Il tesoro del sig. Patrice T., il ladro d'antichità

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
28.1.2021
Tempo di lettura: 3'
Braccialetti in bronzo, torce dell'età del ferro, monete e spille romane, fibbie per cinture rinascimentali, manufatti del Medioevo e altre antichità: in totale 27,400 pezzi antichi per un valore di 772.685 euro. Sono il contenuto e le cifre del tesoro sequestrato poche settimane fa al sig.Patrice T.
Di quante monete è fatto un tesoro? Quanto vale? Sono delle domande che probabilmente ci siamo posti da piccoli, magari leggendo l'Isola del Tesoro, cercando di afferrare il concetto stesso di ricchezza, senza riuscirci. Ma accade, talvolta, che alla pretesa di risposte puntuali vengano in soccorso, come in questa storia, risposte fattuali. Così da oggi chi leggerà questo articolo potrà dire ai propri figli che un tesoro è fatto di 14 mila monete, che vale quasi un milione di dollari e che non è mai una buona idea rubare antichità e pensare di farla franca.

La genesi


L'inizio di questa storia risale all'ottobre del 2019, si svolge in Belgio e vede come protagonisti due francesi: il sig Patrcie T., il ladro d'antichità, e Marleen Martens, l'archeologa. All'epoca tal Patrice T. chiamò l'Onroerend Erfgoed, l'Organizzazione fiamminga per il patrimonio immobiliare, sostenendo di aver recentemente acquistato un frutteto di mele nella città belga di Gingelom e che, durante la pulizia della proprietà, aveva trovato 14 mila monete romane. Tra i cinque esperti accorsi sul presunto luogo del ritrovamento vi era anche Marleen Martens, che a distanza di poco più di un anno ricorda: “Ho aperto il bagagliaio della macchina e mi ha mostrato due enormi secchi di plastica pieni fino all'orlo. Non avevo mai visto così tante monete". Ma lo stupore di Marleen e dei suoi colleghi si tramutò ben presto in sospetto. "Durante il sondaggio del sito abbiamo concluso che era impossibile che le monete provenissero da questo sito” continua Martens. “Si trovavano in uno strato terrestre formatosi dopo il Medioevo. "

Il raggiro


Da stupore a sospetto il passo successivo è stato “da sospetto a processo”. Sulla segnalazione del team degli archeologi è stata infatti aperta un'inchiesta che ha portato le autorità francesi a sequestrare il bottino di 27.400 manufatti antichi in possesso del sig. Patrice T. e di sua madre. Secondo una dichiarazione, riportata da Agence France Presse, i funzionari della dogana francese ritengono che Patrice T. abbia accumulato la raccolta attraverso "il saccheggio di vari siti in Francia". Approfittando delle differenze tra la legge francese e quella belga, Patrice T. avrebbe quindi cercato di far passare le scoperte illecite come legittime. Se infatti l'uso di un metal detector è vietato in Francia tranne che nella ricerca scientifica, in Belgio invece è consentito e ha il diritto di conservare le sue scoperte se possiede il terreno in cui sono state trovate. "L'autore del reato è passibile di reclusione e centinaia di migliaia di euro di sanzioni doganali", ha dichiarato Bruno Le Maire, ministro dell'economia francese, in una dichiarazione al Guardian. "Questo è un messaggio chiaro per coloro che, per il beneficio e il piacere egoistico di pochi, ci derubano del nostro patrimonio comune e cancellano parti intere della nostra storia".

Il tesoro


Il tesoro di antichità di Patrice T. comprende braccialetti in bronzo, torce dell'età del ferro, monete e spille romane, fibbie per cinture rinascimentali, manufatti del Medioevo e altre antichità. Tra questi c'è un dodecaedro romano cavo in rame, un raro e misterioso oggetto a 12 facce di uso sconosciuto, di cui ci sono solo 100 esemplari esistenti. La maggior parte delle monete furono probabilmente sepolte entro la fine del III secolo. Complessivamente, i funzionari ritengono che i tesori valgano 772.685 euro (946.670 $),

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