Arte per azioni: e Michelangelo volò in Cina

Teresa Scarale
Teresa Scarale
26.11.2018
Tempo di lettura: 3'
È ancora fresco il caso di “Habemus Hominem”, l'opera dell'artista Jago del valore di Euro 205.000 messa in vendita per quote durante l'ultima edizione di Paratissima a Torino, che l'arte per azioni si fa largo in Cina

Le differenze con l'analoga, recente operazione avvenuta in italia. Con il Nasdaq di mezzo

Il confine tra opere d'arte e prodotti finanziari

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Crocifissione, Michelangelo. L'opera rappresenta un investimento in arte per azioni da parte della cinese Yulong Eco-Materials

L'intervista ad Alessandro Montinari


E' ancora fresca la vendita "in collettivo" della scultura Habemus Hominem di Jago (dedicata a Benedetto XVI e rifiutata dal Vaticano), che già salta all'onore delle cronache la vendita di un Michelangelo "per azioni" in Cina, ad opera della società Yulong Eco-Materials. Quali sono i termini economici dell'operazione?


Questa operazione presenta risvolti interessanti anche se i termini economici sono noti solo in parte[1]. Si sa che la società acquirente, che opera in Cina ed è quotata al Nasdaq[2], ha già firmato un contratto di compravendita per l'acquisto dell'opera al prezzo di 75 milioni di dollari e che per il pagamento utilizzerà l'emissione di 7,5 milioni nuove azioni[3] dal valore di appena 10 dollari l'una.

Rispetto all'operazione della scultura di Jago in questo caso l'opera è acquistata da una società. Gli investitori diventano dunque (piccoli) azionisti del veicolo che possiede l'opera. Si tratta di un'operazione di puro capitale. Nell'operazione che invece ha coinvolto habemus hominem gli investitori hanno agito direttamente sull'opera acquistandone una quota dal collezionista che l'ha venduta seppur sotto la regia di un unico soggetto e cioè la piattaforma che ha organizzato l'operazione e che gestirà lo sfruttamento e la vendita dell'opera alla fine dell'investimento.

Quali ricadute ha avuto l'operazione di acquisto sulla società? Si tratta solo di un'abile trovata di marketing?


Il dato più significativo è la risposta della borsa americana che alla sola dichiarazione di intenti ha fatto salire il valore delle azioni della società del 47%. L'incremento di valore di mercato dopo la chiusura dei mercati di venerdi 16 novembre, è stato pari a 65 milioni di dollari. Il deal deve però ancora perfezionarsi in quanto le parti hanno 30 giorni dalla firma del contratto di compravendita per portare a termine l'operazione. L'acquisto deve essere infatti sottoposto all'approvazione dell'assemblea degli attuali soci, alla perizia sul valore dell'opera e alla verifica della regolarità della documentazione.

Di sicuro questa operazione segna il passo ad un nuovo business della società cinese, originariamente attiva nel campo dei prodotti eco-friendly per l'edilizia. Il nuovo obiettivo dichiarato della società, è ora quello di aprire il suo capitale a piccoli investitori per compiere operazioni di investimento in arte. A conferma di ciò lo scorso 23 novembre è stata cambiata anche la sua denominazione sociale in “Millenium Fine Art Limited”[4]. La nuova denominazione richiama con ogni probabilità il “Millenium Sapphire”, una pietra da 61.500 carati acquistata lo scorso ottobre al prezzo di 50 milioni di dollari dalla stessa società. Anche in questo caso il pagamento è avvenuto mediante l'ingresso nel capitale degli investitori.

Il profilo della società è dunque mutevole.

Cosa che è però poco affine con il mondo dell'arte in cui l'identità è invece l'elemento caratterizzante.

Comprare azioni di un Old Master o comunque di un nome inciso nell'eternità dell'arte è sicuramente molto appetibile, ed ha grandi potenzialità di espansione. Jago a parte, che prospettive ci sono in Italia per la quotazione in vere e proprie azioni delle opere d'arte? Quale sarebbe il relativo trattamento fiscale?


In Italia il mercato dell'arte segue le dinamiche tradizionali. La scultura dell'artista italiano è una delle prime esperienze di acquisto collettivo ma l'operazione di vendita è ancora in corso ed è prematuro fare bilanci.

In ogni caso occorre prestare attenzione al confine tra opere d'arte e prodotti finanziari atteso che per le operazioni connotate maggiormente dall'aspetto finanziario che da quello patrimoniale, o del puro godimento del bene, si può ricadere nella disciplina del Tuf sui prodotti finanziari e alla vigilanza della Consob[5].

Dal punto di vista fiscale l'acquisto di opere d'arte attraverso veicoli societari di cui diventare azionisti, come nel caso dell'operazione della crocifissione di Michelangelo, comporta, a partire dal 2018, la tassazione in Italia con aliquota del 26% dei dividendi distribuiti dal veicolo societario agli investitori persone fisiche che non agiscono in regime di impresa siano essi titolari di partecipazioni qualificate e non qualificate. Al momento della cessione delle partecipazioni per tali soggetti potrebbe realizzarsi una plusvalenza anch'essa tassabile sempre al 26%. Diversamente nel caso di acquisto diretto dell'opera, in tutto o per quote, la vendita al termine dell'investimento non darà luogo a redditi tassabili per l'investitore.

Il dipinto, che raffigura una crocifissione in olio su tela realizzata da Michelangelo per Vittoria Colonna intorno al 1550, è stato donato alla famiglia dei Medici e poi è passato di generazione in generazione fino ad un discendete della famiglia che lo ha quindi messo sul mercato[6].

Note


[1] La notizia è stata diffusa da Bloomberg USA, www.bloomberg.com, e poi è rimbalzata anche in Italia (su Corriere della sera on line del 23 novembre 2018).

[2] Secondo le ultime notizie USA il Nasdaq lo scorso 19 novembre ha inviato una richiamo ufficiale alla società evidenziando l'omessa presentazione di una comunicazione obbligatoria relativa all'ultimo esercizio chiuso al 30 giugno 2018 (in particolare il Form 20-F). Violazione che è tale da rappresentare una carenza dei parametri di valutazione della società e una causa di delistening dal listino americano. I rappresentanti della Società hanno dichiarato di aver già cambiato i consulenti e che presto regolarizzeranno la violazione.

[3] Azioni “restricted” soggette a restrizioni. Diverse da quelle ordinarie.

[4] Globe Newswire del 23 novembre 2018

[5] Si segnala sul punto “I rischi finanziari dietro l'arte quotata” di Marilena Pirelli, Plus24-Il Sole 24 ore del 10 novembre 2018

[6]Globe Newswire del 23 novembre 2018
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L'avvocato tributarista Alessandro Montinari
caporedattore

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