Città perdute: la siccità riporta alla luce l’antica Zakhiku

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
24.6.2022
Tempo di lettura: 2'
Una città di 3400 anni è riemersa dal fiume Tigri. Secondo gli esperti si potrebbe trattare dell’antica Zakhiku

Un team di archeologi tedeschi e curdi ha riportato alla luce una città dell'epoca dell'Impero Mittani di 3400 anni fa, un tempo situata sul fiume Tigri. L'insediamento è emerso dalle acque del bacino di Mosul all'inizio di quest'anno, quando il livello dell'acqua è sceso rapidamente a causa dell'estrema siccità in Iraq. L'estesa città, con un palazzo e diversi grandi edifici, potrebbe essere l'antica Zakhiku, un importante centro dell'Impero Mittani (1550-1350 a.C.).

L'Iraq è uno dei Paesi del mondo più colpiti dai cambiamenti climatici. Il sud del Paese, in particolare, soffre da mesi di un'estrema siccità. Per evitare che le colture si secchassero, da dicembre sono state prelevate grandi quantità d'acqua dal bacino di Mosul, il più importante deposito idrico dell'Iraq. Questo ha portato alla ricomparsa di una città dell'Età del Bronzo (forse l'antica Zakhiku) che era stata sommersa decenni fa senza alcuna indagine archeologica precedente. Si trova a Kemune, nella regione del Kurdistan.


Una squadra di archeologi, capitanata da l'archeologo curdo Hasan Ahmed Qasim, presidente dell'Organizzazione Archeologica del Kurdistan, e composta dagli archeologi tedeschi Ivana Puljiz, dell'Università di Friburgo, e Peter Pfälzner, dell'Università di Tubinga è stata messa insieme in pochi giorni. Il finanziamento del lavoro è stato ottenuto con breve preavviso dalla Fondazione Fritz Thyssen attraverso l'Università di Friburgo. 


L'équipe archeologica curdo-tedesca era sottoposta a una grande pressione, perché non era chiaro quando l'acqua del bacino sarebbe risalita. Ad ogni modo, in breve tempo, i ricercatori sono riusciti a mappare gran parte la città. Oltre a un palazzo, già documentato durante una breve campagna nel 2018, sono stati portati alla luce diversi altri grandi edifici: una massiccia fortificazione con mura e torri, un monumentale edificio di stoccaggio a più piani e un complesso industriale. "L'enorme edificio del magazzino è di particolare importanza perché in esso dovevano essere immagazzinate enormi quantità di merci, probabilmente portate da tutta la regione" ha detto Puljiz che ha aggiunto "I risultati degli scavi dimostrano che il sito era un importante centro dell'Impero Mittani".


Di particolare interesse è anche la scoperta di cinque vasi di ceramica che contenevano un archivio di oltre 100 tavolette cuneiformi. Esse risalgono al periodo medio assiro, poco dopo il disastro sismico che colpì la città. Alcune tavolette di argilla, che potrebbero essere lettere, sono ancora nelle loro buste di argilla. I ricercatori sperano che questa scoperta possa fornire importanti informazioni sulla fine della città del periodo Mittani e sull'inizio del dominio assiro nella regione. "È quasi un miracolo che le tavolette cuneiformi fatte di argilla non cotta siano sopravvissute per così tanti decenni sott'acqua" ha affermato Pfälzner.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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