Monet, chi si rivede: in asta da Christie's Waterloo Bridge

Teresa Scarale
Teresa Scarale
31.3.2021
Tempo di lettura: 2'
A due anni dallo splendido record dei Covoni, torna in asta a maggio la luce rarefatta di Claude Monet. Si tratta di uno dei quadri della serie dedicata allo studio della luce sul ponte londinese di Waterloo
La stima d'asta è di quelle importanti: intorno ai 35 milioni di dollari. L'oggetto la giustifica: è il dipinto di Claude Monet Waterloo Bridge, effet de brouillard (realizzato negli anni 1899–1903) che sarà protagonista della vendita dedicata al XX secolo del prossimo 11 maggio 2021 da Christie's. Si tratta di un raro e importante esemplare della acclamata serie (41 dipinti in tutto) del ponte Waterloo, esempio perfetto della capacità del maestro di catturare gli effetti effimeri e intangibili della luce sul fiume Tamigi. Come si evince dalle lettere alla moglie, Claude Monet impazziva per la mutevolezza della luce e del clima londinese: «non esiste terra più straordinaria per un pittore». Opere miliari, che hanno lastricato la strada all'arte del XX secolo come la conosciamo. Le “Vedute di Londra” iniziano nel 1899.

Con un'occhiata a volo d'uccello dal balcone del Savoy Hotel, Monet dipinge la vista occidentale della città, prima che il panorama diventi quello delle fabbriche della zona meridionale. Quella in asta è una delle prime opere dell'artista a essere entrata in una collezione americana, nel 1905, a opera della poetessa premio Pulitzer (1926) Amy Lowell.
Rimasto di proprietà dei Lowell fino al 1978, il dipinto fece anche parte di un'importante retrospettiva dedicata al pittore al Fine Arts Museum di Boston nel 1927. L'attuale collezionista lo ha acquistato da Sotheby's nel maggio 1999 per 9,3 milioni di dollari.

Una curiosità: esiste un altro quadro della serie “Tamigi” con lo stesso nome. Si trova al Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo, dopo esser stato parte della leggendaria raccolta di Ivan Morozov, uno dei maggiori collezionisti europei delle avanguardie.

L'opera ritrae la nebbia diafana della città nella viva espansione di un blu iridescente, quasi brillante. «La nebbia di Londra è di tutti i colori», diceva Monet. E l'indaco del suo ponte Waterloo è intriso di rosa, violetti, arancioni, che insieme si armonizzano in un'unica sinfonia.
Nelle parole di Jussi Pylkkänen (presidente globale di Christie's), il quadro struttura nebbie e foschie, tentando di catturarle. «Questa serie di vedute segna la maturità dell'artista, il suo spostamento verso i grandi movimenti delle avanguardie del XX secolo. Il dipinto è una sinfonia visuale realizzata in delicati strati di colori mescolati sapientemente in innumerevoli sessioni di studio. Monet non dipinse mai meglio». L'ultimo quadro della serie, Waterloo Bridge, temps couvert (1904), è stato venduto (allo scomparso collezionista Paul Allen) sempre da Christie's per 35,6 milioni di dollari nel 2007.

Il record d'artista per Monet ammonta attualmente ai 110,7 milioni di dollari pagati nel maggio 2019 per Meules (Covoni) del 1890 da Sotheby's New York, reputato il migliore esemplare dei quadri di quella serie. La tela era l'unica delle quattro Covoni a essere andata all'asta nel XXI secolo e una delle ultime otto a essere rimaste in mani private.
caporedattore

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