Voyager Station, l'hotel spaziale in orbita nel 2027

Teresa Scarale
Teresa Scarale
12.3.2021
Tempo di lettura: 2'
La prossima frontiera degli investimenti immobiliari di lusso è nello spazio. Approfittando del crollo dei costi di trasporto (vedere alla voce Elon Musk), una società californiana sta progettando una stazione alberghiera spaziale che sarà ultimata entro sei anni

La metratura calpestabile della stazione alberghiera sarà di 11.600 mq, suddivisa in stanze private, bar, ristoranti, palestre, centro congressi, sale concerti

Più che di stanze, si tratterà di ville (500 mq) e suite (30 mq), che i clienti potranno anche acquistare e mettere in locazione

Gli investitori hanno ritenuto conveniente un progetto di questo tipo grazie al crollo dei costi di trasporto spaziali, reso possibile anche alle navicelle di Elon Musk. In breve tempo si è passati da 8000 a 2000 dollari a poche centinaia di dollari al chilo

Perché pensare alle vacanze adesso, se in una manciata di anni potremo farle fuori dal pianeta. Nel 2027 sorgerà infatti il primo hotel extraterrestre. Lo ha annunciato la società Orbital Assembly Corporation della Gateway Foundation (Alta Loma, California), con a capo l'ex pilota di aerei civili John Blincow. L'albergo spaziale orbiterà sulla traiettoria lunare. La forma circolare (con un diametro di 200 metri) e il moto rotatorio garantiranno la presenza della forza gravità a bordo.
«Forniamo gravità» è il motto che si legge sul sito dell'azienda, ma sull'hotel Voyager Station non mancheranno spazi che permetteranno la fluttuazione dei passeggeri. La metratura calpestabile della stazione alberghiera sarà di 11.600 mq, suddivisa in stanze private, bar, ristoranti, palestre, centro congressi, sale concerti. La più grande struttura mai costruita dall'uomo fuori dalla Terra non avrà tuttavia solo uno scopo turistico-ricreativo. Servirà anche come avamposto scientifico, fanno sapere dalla Gateway Foundation.
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La capienza dell'hotel sarà di 400 persone (280 ospiti + 180 membri dell'equipaggio), mentre le unità abitative occuperanno i 24 moduli compresi fra i due anelli esterni della struttura; al cuore del cerchio sarà posizionato il centro di controllo e l'area per l'attracco delle navicelle. Più che di stanze, si tratterà di ville (500 mq) e suite (30 mq), che i clienti potranno anche acquistare e mettere in locazione. Il rendering attuale mostra ambienti lussuosi e rassicuranti come quelli di un albergo terrestre di alta gamma – precisa scelta dell'architetto Tim Alatorre – con l'eccezione del panorama davvero “extra”.
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Gli investitori hanno ritenuto conveniente un progetto di questo tipo grazie al crollo dei costi di trasporto spaziali dei materiali di costruzione, reso possibile anche alle navicelle di Elon Musk. In breve tempo si è infatti passati da 8000 a 2000 dollari (Falcon 9) a poche centinaia di dollari al chilo (Starship). I “muratori” saranno dei robot, dapprima all'opera su un prototipo da 60 metri quadri, utilizzato per i test. Il costo del soggiorno? Al momento nessun prezzo è noto. Per avere un termine di paragone, si pensi a quanto costa il biglietto per un giro a bordo del Virgin Galactic: 250 mila dollari a persona.
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caporedattore

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