Biaf 2022, i tesori da scoprire alla fiera internazionale dell'antiquariato

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Per il suo debutto dell'era post covid, la prestigiosa kermesse fiorentina ha arricchito il proprio catalogo con autentici capolavori. Da Canova a Tiepolo, un viaggio nelle perle delle gallerie presenti

Dal 24 settembre al 2 ottobre a Palazzo Corsini, dopo l’interruzione per la pandemia (avrebbe dovuto svolgersi nel 2021), apre al pubblico la 32ma Biaf Biennale dell’Antiquariato di Firenze (attiva dal 1959) . Lo storico edificio è allestito per l’occasione da Mattia Corvino.

È confermato segretario generale Fabrizio Moretti, in carica dal 2014, i partecipanti, sono 79, con importanti presenze straniere e, come già nelle ultime edizioni, alcune gallerie di arte contemporanea.

Moretti definisce questo appuntamento «la prima grande mostra dell’era post Covid” (l’ultima nel 2019) e prosegue indicando come “il suo pubblico interessato al collezionismo colto, sofisticato incontrerà nelle sale, oltre agli esperti antiquari, un folto gruppo di direttori di musei italiani e internazionali. La Biennale è un museo in vendita e ricordo che già all’ultima edizione la Biennale ha avuto come acquirente gli Uffizi nell’edizione del 2019. Sarà la Biennale della rinascita, dell’entusiasmo, in una cornice strepitosa con un coinvolgimento di gallerie, negozi, artigiani tra via Tornabuoni e l’Oltrarno».

A questo proposito, a ribadire il legame tra mondo antiquariale e patrimonio, va ricordato che la Biaf sta portando avanti il sostegno offerto alla Fondazione Archivio Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia nell’importante campagna di restauro di un nucleo di otto preziosi modelli in cera, gravemente danneggiati dall’umidità negli anni seguiti alla chiusura e all’abbandono del Museo Ginori: tra questi il gruppo raffigurante «Apollo e Marsia» (ora in stato frammentario), tratto da un’opera di Giovan Battista Foggini e realizzato su un calco eseguito nel 1748 dal figlio Vincenzo, «Venere che spenna Amore» e «Leda col Cigno», i cui archetipi in bronzo sono di Massimiliano Soldani Benzi.


Commemorare gli antiquari

E sempre in materia di mecenatismo, in occasione della Biaf che ha una lunga tradizione in questo ambito, Botticelli e Moretti hanno scelto di fare congiuntamente un gesto che commemori i loro rispettivi genitori antiquari, Veria e Franco Botticelli e Alfredo Moretti, e che sigli al tempo stesso «l’affezione nei confronti del patrimonio culturale del nostro Paese, un gesto di distensione e positività per quei momenti difficili e di incomprensione tra il pubblico e il privato».

Si tratta della «Trinità e i santi Andrea, Maria Maddalena e Cristina» (olio su tela, cm 373 x 192,5), opera di Durante Alberti donata alla Cattedrale di Sansepolcro (per risarcire la chiesa di una grave perdita subita in passato).


Tra le opere in mostra, alcune segnalazioni

Da Altomani (Milano, Pesaro) «La Pala Rigoli» , rara testimonianza dell’attività di Alesso, figlio di Benozzo Gozzoli, mentre Moretti presenta un «Santo vescovo» di Niccolò di Segna, Siena attivo tra il 1331 e il 1345: una tempera su tavola, inizialmente parte del polittico ora presso la Pinacoteca Nazionale di Siena e proveniente dalla collezione Carlo De Carlo.


Altomani Sons, Alesso di Benozzo Gozzoli


Canesso espone «Il Custode dell’orto» in pietra di Viggiù di uno scultore lombardo attivo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, caso molto raro di trasposizione in pietra dello spirito artistico di Giuseppe Arcimboldo; da Jean-Luc Baroni è presente una «Sacra famiglia» di Alessandro Rosi (Firenze, 1627-1697) e e da Piva (Milano) un «Cristo portacroce» su tavola assegnato a Domenico Beccafumi.


Jean Luc Baroni, Alessandro Rosi



Piva, Domenico Beccafumi


Un’importante aggiunta al catalogo dell’attività pittorica di Antonio Canova la troviamo da Antonacci-Lapiccirella (Roma) dove è esposto il dipinto su tavola, commissionato a Canova dal principe Abbondio Rezzonico, senatore, complice nella beffa ordita nei confronti dei maggiori artisti e intellettuali a Roma, cui l’opera fu presentata come quell’«Autoritratto» di Giorgione conosciuto solo tramite un’incisione in un volume di Carlo Ridolfi del 1648. 


Al Fine Art, Antonacci Lapiccirella, Antonio Canova


La beffa funzionò benissimo tutti credettero all’assegnazione a Giorgione. L’opera è accompagnata da uno studio di Fernando Mazzocca e sarà alla mostra a Casa Giorgione a Castelfranco Veneto (dal prossimo 14 ottobre al 15 febbraio 2023) e dimostra l’abilità di Canova pittore.

Da Carlo Orsi (Milano) un olio su tavola di scuola fiamminga raffigurante le «Tentazioni di sant’Antonio» da una stampa di Martin Schongauer, opera rarissima (ne esiste solo un’altra versione la Kimbell Art Museum) e mai esposta, ma anche una «Testa di orientale» di Giovanbattista Tiepolo.



Orsi, Autore ignoti


Da Bruno Botticelli nuovo Presidente dell’Associazione Antiquari AAI, troviamo un raro «Cristo benedicente» in marmo di Agostino di Duccio e un altro «Cristo» in legno di Lorenzo Maitani.



La Galleria Walter Padovani propone due opere appartenenti alla Manifattura di Doccia: una porcellana con «San Carlo Borromeo in Adorazione del Crocifisso», da un modello bronzeo di Giovan Battista Foggini, e una «Madonna con il Bambino» in cera, ora attribuita da Rita Balleri a Girolamo Ticciati.

Carlo Virgilio propone un bronzo di Duilio Cambellotti, «L’avo», 1924, mentre la Società di Belle Arti ha il «Ritratto di signora russa» di un giovane Giovanni Boldini (1867). Da Tornabuoni l’acquarello di Vasilij Kandinskij «Communiqué», 1936; da Gian Enzo Sperone (New York, Seth) un «Nudo dormiente» di Casorati. 

Galleria Continua presenta opere di Gormley, Kapoor, Pistoletto, Cecchini e altri artisti contemporanei che hanno sempre rivolto l’attenzione all’arte antica, come sostiene Mario Cristiani, uno dei tre fondatori della galleria.

In mostra a Palazzo Corsini non mancano mobili e oggetti, seppure in minor numero. Ad esempio, da Fondantico (Bologna) il trumeau veneziano, prima metà del XVIII secolo, da Tettamanti (Firenze) il daybed in stile neoegizio (1815) usato da Audrey Hepburn sul set di «Guerra e pace» o, da Antichità Giglio (Milano), le «Commodes à vantaux» di Giuseppe Maggiolini, ma anche il versatoio in ottone inciso (Venezia, 1550 circa) da Alessandro Cesati. 

Per gli arazzi si segnala quello in lana e seta da Luciano Coen «La caccia al toro» (Bruxelles, ultimo quarto del XVI secolo).


Tesori in gran parte museali e che potrebbero arredare le case del pubblico sofisticato della mostra mercato. Accade solo a Firenze, alla Biennale Internazionale d’Antiquariato, BIAF in sigla, la più antica fiera al mondo (dal 1959) e quella di riferimento assoluto per la grande arte italiana.

Riuscirà questa attesa Biaf 2022 ad attirare anche nuovi compratori e nuovamente acquisti da parte di musei?

Sposata, una figlia. Laurea conseguita presso il Politecnico di Torino, facoltà di Architettura e Storia dell'Arte. Vicedirettore ufficio stampa di Finarte Casa d'Aste dal 1984. Dal 1991 inizia la collaborazione con Sotheby's Italia come responsabile delle relazioni con la stampa; dal 1998 al 2020 è responsabile stampa. Professore a contratto - IULM Milano. Collaborazioni con le redazioni d'arte delle case editrici Garzanti e Giorgio Mondadori.

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