BMW R80G/S, l'avventuriera che sognò la Dakar

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
14.4.2022
Tempo di lettura: 2'
Erano gli inizi degli anni ottanta, le moto da enduro erano leggeri, quelle da strada pesanti. Poi arrivò la Bmw R80 G/S, una rivoluzione tutta tedesca destinata a riscrivere la storia delle moto
“Se vuoi essere felice per un giorno bevi, se vuoi essere felice per un anno sposati, se vuoi essere felice per una vita intera, guida una Bmw”. Così recitava uno slogan della casa di Monaco a fine anni settanta. Pochi anni più tardi questa promessa divenne una moto. Faceva il suo debutto la R80G/S, l'antesignana dei crossover e delle enduro stradali d'oggi, progettata con un unico intento: percorrere qualsiasi superficie. Insomma la moto che chi amava l'avventura aveva sempre sognato.

Doppia anima


Non fu amore a prima vista. I giornalisti invitati all'anteprima della moto, tenutasi ad Avignone nell'autunno del 1980, non avendo mai visto qualcosa di simile erano scettici.  Era un'epoca infatti in cui tutte le moto off-road erano monocilindriche e leggere. Questa montava invece un bicilindrico ed era pesante: la Yamaha XT500, la più grande della categoria, pesava la metà. Tuttavia, le prime impressioni divennero presto positive quando si passò alla prova in strada. Fu subito chiaro che la forza di questa moto stava nel fatto che non si poneva limiti: era una moto adatta sia per percorrere le lunghe distanza su asfalto, sia per muoversi in città, sia per le escursioni fuoristrada. La sigla G/S d'altronde, parlava da sé: Gelande/Strasse in inglese si traduce off-road/on-road.

bmw r 80 g/s


La moto che salvò Bmw


Al Salone della moto di Colonia la fila dei clienti era abbastanza lunga perché il team BMW capisse di aver estratto un coniglio dal cilindro. La moto su cui Karl Gerlinger aveva puntato per risollevare le vendite della casa motociclistica aveva centrato il suo obiettivo. Alla fine del 1981 BMW aveva venduto 6.631 moto R80 G/S, circa il doppio del numero che aveva sperato di vendere e rappresentava circa il 20% delle moto vendute, segnando la fine del calo di vendite di BMW. Al momento del lancio era disponibile solo nel colore alpinweiss con sellone arancio, al quale di affiancherà un anno più tardi il blu metallizzato con sellone nero. Quanto al motore, la R80 G/S montava un cilindri contrapposti boxer di 797 cm³ che erogava 50 cavalli.

Vinci la domenica, vendi il lunedì


BMW, che era già da tempo attiva nelle competizioni motociclistiche, aveva compreso appieno il principio "Vinci la domenica, vendi il lunedì", secondo il quale le moto che guadagnano la loro credibilità nelle competizioni ottengono automaticamente una dose di attrattiva per l'acquirente. Con la R80 G/S che si rivolgeva direttamente al motociclista avventuriero, quale migliore prova del fuoco poteva esserci che vincere la Parigi Dakar? Per il 1981, l'anno del debutto pubblico della R80 G/S, BMW preparò delle moto per partecipare alla Parigi Dakar. Lo sforzo fu ripagato e Hubert Auriol guidò una BMW ufficiale alla vittoria, mentre Jean-Claude Morellet finì al quarto posto mentre Bernard Neimer arrivò settimo. Non contento, Auriol andò in Messico e vinse anche la Baja California di 1.200 chilometri.

bmw r 80 g/s 1080

La seconda serie senza /


Per celebrare il successo della gara di durata che si svolge sulle piste desertiche del Nord Africa, Bmw nel 1984 presentò la versione replica, la R80 G/S Paris Dakar, che restò in produzione fino al 1987, anno in cui arrivo la seconda serie. La nuova moto perse la barra nella designazione G/S e divenne semplicemente la R80GS. A questa fu affiancata una sorella maggiore la  R100 GS dotata di un motore da 980cc che produceva 60 cavalli a 6.500 giri. Entrambi questi modelli furono realizzati con una sospensione posteriore significativamente migliorata, il Paralever. La R80 GS continuò a godere di aggiornamenti progressivi nel corso del decennio dal 1986 in poi fino al modello finale a due valvole del 1996, la R80 GS "Basic”. Era il 1997 e si concludeva la produzione della moto che aveva salvato Bmw e fatto sognare ad occhi aperti i motociclisti amanti dell'avventura
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti