Lo stato dell'arte nel mercato globale

Teresa Scarale
Teresa Scarale
15.5.2018
Tempo di lettura: 3'
Qualche riflessione economica e geografica su mercati e arte, il pleasure asset più amato

Il mondo dell'arte rispode con sensibilità estrema ai movimenti di ricchezza e gusto nel contesto attuale

L'ultimo report di Deloitte e ArtTactic fa luce anche sulle dinamiche di domanda e offerta nella geografia odierna. Con qualche sorpresa

L'arte e il suo mercato percepiscono profondamente i mutamenti in atto nel contesto socioeconomico internazionale. Cambiamenti relativi alle preferenze dei consumatori, alla tecnologia, alle nuove regolamentazioni. Oggi, gli investimenti in opere d'arte sono diventati parte di un trend più generale che fa capo al wealth management. Se ne discute diffusamente nell'ultimo Art & Finance Report di Deloitte e ArtTactic per il 2017.

Le due società hanno selezionato oltre 155 professionisti del settore. Case d'asta, galleristi, consulenti d'arte, legali, assicuratori, 107 collezionisti dai cinque continenti, 69 private bank e 27 family office. Un campione più ampio rispetto all'anno precedente. Oggi, oltre il 60% dei wealth manager dice di seguire gli sviluppi del mercato dell'arte al pari di quelli di tutti gli altri asset.
Ben l'88% ammette che ormai è necessario includere l'arte e i beni da collezione nei servizi generali di wealth management. Complice l'arricchimento degli ultra ricchi e dei ricchi (UHNWI e HNWI), il mercato dell'arte, soprattutto post bellica e contemporanea, continua a crescere. Quali sono dunque i fattori chiave che alimentano questo trend? La crescita della domanda e l'aumento dei prezzi, sicuramente.

Ciò a sua volta induce i consulenti finanziari a porsi proattivamente nei confronti dell'asset artistico.Ssenza dimenticare che la relativa novità dell'investimento in arte e pleasure asset scatena la competitività di tutto il settore private. Questo, per potersi vedere riconosciuto rispetto ai concorrenti un approccio olistico al wealth management. C'è però da chiedersi se tutto questo fermento è in definitiva solo un altro trend finanziario.

L'arte oggi è sicuramente anche una moda, perché negarlo. Soprattutto per i nuovi ricchi. Ma il piacere dell'investimento in beni di lusso è in generale aumentato negli ultimi anni, come sottolinea il report di Knight Frank. Il suo aspetto socio – emozionale non va sottovalutato. Il canale della passione artistica può servire per coltivare relazioni profonde e durature col cliente.

Un numero continuamente crescente di Uhnwi considera sempre più l'arte e i beni da collezione una parte irrinunciabile della propria vita e del proprio benessere. Il piacere di spendere soldi in bellezza non è (più) un tabu. Si prevede che la tendenza durerà almeno dieci anni. Ciò di pari passo con l'aumento previsto della ricchezza mondiale per gli ultra ricchi stessi di qui al 2026 (43%). Non si tratta esattamente una moda effimera dunque.
[caption id="attachment_38869" align="alignnone" width="353"] Cy Twombly, Coronation of Sesostris Part V[/caption]
Lo studio di Deloitte cui facciamo riferimento è stato pubblicato nell'agosto 2017. Alcuni timori in esso espressi per il mercato dell'arte nel 2018 possono essere oggi almeno parzialmente attenuati. Si pensi a quelli per il rischio geopolitico in nord Korea o  per la Brexit. Ciò detto, le previsioni di crescita per il mercato dell'arte post bellica e contemporanea sono molto positive. Non solo per tutta l'Europa, ma anche per gli Stati Uniti, con Londra e New York che restano capitali degli acquisti.

Il mercato cinese passa dalla “neutralità” alla crescita. Si prevede invece una contrazione in quello del Sudest Asiatico. Stessa conclusione per l'America Latina. Per quanto riguarda il Medio Oriente, nel periodo precedente il mercato era cresciuto. Ora però i rischi di guerra e terrorismo gettano un'ombra di incertezza sulle previsioni al riguardo. Relativamente all'ambito culturale islamico, non bisogna trascurare il fatto che l'arte o parte di essa sia compatibile con i dettami di quella religione.

Di sicuro l'interesse nei confronti dell'arte in quella cultura è aumentato, e servizi di consulenza finanziaria potrebbero essere rivolti anche a progetti di ristrutturazione di vecchie moschee o altre strutture storiche. In Russia invece, nonostante il buon esito delle aste nel 2017, gli esperti  prevedono una contrazione del mercato.

Gradevoli sorprese giungono poi dall'arte africana e dall'Africa. E' dal 2014 che le aste relative alla prima stanno registrando successi, con un netto incremento per quanto riguarda il 2017. A maggio dello scorso anno Sotheby's ha tenuto infatti a Londra la sua prima asta di arte africana moderna e contemporanea. E' dal continente africano che arriverà la nuova, esigente domanda.

In definitiva, negli ultimi quindici anni il mercato mondiale dell'arte è cambiato radicalmente.

Un'era iniziata con una globalizzazione senza precedenti, ha interessato anche questo settore. Sul mercato dell'arte si sono affacciate nuove potenze. La cinese, realtà prima marginali come i paesi del Golfo, il Sudest asiatico, l'India e in parte l'America Latina. In tale contesto, il wealth manager deve optare per un'approccio a 360 gradi nella gestione patrimoniale. Deve fornire una consulenza che sia davvero su misura.

Le sfide e le insidie che il settore pone sono diverse. Occorrono elevata competenza, flessibilità, risposte coordinate e coerenti per far fronte a un mondo di pressione e speculazione crescente.
caporedattore

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