Viaggio veggente alla scoperta di Luigi Ontani

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Apprezzato dai collezionisti e dalla critica, il pittore e scultore emiliano si è distinto per uno stile colto e innovatore. Ha sapientemente miscelato tecniche e media lavorando cartapesta, vetro, legno e ceramica: la sua produzione artistica, a tratti controversa, è il risultato di una ricerca continua e incessante sull'ambiguità e la complessità umana di Koons, Haring, Weiwei e Cattelan
Lungo l'Appennino bolognese, a meno di 50 km dal capoluogo emiliano, si trova il Comune di Vergato che ha dato i natali a Luigi Ontani, artista contemporaneo di fama internazionale. Personaggio eclettico e unico nel suo genere, è egli stesso opera d'arte. Una volta per un viaggio professionale negli Stati Uniti si è presentato in aeroporto travestito da Cristoforo Colombo. Come se fosse in uno dei suoi tableaux vivants, opere che lo hanno reso noto all'inizio della carriera in cui si maschera a rappresentare personaggi della cultura letteraria o tratti dal mondo religioso. “C'è un gioco tra emulazione, narcisismo ed erudizione nei suoi lavori”, ha detto di lui il noto critico d'arte Achille Benito Oliva.





Apprezzato dai collezionisti e dalla critica, Luigi Ontani è pittore e scultore che si è distinto per uno stile colto e innovatore. Ha sapientemente miscelato tecniche e media lavorando cartapesta, vetro, legno e ceramica grazie anche alla collaborazione con sapienti artigiani. La sua produzione artistica è il risultato di una ricerca continua e incessante sull'ambiguità e la complessità umana. Sculture, fotografie lenticolari, maschere, acquerelli sono tra i mezzi espressivi più utilizzati dall'artista. Ma è anche stato precursore nell'arte anticipando tecniche e stili.





Ha lavorato sulle fotografie con una tecnica a olio che ha importato dall'India, Paese che ha frequentato assiduamente e da cui è stato ispirato profondamente. Ha anche anticipato le installazioni multimediali arrivate poi negli anni Novanta. Rinomati artisti di fama internazionale ammettono di essersi ispirati ai suoi lavori. Sorprendentemente lui non ha ancora raggiunto altrettanta fama. Sul mercato è infatti quotato meno del suo valore. Probabilmente paga il prezzo di presentazioni non del tutto appropriate in fiere e gallerie del passato.








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La sua ricerca, sofistica e intima, meriterebbe una valorizzazione maggiore a discapito del kitsch a cui è stato accostato in qualche occasione. Allegorie e mitologie, ironia e narcisismo, sacro e profano, Occidente e Oriente fanno da filo conduttore in quello che potrebbe essere un itinerario “veggente o distraente”, per usare le parole dell'artista. “L'arte per me è un sentiero che desidera essere tendenzialmente diverso dalla condizione del mondo, non accettare passivamente o totalmente quello che il mondo ordina. Quindi cercare di proporre altri sentieri magari non ciechi ma veggenti o distraenti”, ha detto Ontani.
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Nell'aprile del 2019 è stato aperto il MuseOntani all'interno del Palazzo Municipale di Vergato, costruito fra il XIV e il XV secolo. Nel museo è presente una esposizione permanente con diversi lavori rappresentativi del percorso artistico dell'autore. Le opere esposte vanno dal periodo delle fotografie Tableaux Vivants sino alle opere più recenti caratterizzate dall'uso della ceramica, permeate di riferimenti ai suoi numerosi viaggi in India e a Bali.

Nella Sala del Consiglio ci sono le quattro vetrate che raffigurano, in successione e intrecciati fra loro, il ciclo della vita umana, delle stagioni (con il variare dei fiori, dei frutti e dei colori), e i quattro elementi naturali: Acqua, Fuoco, Terra e Aria. Sono considerate un esempio di alta decorazione e originalità e formano un microcosmo di luci e colori fortemente simbolici ed evocativi.




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Nella piazza antistante la stazione ferroviaria del paese è invece collocata una delle sue opere più controverse e più note al pubblico. La fontana RenVergatellAppenninMontovolo che Ontani ha consegnato ai vergatesi nell'aprile del 2019 in concomitanza con l'apertura del museo. Il complesso ruota intorno alle figure di un fauno, che rappresenta il fiume Reno, e quella di un Cupido bambino, che simboleggia il torrente Vergatello. La struttura marmorea circostante, da cui emerge il maestoso Tritone, rappresenta l'Appennino. L'opera è stata oggetto di un acceso dibattito a causa di alcuni dettagli sessualmente espliciti e richiami esoterici: così è stata amata dalle istituzioni che l'hanno anche finanziata e dagli intellettuali, ma è stata oggetto di aspre critiche popolari.




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Nella vicina Riola Ponte si trova il villino Romamor, studio e seconda abitazione privata dell'artista, oltre a quella romana. In stile liberty il villino presenta dettagli decorativi in ottone e ceramica e nel giardino all'italiana si trovano una fontana e altre sculture realizzate dal maestro. Il villino è una dependance della Rocchetta, il castello in stile moresco costruito nel 1859 dal conte Cesare Mattei. In passato Ontani ha dialogato anche con Giorgio Morandi, artista emiliano protagonista della pittura italiana del Novecento.




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Presso la casa museo dell'artista bolognese a Grizzana Morandi, Ontani ha preparato nel 2015 la mostra “Ontani incontra Morandi. Casa-Mondo” per mettere in dialogo i suoi lavori con quelli del Morandi. Le ceramiche realizzate appositamente per questa occasione, oggi introvabili sul mercato, sono state definite dall'autore come “nature extramorte antropomofane” perché rendono in forma tridimensionale le nature morte di Morandi, citando gli oggetti rappresentati tante volte sulle tele del bolognese che qui diventano esplosioni di colori e luci.
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.

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