Israele, scoperta la basilica romana costruita da Erode

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
15.7.2021
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Ad Ashkelon è stata trovata una basilica costruita da Erode il Grande più di 2000 mila anni fa. Si tratta della basilica romana più grande mai scoperta in Israele
Pochi giorni fa un gruppo di archeologi della Israel Antiquities Autority si sono imbattuti in un rinvenimento di quelli che non capitano tutti i giorni. In uno scavo presso il sito Ashkelon i fortunati ricercatori hanno infatti trovato i resti di una basilica romana. Nulla di eccezionale, dirà qualcuno. Eppure, secondo quanto riportato dall' l'Autorità per i parchi e la natura dello Stato di Israele – la prima a darne la notizia – si tratterebbe della basilica romana più grande che sia mai stata scoperta sotto il terreno israeliano. E a proposito di grandezza, il suo costruttore sarebbe stato Erode il Grande, personaggio presente nei racconti biblici passato alla storia per la strage degli innocenti.
A fare propendere per l'attribuzione ad Erode – oltre la datazione di 2000 anni fa – è uno scritto di Flavio Giuseppe, storico e militare romano di origine ebraica. “Tali scritti menzionano la costruzione di una basilica per mano di Erode nella città di Ashkelon ed elencano fontane, un bagno e sale colonnate" hanno detto in un comunicato Rachel Bar-Natan, Saar Ganor e Federico Kobrin, direttori degli scavi che lavorano con la Israel Antiquities Authority. Locazione e descrizione coincidono con la scoperta fatta. L'edificio è stato infatti trovato durante i lavori di ristrutturazione del Parco Nazionale di Tel Ashkelon - il più antico parco nazionale d'Israele – e sembra coincidere con quanto riportato da Giuseppe. Dai resti ritrovati si evince infatti la presenza un tempo di una sala centrale e due sale laterali con file di colonne e capitelli di marmo. Anche le monete risalenti al dominio di Erode trovate sul sito supportano questa datazione e la teoria che Erode ne abbia ordinato la costruzione.
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Come riporta il Jerusalem Post, la scoperta della basilica in realtà risale a cento anni fa. A scoprire per primo la basilica fu l'archeologo britannico John Garstang nel 1920 durante una spedizione con il Palestinian Exploration Fund. Il sito fu poi risotterrato e l'area non fu  più esplorata per quasi un secolo fino a quando, nel 2008, l'ente del parco decise di avviare nuovi scavi. Gli archeologi ritengono che la costruzione originale del I secolo sia stata rinnovata nel II o III secolo durante il governo dell'imperatore Settimio Severo, che aggiunse un piccolo odeon oltre ad altri elementi in marmo. Importati dall'Asia Minore, circa 200 oggetti includono sculture della dea della vittoria Nike, il titano Atlante, e la dea egizia Iside, raffigurata come Tyche.

Come riporta Artnet, la basilica di Ashkelon fu abbandonata a seguito di un devastante terremoto nel 363 d.C. Il marmo dell'edificio fu poi riutilizzato in nuovi edifici sotto i califfati Abbaside (750-1258 d.C.) e Fatimide (909-1171 d.C.). Le prove suggeriscono che altro marmo fu rimosso dal sito durante il periodo ottomano e usato come pietre da pavimentazione.

Israele prevede di aprire l'antico edificio al pubblico. Nel mentre la Israel Antiquities Authority, la Israel Nature and Parks Authority, il Comune di Ashkelon e la Fondazione Leon Levy stanno conducendo un progetto di conservazione e restauro del sito.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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