Artisti, pandemia e mercato: largo ai giovani

Vera Canevazzi
Vera Canevazzi
31.3.2021
Tempo di lettura: 7'
In un anno di pandemia come questo, per diversi aspetti catastrofico, i giovani artisti hanno saputo farsi strada con più efficienza, anche nel mercato, per diversi motivi
Nel settore artistico è necessario un costante rinnovamento di idee, linguaggi e modalità espressive; un'attualizzazione della sensibilità estetica che soltanto i più giovani sono in grado di portare (che siano artisti, collezionisti o galleristi). In un anno come questo, per diversi aspetti catastrofico, i giovani hanno saputo farsi strada con più efficienza, per diverse motivazioni di cui ora scriveremo.
Immagine di copertina opzione 1: “Sinapsi. Giulia Maiorano”, a cura di Vera Canevazzi, Ncontemporary Milano, 2019.
Come emerge dal recente Global Art Market Report 2021, a cura di Art Basel e UBS, nel 2020 si sono registrati diversi cambiamenti all'interno del mercato dell'arte. Dopo la chiusura prolungata di aste e fiere, non stupisce un calo complessivo del 22% del fatturato: il valore più basso registrato dopo il 2009. Al contempo, per far fronte all'emergenza, gli operatori del mercato si sono mossi per implementare la fruizione e la vendita tramite piattaforme digitali: le gallerie hanno infatti speso in questo settore +80%, per arrivare a un raddoppiamento delle vendite online, raggiungendo un fatturato complessivo di $12.4 miliardi.
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Lara Ilaria Braconi nel suo studio, 2021
In questo scenario complessivo uno dei settori più refrattari alla crisi è stato quello degli artisti emergenti. Se da un lato le grandi gallerie hanno puntato soprattutto a vendite più sicure di artisti “Established”, mirando a quei collezionisti che cercavano maggiori garanzie per il loro investimento, dall'altra questa scelta si è rivelata poco strategica. Come infatti si evidenza dal recente report di Art Basel, le gallerie che nel 2020 si sono dedicate prevalentemente ad artisti emergenti hanno conosciuto un calo del fatturato tra il 9 e il 13%, mentre quelle dedicate prevalentemente ad artisti affermati hanno riscontrato un calo fino al 40%.

Le motivazioni di questa tendenza sono varie, sicuramente determinate dal desiderio dei collezionisti di ridurre le spese senza rinunciare al piacere di acquistare arte. Influenza determinante hanno avuto certamente i nuovi canali di vendita e le strategie promozionali degli artisti che hanno attirato collezionisti giovani, interessati ad acquistare i loro coetanei, accumunati dallo stesso “Spirito del tempo”. Il mercato è stato infatti guidato dai collezionisti così detti “Millennials” (nati tra il 1981 e il 1996), attirati oltre che dalle comodità degli acquisti online anche dalla maggiore trasparenza raggiunta dal settore artistico, con i prezzi delle opere finalmente esplicitati con chiarezza su social e viewing room.
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Norberto Spina, “Principi di autoconservazione”, 2019, acrilico, pittura murale e pennarello su tela
140 x 140 cm, courtesy artista.
Ma come trovare e selezionare un artista emergente interessante in Italia?

Attenzione prima di tutto alla definizione di “artista emergente”: etichettatura che nel nostro paese tende a prolungarsi oltre misura includendo anche artisti cinquantenni con più di 20 anni di esperienza alle spalle, categoria che invece dovrebbe rientrare pienamente nella denominazione di “Mid-Career”.

A questo punto è bene chiarire che cosa si intenda per artista emergente o “Mid-career”. Un artista emergente nelle prime fasi della sua carriera è già riuscito a catturare l'attenzione di un critico d'arte, di una galleria che lo rappresenti o di un collezionista, ma non ha ancora stabilito una solida reputazione come artista nel mercato dell'arte e in quello istituzionale. In alcuni casi ha già avuto una prima mostra personale e alcune collettive e, se particolarmente fortunato, è già riuscito a vendere le sue opere tramite una galleria o direttamente a qualche appassionato.

Questo termine è usato principalmente per indicare gli artisti neolaureati, ma si può applicare anche a coloro che dopo aver avuto altri percorsi, hanno fatto ingresso di recente nel mondo dell'arte. Un artista Mid-career ha invece una nutrita produzione, una carriera espositiva avviata e ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali da parte di critici, collezionisti, nonché dei diversi operatori del sistema. Il concetto di “Mid-Career” non è necessariamente legato all'età: alcuni artisti, anche molto dotati, non arrivano a raggiungere il livello di Established, se non sono stati venduti in importanti aste o trattati da note gallerie che li hanno resi celebri.

A queste tre categorie corrispondono naturalmente dei diversi prezzi di vendita, che da un'iniziale definizione dell'artista, successivamente “passano nelle mani” dei galleristi e infine delle aste pubbliche, i cui risultati sono in grado di scardinare il mercato o di ridefinire il valore delle opere.
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Lara Ilaria Braconi, “Il dono”, 200 x 170 x 3,5 cm, olio su tela, 2020, courtesy Galleria Lorenzo Vatalaro.
Se, come è stato osservato, quest'anno peculiare ha contribuito a conferire ai più giovani il proprio spazio all'interno del mercato dell'arte, d'altra parte l'offerta artistica è stata soggetta a maggiori complicazioni. L'uso massivo di Instagram per le vendite di opere - stimato nel complesso 34% - ha contribuito alla configurazione di un'offerta artistica invadente e non sempre qualitativamente soddisfacente, con pseudo-artisti trascurando il tradizionale percorso di affermazione, formazione e vendita, sono riusciti ad autopromuoversi.

Per intenderci, non c'è nulla di male nell'utilizzare Instagram per fare scouting di nuove proposte, ma è necessario considerare il percorso complessivo di un artista, la sua storia personale e i riconoscimenti esterni ottenuti da critici, direttori di musei, mercanti e collezionisti, rapporti grazie ai quali la sua ricerca si evolve e si arricchisce.
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Giulia Maiorano, “Castelli in aria”, 2020, installazione a parete di sculture in ceramica colorata, courtesy Ncontemporary.
Abbiamo quindi deciso di selezionare per We Wealth 10 artisti emergenti italiani nati negli anni Novanta che seppur giovani hanno già ottenuto i primi riconoscimenti da parte di critici e collezionisti, mostrando una ricerca interessante e unica.

  • Irene Fenara (Bologna 1990) vive e lavora a Bologna. Partecipa nel 2012 alla residenza organizzata dalla fondazione Collegio Artistico Venturoli, due anni dopo si diploma in Scultura all'Accademia delle Belle Arti di Bologna, e nello stesso anno partecipa alla costruzione di un'opera collettiva al museo Mambo. Numerose sono le collettive e le personali a cui l'artista partecipa, in contesti istituzionali e in gallerie come la p420 di Bologna. La sua attenzione si incentra sui dispositivi ottici e riflette sula natura delle immagini e sull'atto della visione.

  • Ludovica Anversa (1996) vive e lavora a Milano, dove ha insegnato alla NABA in qualità di assistente di Adrian Paci. Partecipa nel 2020 al programma di residenza a Palazzo Monti, mentre i suoi lavori, evocatori di realtà oniriche stratificate, in balia tra avversione e attrazione, sono esposti in Italia e all'estero in fondazioni, gallerie e spazi indipendenti.

  • Davide Serpetti (L'Aquila, 1990) vive e lavora tra Milano e la sua città natale. Diplomato in Pittura e Arti Visive alla NABA, nel 2015 consegue il Master in Fine Arts al KASK – Royal Academy of Fine Arts di Gent. Viene selezionato come finalista del Komask Prize, esponendo alla Royal Academy di Anversa e al Grand Curtius Museum di Liegi. Nel 2017 partecipa al progetto “Il Crepaccio” ideato da Maurizio Cattelan e curato da Caroline Corbetta, mentre due anni dopo partecipa al progetto di Residenza di Via Farini a Milano. È vincitore del Combat Prize 2020 nella sezione Pittura.

  • Marco Pio Mucci (Benevento, 1990) studia all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove consegue il titolo triennale specialistico in Visual Culture. È cofondatore del collettivo Armada con cui organizza numerose iniziative espositive tra il 2013 e il 2018. La sua ricerca si orienta tra l'attenzione al disegno, e in modo particolare al fumetto, dove l'artista predispone una quantità di situazioni eterogenee, e le pitture, che attingono ora all'immaginario cattolico, ora a quello mitico.

  • Giulia Maiorano (Milano, 1991) consegue laurea triennale e specialistica in Arti Visive presso la NABA di Milano. Ha partecipato a esposizioni collettive presso diverse istituzioni culturali, tra cui La Triennale di Milano e Careof DOCVA. Nel 2019 realizza la sua prima personale Sinapsi, presso la galleria Ncontemporary di Milano, a cui segue la mostra collettiva Premio Combat Prize 2020. La sua ricerca coinvolge vari materiali e lega immaginario, memoria del vissuto e ironici giochi di alterazione del reale.


  • Lara Ilaria Braconi (Milano, 1992) frequenta il triennio di Pittura presso l'Accademia delle Belle Arti di Carrara, a cui segue un periodo di studi all'Accademia di Varsavia e Praga. Prosegue gli studi all'Accademia Albertina di Torino e all'Accademia delle Belle Arti di Brera. Nel 2018 partecipa ad una residenza presso il Royal Institute of Art di Stoccolma. Espone in diverse collettive in Italia e all'estero, in gallerie e contesti istituzionali, mentre a febbraio 2021 inaugura la sua prima personale Amore Lento presso la Galleria Lorenzo Vatalaro a Milano. Con una predilezione per le tele di grandi dimensioni, le opere di Lara sono macrocosmi materici, che nascono per emersioni e lente sedimentazioni.

  • Rachele Moscatelli (Como, 1993) si laurea nel 2016 in Grafica d'Arte presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e nel 2018 nel biennio di specialistica nello stesso indirizzo di studio. Ha esposto in mostre collettive e personali in Italia e all'estero. Nel 2016 partecipa come fotografa accreditata alle Paralimpiadi di Rio in Brasile. La sua ricerca utilizza collage, incisione calcografica, monotipo ed elaborazione fotografica digitale per formulare un linguaggio ibrido, che coinvolge tecniche analogiche e digitali. Ha inaugurato la sua prima mostra personale intitolata Icon a dicembre 2020 presso lo Studio d'arte Cannaviello a Milano.

  • Marta Spagnoli (Verona, 1994) vive e lavora a Venezia, dove completa gli studi presso l'Accademia delle Belle Arti. Nel 2019 è vincitrice del 3° premio della 102ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2020 espone nella prima personale presso la Galleria Continua di San Gimignano. La sua pratica pittorica coinvolge opere di grandi formati, mappe dove la traccia e il segno propongono itinerari imprevedibili.

  • Norberto Spina (Torino, 1995) vive a Milano, dove si è diplomato nel 2017 in Pittura all'Accademia delle belle Arti di Brera. Secondo classificato nel 2018 al X Premio Nocivelli per la sezione pittura, partecipa nel 2019 al programma di Residenza presso la Fondazione San Fedele di Milano e nello stesso anno vince il Martini International Award. La sua produzione, esposta in diverse mostre collettive, attribuisce al concetto di periferia fisica e temporale un'importanza essenziale, che si riflette anche nei materiali residui e negli utensili scelti per dipingere.

  • Giovanni Stefano Rossi (Brescia, 1996) consegue il diploma triennale di Scultura e quello specialistico in Arti Visive presso l'Accademia Santa Giulia di Brescia. Nel 2019 è tra i finalisti del Premio Paolo VI promosso dall'omonima fondazione e dal 2020 collabora con Auc Art, casa d'asta specializzata nella trattazione di artisti emergenti; nello stesso anno inoltre viene selezionato per partecipare al Degree Show di Palazzo Monti a Brescia. Contraddistinto da un'attenzione lirica e spirituale, riporta nella propria produzione un minimalismo memore delle seconde avanguardie novecentesche.

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Giovanni Stefano Rossi, “Errore di Prospettiva”, 2019, ostensorio e biscotto (Pan di Stelle), 58 × 16 × 13 cm, courtesy artista.
Vera Canevazzi è un’art consultant di Milano.
Si è formata come storica dell’arte rinascimentale presso l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze. Ha lavorato nell’arte contemporanea in Italia e all’estero presso enti pubblici, gallerie d’arte e musei, tra cui il
Chelsea Art Museum, la Galleria Lia Rumma, il Museo Pecci, la Galleria Mimmo Scognamiglio e la Cortesi
Gallery, di cui è stata Direttrice fino al 2017.
Dal 2019 è professore a contratto presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Dal 2020 è consulente tecnico del Tribunale di Milano per l’arte del Novecento.
Nel 2020 ha pubblicato con la Franco Angeli Editore il libro “Professione Art Consultant”

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