Collezione Najd, gli ultimi pezzi della collezione in asta

Delfina Grassi
19.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Dopo lo storico risultato dell'asta di fine 2019 che aveva visto protagonista la prima parte della leggendaria Collezione Najd, i capolavori dell'arte orientalista tornano in asta da Sotheby's, online dal 22 al 30 marzo
60 lotti costituiscono la raccolta di dipinti orientalisti che andranno all'asta – online - da Sotheby's dal 22 al 30 marzo 2021. Guidata dal capolavoro del pittore e poeta inglese Edward Lear The Pyramids Road, Gizeh, dipinto datato 1873 e proveniente da un'importante collezione americana, l'asta punta i riflettori su opere di straordinaria qualità e indubbio interesse storico.
Infatti, i pittori orientalisti – come si iniziò a chiamarli in Francia a partire dalla metà dell'Ottocento – erano prima di tutto grandi viaggiatori ed esploratori che partivano alla scoperta di nuovi territori del Levante, attratti dal fascino esotico di ambienti e costumi medio-orientali. Turchia, Nord Africa, Arabia, Palestina diventavano scenari protagonisti di disegni, schizzi e studi realizzati sul posto e, il più delle volte, rielaborati in atelier al ritorno in patria, costituendo una testimonianza significativa di paesi lontani e – allora – ancora sconosciuti ai più. L'eredità dipinta di questi artisti è pertanto riconosciuta oggi come una preziosa risorsa documentaria e narrativa.
Nomi di grandi maestri europei popolano l'asta: tra i top lot, oltre all'inglese Lear, una serie di capolavori di Frederick Arthur Bridgman, Rudolf Ernst, Ludwig Deutsch, fino a Jean-Léon Gérôme. Quattro i lavori in asta del genio francese che da secoli continua a stupire per i colori forti e cangianti, la nitidezza quasi fotografica, le forme plastiche e la precisione nella traduzione dei dettagli, incarnando – attraverso la sua pittura “etnografica” - la fase più evoluta, “accademica” dell'Orientalismo transalpino. Non mancano gli interpreti nostrani, da Gustavo Simoni a Giulio Rosati, fino al grande Alberto Pasini che in Fuori dalla moschea immortala una piazza, cogliendola con una sensibilità vicina a quella del taglio en plein air, pur non rinunciando ad una presa meticolosa di architetture e figure, animata da luci calde e diffuse.

Evento di straordinaria importanza, l'asta costituisce anche l'ultima occasione per aggiudicarsi gli ultimi pezzi della leggendaria Collezione Najd che aveva già strabiliato il mercato internazionale sul finire del 2019, in occasione della vendita della prima selezione di opere provenienti dalla collezione.
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Alberto Pasini, Fuori dalla moschea. Courtesy Sotheby's
La collezione Najid

Descritta come una delle più grandi raccolte private di dipinti orientalisti mai esistite, la Collezione Najd nasceva alla fine degli anni ‘70 del XX secolo per volere del miliardario saudita Nasser Al-Rashid e raccoglieva circa 156 opere dei più grandi maestri della pittura Orientalista europea. Formatosi in Occidente, Al-Rashid ha il merito di aver saputo ricostruire visivamente – con occhio attento e profondo senso della ricerca - la narrazione storica della sua terra e il dialogo culturale tra Oriente e Occidente, così come veniva rappresentato tra fine Ottocento e inizi Novecento.

Che il desiderio di Al-Rashid di collezionare i capolavori orientalisti fosse in qualche modo correlato ai primi significativi studi sull'Orientalismo moderno – ad opera del critico palestinese Edward Said proprio sul finire degli anni ‘70 del secolo scorso – non è dato saperlo. Rimane di assoluto interesse, però, il fatto che il collezionista saudita sia stato pioniere in Medio-Oriente nel riconoscere alla pittura Orientalista la giusta rilevanza artistica, rivestendo un ruolo fondamentale nella raccolta e conservazione di opere che costituiscono un'eredità rara.
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Edward Lear, The Pyramids Road, Gizeh. Courtesy Sotheby's
L'asta storica dell'autunno 2019

L'importanza di questo patrimonio è legata anche a un altro evento. Nell'ottobre 2019, infatti, 36 opere della collezione sono state battute all'asta da Sotheby's per un record totale di 33,5 milioni di sterline. La vendita ha totalizzato nove record per i più grandi esponenti della pittura Orientalista, tra cui lo stesso Gérôme: un risultato storico e assolutamente determinante per il futuro del mercato del genere. Lo stesso Claude Piening, Capo Dipartimento di Dipinti Europei del XIX secolo di Sotheby's, si è detto entusiasta e stupito di come una collezione privata abbia avuto il potere di ridefinire e rivalutare – agli occhi di una nuova generazione di collezionisti - una corrente artistica da sempre relegata ai margini della Storia dell'Arte, suggellando l'inizio di un nuovo capitolo per il suo mercato.

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