Amoako Boafo, sta nascendo una stella?

Chiara Massimello
Chiara Massimello
26.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Nato in Ghana nel 1984, Amoako Boafo vive e lavora a Vienna ed è uno degli artisti più interessanti comparsi sul mercato negli ultimi anni, una stella nascente. Tenuto sotto i riflettori di mercanti, gallerie e collezionisti e sotto gli artigli di certi speculatori, si sta facendo strada nel mondo internazionale dell'arte e i suoi dipinti sono molto richiesti. Le ultime aste londinesi lo confermano
Questa settimana, la sede londinese di Christie's ha inaugurato la primavera con un'asta eclettica che presentava importanti capolavori di arte moderna uniti ad alcuni dei grandi nomi dell'arte contemporanea. Il risultato (tenendo conto del momento) è stato straordinario: il 96% dei lotti venduti, per un totale di £120milioni. Clienti provenienti da 36 diversi Paesi si sono contesi i 55 lotti dell'asta: da Picasso a Bansky (che ha realizzato con “Game changer” il suo record, £16milioni) da Dubuffet a Basquiat, da Wahrol a Modigliani, da Brancusi a Boafo. Quest'ultimo, stimato £60,000-80,000, è stato aggiudicato per £550,000 (quasi 8 volte la stima media).
Amoako Boafo è nato in Ghana nel 1984, vive e lavora a Vienna ed è uno degli artisti più interessanti comparsi sul mercato negli ultimi anni. Tenuto sotto i riflettori di mercanti, gallerie e collezionisti e sotto gli artigli di certi speculatori, si sta facendo strada nel mondo internazionale dell'arte e i suoi dipinti sono molto richiesti.
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Amoako Boafo Self Portrait 2016, Courtesy Christie's inc
Christie's ha presentato un suo autoritratto di grandi dimensioni (94,5 x 115 cm), dipinto nel 2016. L'artista, a mezzo busto, vestito con una semplice t-shirt bianca, risalta sul fondo intensamente nero e materico. Solo un fiore, delicato fragile e luminoso interrompe l'uniformità dello sfondo nella parte destra del quadro. La posizione del corpo è leggermente inclinata, lo sguardo, equilibrato e consapevole, si rivolge allo spettatore. La carnagione scura, materica e luminosa, è resa distribuendo il colore direttamente con le dita intinte nella vernice. I toni di blu, verde acqua viola e ocra spiccano sul nero del fondo e diventano il punto di forza dell'opera, fluidi e vitali.
Un quadro di una semplicità estrema che ricorda nella posizione classica, un po' contorta, i disegni di Egon Schiele. Boafo li conosce bene perché vive a Vienna dal 2014 e volontariamente cita l'artista austriaco rifacendosi direttamente all'autoritratto con lanterna cinese e frutti realizzato nel 1912. Scambiando il suo ruolo con quello di Schiele, l'artista cerca di affermare l'energia e la forza nera nel mondo storicamente bianco della pittura.
Boafo non ha mai pensato di essere un artista, “non era un'opzione” nella sua vita. Rimasto orfano di padre in giovane età, ha imparato a dipingere da solo e poi, grazie ad un benefattore, ha potuto studiare al Ghanatta College of Art and Design di Accra dove si è diplomato nel 2008. Si è trasferito a Vienna nel 2014, seguendo l'artista austriaca, Sunanda Mesquita (ora divenuta sua moglie) e qui ha iniziato a frequentare l'Accademia di Belle arti. Completamente fuori dal mondo dell'arte, viene notato attraverso la sua pagina Instagram (!).
La sua prima mostra è del 2018. In due giorni tutti i dipinti sono stati tutti venduti. Nel 2019, la sua prima volta a Frieze Los Angeles e poi Art Basel Miami, dove le opere vanno esaurite in pochi minuti. Poi le prime aste e ora si mormora di un incontro con Gagosian e Pace Gallery. Solo pochi anni fa vendeva i suoi dipinti a qualche centinaio di dollari per aiutare la sua famiglia, ora sta diventando una vera star. Un'ascesa da far girare la testa. Boafo l'ha affrontata tornando in Ghana per diversi mesi a dipingere e riflettere sul suo lavoro.

Una nuova svolta è arrivata con la collaborazione con Dior, primo artista africano a sviluppare una linea con la casa francese (nel 2021). Come parte dell'accordo, Dior contribuirà a finanziare un centro studi ad Accra, che avrà spazio per una residenza d'artista e una galleria gestita dagli artisti del luogo.
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Amoako Boafo, Cobalt Blue Earring, 2019. Courtesy of Mariane Ibrahim
Della sua pittura, il primo elemento che mi ha affascinato è il ritorno al figurativo e soprattutto al ritratto nei suoi canoni più classici. Occorre essere un grande artista per ripensare un genere che ha vissuto la sua epoca d'oro due secoli fa e per saperlo riplasmare con influenze di culture diverse, una nuova tecnica e nuova energia.

La sua pittura è intensa, i tratti morbidi, le pose serene e le figure potenti.  Straordinario è il senso del colore e la sua capacità di gestire le fantasie degli abiti che diventano un elemento intrigante del dipinto.
Amoako Boafo esplora la complessità dell'identità e dell'appartenenza africana. La pelle nera dei suoi ritratti emana energia e sembra illudere alla forza che c'è sotto, nel profondo. Rappresenta la solidarietà, ma anche l'individualità.

Le sue figure sono dipinte a olio, acrilico e pastello direttamente con le dita. Le impronte digitali, vero bene personale, che ci distingue e non si può cancellare, restano impresse sulla tela, testimonianza del suo mondo interiore e di una nuova possibile visione. Forse proprio l'arte può giocare un ruolo importante nello sfidare i pregiudizi e le convinzioni esistenti. Forse è un nuovo passo per uscire dall'oscurità.
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Amoako Boafo, Kofi, 2019. Courtesy Roberts Projects
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Amoako Boafo in residenza alla Fondazione Rubell di Miami. Photo: Chi Lam
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L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.

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