Argenteria da collezione, nuova asta a Roma

Teresa Scarale
Teresa Scarale
21.10.2022
Tempo di lettura: 1'
Si terrà a fine ottobre nella capitale una vendita all’incanto dedicata al più borghese dei beni da collezione. Fra servizi di posate da 9 chili e rarità giapponesi

L’argento è un metallo prezioso, anche se vale mediamente 65 volte meno dell’oro (dati Oxford Economics, media 1980-2020). Nel momento in cui scriviamo, per esempio, la quotazione all’oncia è di 1.663,78 € per l’oro e di 19,04 € per l’argento. Le ragioni principali sono due: un’offerta annuale superiore a quella dell’oro nell’ordine delle tonnellate e l’origine industriale della domanda, che ne rende il prezzo più dipendente dai cicli economici, rispetto a quello dell’oro. Ma al di là delle sue funzioni di asset, l’argento è, nelle sue forme ornamentali e di suppellettili, un materiale da collezione, collocato nei pleasure asset più ambiti fin dai tempi degli Etruschi e dei Romani, fiorito successivamente come materia prima per le opere d’arte (si pensi solo alla saliera di Benvenuto Cellini). Nel solco di questa tradizione, Affide ha organizzato a Roma giovedì 27 ottobre l’asta “Argenti dal mondo”.

I pezzi forti dell'asta dedicata all'argenteria da collezione

Tra i maggiori operatori in Italia nel settore aste preziosi con circa 250 aste e 35.000 gioielli venduti ogni anno, Affide metterà all’incanto nella sua sede di Palazzo Santa Croce in piazza Monte di Pietà circa 90 lotti di argenteria di pregio, provenienti da varie parti del mondo.

Fra gli articoli più attesi, i servizi in argento firmati da Kichigoro Uyeda, vecchio argentiere giapponese ancora in attività, punto di riferimento del settore a Tokyo.

Il lotto 84 si distingue perché si compone di un ricco servizio di posate del peso complessivo di 9.100 grammi (foto apertura). La base d’asta è di 4.000 euro.


Pesa invece quasi cinque chili (4.984 grammi) il lotto 83, servizio da the. La valutazione per questo insieme è di 2.200 euro.


Ha invece un valore di partenza pari a 3.500 euro il lotto 53: si tratta del servizio di posate realizzato dagli argentieri Zanetti di Bologna. In argento 889, presenta lo stemma araldico di Papa Pio IX da arcivescovo. Fu utilizzato tra il 1815 circa e il 1870.


Le prime tracce d’argento rinvenute dagli archeologi risalgono al IV millennio a.C., epoca in cui fiorirono i popoli dei Sumeri e dei Fenici. Di argento si parla nei poemi omerici e nella Genesi.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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