Zona di spazio vuoto a un milione di dollari. È arte

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.4.2022
Tempo di lettura: 2'
Sotheby's ha venduto una delle celebri opere del 1959 di Yves Klein, Zone de sensibilité picturale immatérielle. Una sorta di nft ante litteram
Non si sta parlando di token: ma l'ultima vendita di Sotheby's Parigi ben può essere considerata una sorta di nft ante litteram. Si tratta della (an)iconica opera che Yves Klein ideò nel 1959, Zone de sensibilité picturale immatérielle (zona di sensibilità pittorica immateriale). In sostanza, una ricevuta comprovante il possesso di una porzione di spazio vuoto, aggiudicato a un milione di dollari. È stata la stessa casa d'aste a riconoscerne l'assonanza con un nft, accentando per la prima volta nella sua sede parigina anche un eventuale pagamento in criptovaluta.
Dal punto di vista del mercato, la scelta del momento della vendita si è rivelata particolarmente indovinata. Mentre una buona fetta dei collezionisti si tuffa nel mare dei non fungible token, qualcuno ha pensato bene di offrire l'opera di arte concettuale che può rappresentare l'origine dei certificati di possesso delle opere. Il prezzo finale di aggiudicazione è stato di 1.060.000 dollari, commissioni incluse (927.300 il netto), cifra che triplica la valutazione bassa iniziale (305.000 dollari). Comprato originariamente dal mercante parigino Jacques Kugel, il certificato fu poi ceduto al collezionista Loïc Malle, nella cui collezione è rimasto per 35 anni, fino alla prima settimana di aprile 2022. Ora, rivela la casa d'aste, è stato acquisito da un “collezionista privato europeo”.


L'attestato che certifica la zona di spazio vuoto venduto a un milione di dollari

Yves Klein produsse vari attestati certificanti la vendita di “spazi vuoti” fra il 1959 e l'anno della sua morte, avvenuta nel 1962. Accettava in pagamento per queste opere solo oro puro. Di solito, ma non sempre, l'atto di vendita generava un rituale: l'acquirente bruciava la ricevuta dell'acquisto mentre Klein gettava metà dell'oro nella Senna. Secondo l'artista, questa azione “ribilanciava l'ordine naturale fra venditore e compratore”. Per questo motivo esistono oggi pochissime ricevute d'acquisto di queste porzioni di spazio. Quando l'acquirente decideva di non dare alle fiamme il tagliando, Yves teneva l'oro, per farne altre opere d'arte. Di qui l'origine della sua serie Monogold.

Yves Klein, Monogold
Un esemplare della serie Monogold
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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