Record per le onde di Hokusai nella ‘Asian Week' da capogiro

Teresa Scarale
Teresa Scarale
25.3.2021
Tempo di lettura: 2'
La settimana di Christie's dedicata all'arte asiatica si è conclusa con un incasso esorbitante per il segmento: 54,5 milioni di dollari. Le emblematiche onde del “vecchio pazzo per la pittura” raggiungono un nuovo massimo, moltiplicando per 10 la stima iniziale. Ma ci sono state opere vendute anche a 40 volte il prezzo base
Il “Vecchio pazzo per la pittura”, lo definiva una storica mostra di inizio millennio a Palazzo Reale di Milano. Il “pazzo” era Katsushika Hokusai, che con la sua “Grande onda” (Under the Well of the Great Wave off Kanagawa, 1831) ha incassato 1,6 milioni di euro, oltre dieci volte la stima di partenza (150.000 dollari). L'opera mostra alcuni naviganti che si confrontano con i marosi di Tokyo, il Monte Fuji sullo sfondo. La scena è talmente famosa da rappresentare una firma per l'artista: le “onde” sono fra i suoi lavori più noti e rappresentativi, approdate nel mercato europeo a metà del XX secolo. Il record personale precedente per Hokusai risale al 2002, quando una raccolta di xilografie del Monte Fuji della mercante d'arte Huguette Berès viene battuta a 1,47 milioni di dollari da Sotheby's Parigi.
In generale, la “settimana asiatica” marzaiola di Christie's si è chiusa molto bene, incassando 54.490.000 dollari, con l'81% dei lotti venduti e il 145% del valore. 41 i paesi partecipanti, dai cinque continenti. Cinque i record raggiunti, nove i lotti che hanno superato il milione di euro. Bronzi, lavori in giada, antiche sculture in legno, mobilia classica cinese, opere d'arte giapponese e coreana hanno conquistato i collezionisti. Ma non solo, «ottimi risultati sono arrivati anche dalla selezione indiana, himalayana, dalle statue di Gandhāra e più in generale dall'arte del sud-est asiatico», sottolinea Deepanjana Klein, a capo della sezione di arte classica e contemporanea indiana e del sud-est asiatico.
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Una figura in giada finemente intarsiata, rappresentante una bestia mitologica (XVII-XVIII secolo)
A New York il top lot è stato il Gong Luboshez in bronzo, proveniente dalla collezione di Daniel Shapiro. Un oggetto della estinta dinastia Shang (1300-1200 a.C.). Il nuovo proprietario ha pagato 8,6 milioni di dollari per averlo. Molto combattuta è stata anche l'aggiudicazione di un vassoio rituale da vino con coperchio fangyi della collezione di Rafi Mottahedeh, passato di mano per 1,1 milioni di euro.
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Il Gong Luboshez
Fra i lotti più interessanti si segnala anche statua di Buddha Shakyamuni in scisto grigio del terzo – quarto secolo, passata di mano per quasi due milioni di dollari. Family di Francis Newton Souza del 1946 è stato aggiudicato per 822.000 dollari, stabilendo un nuovo record di prezzo per un lavoro su carta dell'artista molto raro, in incenso huanghuali.
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La collezione Yunwai Lou ha incassato 2,6 milioni di euro, con il 60% fatto da un tavolino huanghuali kang del XVIII-XIX secolo con i suoi 1,6 milioni di euro: 40 volte la sua stima bassa di partenza, di 40.000 dollari.

Risultati che «confermano la forza del mercato», commenta Tina Zonars, condirettrice della sezione arte asiatica di Christie's. E Christie's prosegue con forza e convinzione il suo percorso di innovazione digitale, non solo con le vendite via streaming, ma anche via WeChat, passando per le passeggiate virtuali nelle gallerie.
caporedattore

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