Bonhams scalpita nello scacchiere delle case d'asta

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In soli tre mesi dall'inizio del 2022 Bonhams ha acquisito tre case d'asta minori specializzate nel mercato scandinavo e nordamericano dei beni da collezione e da investimento. E ambisce così a diventare una delle major a livello internazionale. A rischiare di perdere il posto è Phillips
Alle tre case d'asta più importanti a livello internazionale, Sotheby's, Christie's e Phillips potrebbe aggiungersene una quarta di qui a qualche tempo. La casa d'asta Bonhams di Londra lo scorso gennaio ha annunciato l'acquisto di Bukowskys, casa d'asta con sede in Svezia attiva sui beni da collezione nel mercato scandinavo. Subito dopo, il 16 marzo, la stessa Bonhams ha annunciato l'acquisizione di Skinner, casa d'asta americana con sede a Boston. Da ultimo, qualche giorno fa, Bonhams ha annunciato di aver acquisito anche Bruun Rasmussen Art Auctions, casa d'asta danese con sede a Copenaghen e anch'essa molta attiva sul mercato scandinavo. Tre operazioni importanti che consentono alla casa inglese, da un lato, di aver accesso al mercato scandinavo e del nord America e, dall'altro, di acquisire piattaforme digitali molto efficienti per le aste online del mercato dei beni da collezione e da investimento.
Volendo fare una proiezione del valore che queste acquisizioni porteranno al fatturato di Bonhams nel 2022 si arriva a stimare un importo di poco meno un miliardo di dollari. Bonhams ha infatti dichiarato un fatturato di 800 milioni di dollari per il 2021. A questo valore si andranno ad aggiungere i fatturati delle case d'asta acquisite in quest'inizio 2022. Bukoswskys per il 2021 ha dichiarato un fatturato di 21,7 milioni di dollari mentre Skinner ha un fatturato stimato di 39 milioni di dollari sempre per il 2021. Il fatturato di Bruun Rasmussen è stato invece di 88 milioni di dollari nel 2021. Bonhams dovrebbe quindi portare il suo fatturato aggregato a poco meno di 950.000 milioni di dollari se i valori fossero confermati anche nel 2022. In tale ipotesi Bonhams potrebbe insidiare di qui a qualche anno il terzo posto di Phillips tra le Major. Phillips, infatti, ha dichiarato nel 2021 un fatturato di 1,3 miliardi di dollari.

Inarrivabili invece i fatturati di Sotheby's, che ha dichiarato nel 2021 ben 7,3 miliardi di dollari, e Christie's, che ne ha dichiarati 7,1, sempre nello stesso anno. E' evidente dunque che Bonhams punta sui nuovi mercati e sul digitale per la crescita. Digitale e aste online rappresentano, infatti, una delle peculiarità delle case d'asta acquisite. Il digitale si può considerare come uno dei grandi effetti della crisi pandemica iniziata nel 2020 e che ha avuto la conseguenza di accelerare il processo di digitalizzazione del sistema delle aste internazionali. Infatti, Bonhams, già nell'aprile 2021, aveva acquisito The Market, una piattaforma di aste digitali per le aste di auto e moto d'epoca e da collezione e nello stesso anno ha aperto una nova sede anche a Parigi. Ora con le nuove acquisizioni va a rinforzare la sua offerta di aste online su nuovi mercati.

Le aste online, dopo l'accelerazione avuta nel 2020 a causa dei lockdown e delle regole sul distanziamento sociale, rappresentano circa il 50% dell'offerta di aste sul mercato del 2021 e di quest'inizio del 2022. Con la ripresa di gran parte degli eventi in presenza o in formato ibrido il dato delle aste online si è consolidato. Bonhams, operazione dopo operazione, mira a rafforzare così il suo profilo di casa d'asta globale nel mercato dei beni da collezione e da investimento e a spostarsi sulla fascia alta del settore. Obiettivo questo nelle intenzioni (dichiarate) del socio Epiris, fondo di private equity, che dal 2018 ne detiene la proprietà e che da allora ha portato il fatturato di Bonhams da quasi 600 milioni di dollari agli 800 milioni del 2021.

Bonhams, tuttavia, non è stata la sola a acquisire o avviare collaborazioni con società altamente digitalizzate. Ad esempio, Phillips dall' agosto 2020 ha avviato la collaborazione con la piattaforma tecnologica Articker finalizzata a monitorare gli artisti in base alle citazioni contenute sui media in modo da segnalare le tendenze del momento. E così la partnership ha consentito a Phillips di utilizzare i dati disponibili per incrementare il proprio business, effettuare ricerche e avere una maggiore conoscenza sui principali trend del mercato.

alessandro@we-wealth.com
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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