Quanto vale il diritto morale di un artista?

Sharon Hecker
Sharon Hecker, Giuseppe Calabi
26.5.2021
Tempo di lettura: 5'
La ristrutturazione della Sala dei bronzi del Louvre avrebbe leso l'integrità del murale Ceiling, e con esso il diritto morale dell'artista americano Cy Twombly, autore del dipinto. Lo sostengono gli eredi contro la Fondazione del museo parigino che difende il suo diritto alla gestione di spazi e collezioni. Ecco le implicazioni sul piano legale e su quello artistico

Sul diritto morale di un artista. Prologo


Questa primavera il cielo sopra Parigi è stato oscurato dalla disputa tra la Cy Twombly Foundation e il Musée du Louvre: l'oggetto della controversia è su commissione del Louvre nel 2010. Ceiling è un murale di 350 mq dipinto sul soffitto della Sala dei Bronzi, che ha ospitato la collezione di sculture greco-romane in bronzo del museo fin dal suo allestimento. L'opera di Ceiling, realizzata dall'artista americano Cy Twombly (1928-2011), a sfondo blu marino con dischi e scudi di forma circolare, con diverse tonalità di colore e bande, domina la sala, le cui pareti originarie erano di stucco ocra pallido e il cui pavimento era di pietra calcarea.

La Fondazione è venuta a sapere che la Sala dei Bronzi è stata oggetto di una strutturale opera di rinnovamento, la quale - pur lasciando integro il soffitto, ossia l'opera di Twombly - ha radicalmente cambiato il colore delle pareti a marrone Côte d'Azur, con sfumature rosse e nere e sostituito la pavimentazione con un parquet in legno stile Secondo Impero. Inoltre, la stanza non ospiterà più bronzi greci e romani, ma oggetti di antichità etruschi.

La Fondazione e il figlio dell'artista, Alexandre Twombly, hanno reagito tramite i propri avvocati lamentando la violazione del diritto morale d'autore, chiedendo il ripristino della sala nella sua condizione originale, oltre al risarcimento del danno. L'attuale Presidente del Museo, Jean-Luc Martinez, la cui carica è in scadenza, ha invece rivendicato la libertà del Museo di gestire i propri spazi e le proprie collezioni, essendo l'opera di restauro stata autorizzata anche dall'autorità pubblica francese (Conservation des Monuments Historiques, CMH).
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Ceiling, Cy Twombly, Sala dei Bronzi, Louvre, Courtesy of The Cy Twombly Foundation

Le implicazioni sul piano legale (Giuseppe Calabi)


Due sono le questioni legali in questa vicenda. La prima è relativa all'individuazione della legge applicabile al diritto morale d'autore. Questo diritto risale alla Convenzione di Berna del 9 settembre 1886 per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, che ha previsto che indipendentemente dai diritti patrimoniali d'autore, ed anche dopo la cessione di detti diritti, l'autore conserva il diritto “di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi ad ogni deformazione che rechi pregiudizio al suo onore od alla sua reputazione”. La Convenzione, a cui hanno aderito 175 Stati, tra cui Usa, Francia ed Italia, stabilisce che gli Stati aderenti possano prevedere che il diritto morale sia esercitato dalle persone o istituzioni a tal fine legittimate dalla legislazione nazionale del Paese in cui la protezione è richiesta.

Tuttavia, il diritto morale d'autore è disciplinato in modo molto diverso da uno Stato all'altro. In Italia, ad esempio, il diritto spetta dopo la morte dell'autore al coniuge ed ai figli o, in loro mancanza, ai genitori o altri ascendenti e discendenti diretti, ovvero, in mancanza di questi ultimi, ai fratelli ed alle sorelle ed ai loro discendenti. Il diritto morale è perpetuo, inalienabile ed imprescrittibile. Il diritto morale, ad esempio, non può essere trasferito ad una fondazione o archivio: deve restare in ambito familiare. Anche in Francia il diritto morale è perpetuo, inalienabile ed imprescrittibile, ma il titolare può trasferirlo ad un terzo, ad esempio ad una fondazione o disporne per testamento come meglio crede. Negli Usa, il diritto morale cessa con la morte dell'artista.
Cosa succede se vi è un conflitto tra norme di diversi Paesi?

La norma italiana di diritto internazionale privato prevede il criterio della nazionalità dell'autore (agli autori italiani si applica sempre la legge italiana), temperato dal criterio del luogo di pubblicazione dell'opera: agli autori stranieri domiciliati in Italia si applica la legge italiana alle opere pubblicate per la prima volta in Italia.

Per un artista come Twombly, la questione della legge applicabile si complica, in quanto americano, con un domicilio italiano ed in relazione ad un'opera realizzata e, quindi, “pubblicata” in Francia: il luogo di ubicazione dell'opera ed il soggetto destinatario dell'azione intentata dal figlio e dalla Fondazione (il Louvre) hanno probabilmente guidato la scelta di citare il Museo davanti ad un Tribunale francese ed invocare l'applicazione del diritto morale vigente in Francia. La seconda questione riguarda il perimetro di applicazione del diritto morale: se l'opera resta integra, ma la sala che la ospita cambia radicalmente il proprio assetto, si può ritenere violato il diritto morale in quanto l'opera stessa, nel suo dialogo con l'ambiente che la contiene, è stata modificata? Nel caso in esame è stata da alcuni criticata la scelta del Louvre di aver commissionato a Twombly la realizzazione del murale, con il rischio che il diritto morale d'autore possa erigersi perpetuamente contro qualsiasi cambiamento che la stanza possa subire nel corso degli anni.

Le implicazioni sul piano artistico (Sharon Hecker)


L'Ultima cena di Leonardo da Vinci, commissionata per il refettorio dei frati domenicani della Chiesa di Santa Maria delle Grazie nel 1495 offre qualche utile spunto di riflessione. Il duca Ludovico Maria Sforza chiese a Leonardo di dipingere questa scena perché voleva che il pasto sacro di Cristo della rituale Pasqua ebraica rispecchiasse i veri pasti consumati nel refettorio dai frati, ai quali il Moro si univa spesso.

Ogni elemento del dipinto è stato calcolato da Leonardo per soddisfare il desiderio del suo mecenate, compreso il soggetto, che Leonardo ha abilmente trasformato in una storia a più livelli di un pasto sacro, un momento eucaristico, un terribile dilemma psicologico sul valore della vita e della morte, così come un vero dramma sul dolore del tradimento umano da parte di qualcuno amato e molto vicino. Ma Leonardo ha anche calcolato con precisione l'altezza del dipinto sul muro in modo che fosse visibile ai frati quando mangiavano, la prospettiva con cui l'opera si apre nello spazio del refettorio; la luce reale dalle finestre che, in un preciso momento del pomeriggio, proprio mentre il sole tramonta, avrebbe momentaneamente e simbolicamente bagnato e illuminato il volto di Cristo; persino la linea immaginaria che si sarebbe creata dal Cristo nel dipinto al progettato mausoleo della famiglia Sforza nella chiesa adiacente.

Il dipinto, in altre parole, era originariamente perfettamente adattato dall'artista al suo contesto architettonico proprio come Twombly aveva immaginato la sua decorazione del soffitto al Louvre in relazione agli oggetti esposti nella galleria. Ma nel corso del tempo, molte cose accaddero a Santa Maria delle Grazie: il mausoleo di Sforza non fu mai completato. Attraverso i secoli, il refettorio subì due metri di inondazione.

Il pavimento fu apparentemente sollevato, cambiando la prospettiva. Nel 1652, una porta allargata fu improvvisamente aperta attraverso il centro del dipinto murale, perdendo così per sempre la rappresentazione accuratamente realizzata da Leonardo delle gambe incrociate di Cristo sotto il tavolo. Durante la Seconda guerra mondiale, l'edificio fu gravemente bombardato. Il sito originale fu ricostruito, ma il refettorio come luogo per i pasti dei frati era stato da tempo spostato altrove. Lo spazio oggi è diventato una stanza spoglia che serve come grande attrazione turistica. Il dipinto stesso si è deteriorato a causa dell'uso da parte di Leonardo di tecniche di pittura a olio sul muro piuttosto che della più appropriata tecnica dell'affresco, portando al degrado dell'opera, a molteplici e disastrosi tentativi di proteggerlo, staccarlo e restaurarlo.

Si potrebbe pensare che l'Ultima cena avrebbe ormai perso tutto il suo significato, ma non è stato così. Certamente oggi è meglio informare la famiglia e la fondazione quando avviene un cambiamento, ma per quanto tempo e fino a che punto ci si aspetta che i tribunali facciano rispettare e proteggano i diritti morali di un artista deceduto? Il soffitto di Twombly dentro il Louvre continuerà certamente a parlarci come una creazione artistica a sé stante.
Sharon Hecker
Sharon Hecker, Giuseppe Calabi
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Sharon Hecker, nata a Los Angeles e cresciuta a Tel Aviv, è storica dell’arte, curatrice, e autrice, specializzata in arte italiana moderna e contemporanea. Dopo collaborazioni con istituzioni museali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e la Galleria Christian Stein, oggi fornisce consulenze sulla due diligence per l’arte a collezionisti privati, art lawyers, wealth managers, family offices, case d’aste e fiere.

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