Notre-Dame, donare quando l'arte va in fumo

Teresa Scarale
Teresa Scarale
16.4.2019
Tempo di lettura: 3'
Eretta tra il 1163 e il 1345 per volere del vescovo Maurice de Sully, la cattedrale di Notre-Dame de Paris ha visto nella serata del 15 aprile 2019 andare in fumo secoli di arte e di storia. Ma le intenzioni di dono degli hnwi non si sono fatte attendere

La ricchezza che conta: 700 milioni di euro e più in mezza giornata. 200 milioni dalla famiglia Arnault, 200 milioni da L'Oréal, 100 da François-Henri Pinault, 100 dalla Total, 50 dal comune di Parigi

Oltre ai grandi magnati si mobilitano anche i privati cittadini, e il presidente Emmanuel Macron dà il via ad una raccolta fondi internazionale

Il restauro delle opere d'arte di Notre Dame sarebbe dovuto durare dieci anni, fino al 2028. Poi, le fiamme del 15 aprile 2019 "in poche ore hanno spazzato via tutti gli sforzi", afferma con amarezza il mecenate Michel Picaud, presidente dell'associazione "Friends of Notre Dame". Ma l'appello del presidente Macron per far risorgere dalle ceneri la cattedrale di Notre Dame de Paris non è rimasto inevaso. I primi a rispondere sono stati gli uhnwi d'Oltralpe. Su tutti, François-Henri Pinault (Kering), il primo a rispondere all'appello con i suoi persoali 100 milioni di euro. E poi si è scatenata la forte gara di solidarietà.

Forte come una quercia


L'insieme di travi a sostegno della parte centrale della cattedrale era nota come "la foresta". Ora, saranno proprio i proprietari delle foreste private private di Francia, tre milioni e mezzo di persone riunite nella fondazione Fransylva, a contribuire con una quercia ciascuno alla "riforestazione". A ciò si aggiungerebbero le 1300 querce del gruppo assicurativo Groupama, reperite dai boschi in Normandia della società. In meno di un giorno si sono superati i 700 milioni di euro. 200 milioni arriveranno anche dalla famiglia Arnault, 200 milioni da L'Oréal, 100 dalla Total, 50 dal comune di Parigi, come annunciato dalla sindaca Anne Hidalgo.

La Banca Centrale Europea contribuirà poi con 9 milioni, mentre la Zecca di Parigi riemetterà per la vendita la medaglia del 2013 rappresentante Notre Dame. Anche Capgemini contribuirà con un milione. Con 10 milioni di dollari ciascuno contribuiranno Marc Ladreit de Lacharrière (Fimalac, Fitch), la famiglia Bouygues (Société Générale), l'Ile de France. Due milioni arriveranno dall'amministraizone della regione Auvergne-Rhone Alpes. Contributi di ammontare per ora non specificato anche dai club francesi di calcio, dalle catene Franprix, Monoprix e dalla Apple.

Fondation du Patrimoine in congestione


Il sito che gestisce la sottoscrizione nazionale è Fondation du Patrimoine, andato in tilt dopo poche ore per l'elevato traffico. Dagli Usa intanto, la  French Heritage Society (New York) ha lanciato una raccolta fondi. Senza contare che sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe erano già state create oltre 50 pagine relative all'evento.

Una storia travagliata


L'ultimo restauro è stato del 2013, riguardando organo e campane. Storicamente però i restauri sono stati molti. All'epoca della Rivoluzione per esempio, la cattedrale fu devastata. Solo verso la fine del XIX secolo, grazie ad una petizione di intellettuali, tra cui Victor Hugo, la struttura viene rimessa nella condizione originaria.

Per la cronaca, il complesso della cattadrale è salvo. Il ministro della Cultura ha poi annunciato che le opere d'arte contenutevi saranno trasferite al Museo del Louvre di qui alla fine dei lavori, che il presidente Macron si augura possano finire "in cinque anni".
We are heartbroken for the French people and those around the world for whom Notre Dame is a symbol of hope. Relieved that everyone is safe. Apple will be donating to the rebuilding efforts to help restore Notre Dame's precious heritage for future generations
Tim Cook, ceo Apple
caporedattore

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti