Alghero in Sardegna. L’esercizio 2021 si è chiuso con ricavi netti a 78,6 milioni di euro (2019 a 64,5 mln e 2020 a 53,2 mln), un valore della produzione a 83 milioni (2019 a 70,6 mln e 2020 a 57,26 mln), un Ebitda di 16,4 milioni (2019 di 14,5 mln e 2020 di 3,2 mln) e un utile ante-imposte di 9,8 milioni (2019 di 5,2 mln e 2020 di -3,8 mln). Ma non finisce qui. Quello che spicca è che l’indebitamento bancario è decisamente diminuito: al 31 dicembre 2021 è di 81,5 mln contro i 94,7 mln del 2019 e i 90 mln del 2020. Al contrario, gli investimenti quest’anno raddoppiano: se nel 2021 ammontavano a 4,2 mln, per il 2022 sono previsti 8 mln.


Il fattore Social resta centrale nel mondo del vino 


Come comunicato dal Gruppo Terra Moretti, le sue aziende occupa- no complessivamente 450 dipendenti, di cui una media tra avventizi e fissi dedicati alla campagna di 234 lavoratori. 1154 gli ettari totali condotti a vigna di cui 896 di proprietà, 35 in affitto e 223 in collaborazione con conferitori storici, per i quali Terra Moretti Vino gestisce personalmente tutte le attività di campagna. Il totale del costo del lavoro del 2021, comprensivo di manodopera diretta e avventizi in campagna, si è attestato a 19 mln agli stessi livelli del 2019. Insomma, numeri di prestigio che fanno da benchmark a tutto il settore in Italia, che ha bisogno per continuare a crescere di nuove risorse finanziarie, ancora meglio se sotto la spinta della sostenibilità Esg.


Il supporto del canale bancario con finanziamenti dedicati


"Il settore vitivinicolo italiano – ha spiegato Niccolò Ubertalli, Responsabile UniCredit Italia nel corso dell’ultimo Vinitaly a Verona - si trova oggi ad affrontare nuove, e imprevedibili sfide, come testimoniato dagli imprenditori con cui ci siamo confrontati in 8 tavoli regionali in un percorso di avvicinamento al Vinitaly. Penso al contesto geopolitico, che ha prodotto un impatto per l'export di vino di oltre 400 milioni di euro per le imprese del nostro Paese, o all'impennata dei prezzi delle commodity. Per questo UniCredit ha deciso di intensificare i proprio sforzo a supporto del mondo del vino italiano che già oggi sosteniamo con impieghi per 900 milioni di euro. In questa logica rientra il plafond straordinario di 1 miliardo di euro da noi stanziato per aiutare le imprese agricole a far fronte alle crescenti spese correnti. Oltre a ciò, abbiamo elaborato soluzioni specifiche per il settore e per le singole realtà territoriali, come il programma 'Basket Bond di filiera', che ha portato UniCredit nei mesi scorsi a sottoscrivere, come prima tranche di un piano da 200 milioni di euro, obbligazioni emesse da imprese vitivinicole". 


Risorse per comprare aziende vitivinicole


I finanziamenti esg per i progetti di circular economy L'esigenza di finanziarsi nel settore wine non nasce solo per trovare le risorse per sostenere la liquidità e l’operatività di un'azienda vitivinicola o gli investimenti per migliorarne sostenibilità ed efficienza esg. Il mondo della finanza di investimento ha sete di risorse finanziarie per operazioni di acquisto delle tenute come pleasure asset vero e proprio da tenere in portafoglio. Notizia di questa estate, White Bridge Investments si è mossa per cercare di entrare con una quota di controllo in Tenuta Ulisse, cantina abruzzese che sarebbe stata valutata dal fondo 43 milioni di euro. Al momento dell’interesse del fondo, il 100% del capitale era in mano alla famiglia Ulisse. La Tenuta Ulisse è stata fondata nel 2008 in provincia di Chieti. Dispone 25 ettari di vigneto più 30 circa in affitto a lungo termine e produce vini bianchi, rossi, spumanti e un passito. Il 60% dei ricavi arriva dai mercati esteri. 


La succursale italiana del gruppo Edmond de Rothschild ha supportato come financial advisor le famiglie Bellarosa e Tosanotti nella cessione del 100% delle azioni di Casa Vinicola Caldirola, azienda basata a Missaglia (Lecco). La società vanta oltre 50 dipendenti e ha chiuso il bilancio 2021 con un fatturato di 40,3 milioni di euro e un guadagno ante imposte e interessi di circa 2,2 milioni di euro.

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