Polvere di Luna in asta, ma per Nasa è patrimonio umanità

Teresa Scarale
Teresa Scarale
30.3.2022
Tempo di lettura: 2'
Nonostante il parere contrario dell’agenzia spaziale Usa, Bonhams metterà all’asta i campioni di sabbia lunare che Armstrong raccolse durante la missione Apollo 11

“Il solo campione della (missione, ndr) Apollo che può essere venduto legalmente”. Così la casa d’aste Bonhams sta pubblicizzando le boccettine piene di polvere di luna raccolta dall’astronauta Neil Amstrong in vendita il 13 aprile 2022 nell’asta Space History Featuring the First Lunar Sample. Le previsioni di incasso sono di oltre un milione di dollari (800.000 – 1.200.000 dollari).


Secondo quanto ricorda Mike Mallory, membro dell’equipaggio che nel 1969 raggiunse la Luna, l’ordine era quello di “mettere in salvo per prime le rocce e i materiali luna” dato che si aveva a disposizione “un solo sacchetto”, mentre gli astronauti erano “molti”. Parole che fanno comprendere la preziosità dei reperti e la mal disposizione della Nasa nei confronti di questa vendita. Come noto, la missione fu un successo, e non ci fu bisogno di scegliere fra pietrisco lunare e vite umane. Ma l’epocalità di quella spedizione deve ancora riverberare nei corridoi dell’agenzia spaziale americana. Del sacchetto sterile in teflon tornato dalla missione Apollo a un certo punto si persero le tracce. Poi, nel 2002, fu ritrovata in possesso di Max Ary, già a capo del museo spaziale Cosmosphere di Hutchinson, in Kansas.

 

Quando Ary fu accusato di riciclaggio, frode e furto, il sacchetto divenne proprietà del governo. Fu acquistato in seguito per 995 dollari nel 2015 dall’avvocata Nancy Lee Carlson sul sito di aste governative Usa Marshals. La professionista fu incuriosita dalla descrizione del lotto, recitante più o meno: “borsa campionaria con zip per materiale lunare”. Una volta ricevuto l’acquisto, la Carlson inviò la busta al centro spaziale Johnson di Houston (Nasa). Pecca che l’agenzia spaziale americana, una volta capita l’importanza del fagotto, si rifiutasse di restituirlo alla legittima proprietaria: “Crediamo che questo oggetto appartenga al popolo americano, e che debba essere messo pubblicamente in mostra”. Nemmeno a dirlo, Nancy Lee Carlson intentò una causa. E la vinse, per poi rimettere in vendita il sacchetto lunare da Sotheby’s nel 2017. Ci guadagnò parecchio: 1.812.500 dollari, cifra che includeva la commissione della casa d’aste.

Il nuovo proprietario evidentemente spera in un ulteriore guadagno, anche se la stima di partenza è inferiore all’ultimo realizzo.

Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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