Da Roma alla Scozia: l'Afrodite Hamilton va all'asta

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
24.11.2021
Tempo di lettura: 3'


Scolpita nel marmo dell'antica Roma, decoro per due secoli di una nobile casa scozzese, l'Afrodite Hamilton, vista l'ultima volta a New York più di settant'anni fa, il 7 dicembre (a Londra) andrà all'asta da Sotheby's. Un viaggio nel tempo e nello spazio valutato 3 milioni di sterline



L'ultima volta che era stata vista in tutta la sua bellezza era stato nel 1949, a New York. Da allora se ne erano perse le tracce tant'è che la comunità l'aveva data per dispersa. Oggi dopo settant'anni, “l'Afrodite Hamilton”, una delle più importanti sculture romane in mani private, risalente al I o II secolo d.C., è pronta a rivedere la luce. la figura romana in marmo dell'"Afrodite Capitolina" sarà presentata in vendita il 7 dicembre 2021, con una stima compresa tra i 2 e i 3 milioni di sterline.



Questa scultura, ritenuta essere una tra le più belle sculture antiche “intere” presenti in Scozia, deve il nome al suo originale proprietario il duca di Hamilton, che l'acquistò nel 1776 a Roma dal pittore neoclassico e mercante d'arte scozzese Gavin Hamilton, il quale non aveva nessuna relazione di parentela con i nobili. "La grande Venere che avevo in mio possesso è ora in viaggio verso la Scozia. Il duca di Hamilton se ne è innamorato nel moment o in cui l'ha vista, e se l'è assicurata immediatamente" scrisse lo stesso mercante. La statua divenne ben presto una delle principali attrazioni della Residenza Hamilton, la tenuta di campagna dei Duchi di Hamilton, una delle più famose residenze della Scozia e una delle case più grandiose della Gran Bretagna a quel tempo. L'Afrodite risultava registrata come presente nella "Grande Scalinata" del Palazzo negli anni tra il 1850 e il 1870, ed è uno dei quattro marmi antichi che adornavano le sale del palazzo. Degli altri tre, uno si trova in un museo americano, uno è stato venduto all'asta negli anni '70 a New York, e l'ultimo rimane ancora con ubicazione sconosciuta.




Florent Heintz, specialista in antichità di Sotheby's, ha dichiarato: "Si dice che il Duca di Hamilton si sia innamorato dell'Afrodite nell'istante in cui l'ha vista per la prima volta, quasi 250 anni fa. Anch'io sono caduto sotto il suo incantesimo nel momento in cui ho posato gli occhi su di lei, colpito com'ero dalla sottile miscela di bellezza terrena e maestà divina. Mi auguro che il pubblico condividerà la stessa esperienza".




L'Afrodite Hamilton vanta una dimensione straordinaria, 187 cm di altezza, ed è l'unica statua “integra” della dea offerta in asta negli ultimi 20 anni. Vero trionfo dell'arte romana, questa scultura è un giusto tributo ad Afrodite stessa, l'antica dea dell'amore e incarnazione della bellezza femminile. La scultura deriva dal modello prassitelico dell'Afrodite cnidia (IV secolo a.C.), oggi perduto, e raffigura la dea stante con il peso sulla gamba sinistra, la testa volta a sinistra, i capelli ondulati divisi al centro e legati, e le orecchie forate per gli orecchini.




La figura di Afrodite ha affascinato gli artisti per millenni nella storia dell'arte e quelle scolpite dagli scultori dell'antica Grecia e Roma rappresentano l'apice dell'ideale classico. Tuttavia, difficilmente gli entusiasti collezionisti britannici che hanno girato l'Italia nel XVIII secolo sono riusciti a possederne una. Solo altre due statue di pari importanza furono portate in Gran Bretagna: la Venere Barberini (venduta all'asta a Londra come "Venere Jenkins" nel 2002) e la "Venere Townley", ora al British Museum.

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