Mosaico a Roma, tavolino da caffè a Manhattan

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
18.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Dall'Antica Roma fino alla moderna Manhattan: il viaggio del mosaico dei Palazzi Galleggianti di Caligola, che dopo tanti anni e dopo essere diventato un tavolino da caffè, è finalmente tornato a casa
Se le pietre potessero parlare, il mosaico svelato di recente in un museo archeologico a Roma avrebbe una storia da raccontare. Sicuramente non ci sarebbero misteri circa molte delle tappe del viaggio nel tempo e nello spazio che il decoro ha dovuto compiere per percorrere migliaia di chilometri rispetto alle sue coordinate natali. Realizzato nel primo secolo d.C per il ponte di una delle due navi commissionate dall'imperatore Caligola per diventare lussuosi palazzi galleggianti sul lago di Nemi, è stato poi recuperato dai relitti sottomarini nel 1895, per infine andare perso per decenni. Fino a che, qualche anno fa, oltreoceano, è riemerso sotto una nuova forma: il mosaico era diventato un grazioso tavolino da caffè nel soggiorno di un antiquario di Manhattan.
"Se lo guardi da un angolo, puoi ancora vedere le tracce di un anello del fondo di una tazza", ha detto Daniela De Angelis, direttrice del Museo delle navi romane di Nemi, intervistata dal New York Times. Il mosaico dopo tanti anni è infatti tornato finalmente a casa. Dal 14 marzo è stato esposto nel Museo dedicato alle navi di Caligola, museo costruito negli anni '30 per ospitare i relitti recuperati dai fondali del Lago di Nemi, nella “più alta impresa dell'ingegneria idraulica italiana". Si trattava di veri e propri palazzi galleggianti – misuravano 240 piedi di lunghezza e 78 piedi di larghezza – che erano stati voluti fortemente dall'imperatore romano, realizzati probabilmente su ispirazione di una famosa chiatta usata da Antonio e Cleopatra sul Nilo. Caligola non lesinò sull'arredamento delle navi: mosaici sulle pareti, pavimenti in marmo finemente intarsiati, fontane decorate e colonne di marmo impreziosirono i due “palazzi”. Galleggiarono sull'acque di Nemi per poco: i quattr'anno di reggenza di Caligola. Al suo assassinio, le navi furono distrutte e affondarono sul fondo del lago.
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Gli archeologi italiani sono riusciti a capire la locazione originaria del mosaico ad intarsi marmorei, nonostante i restauri e le integrazioni moderne, riconoscendolo come una delle parti del pavimento in marmo del ponte delle navi, pavimenti recuperati, insieme ad altre decorazioni, nel 1895, dall'antiquario Eliseo Borghi. Tali rinvenimenti furono venduti a musei in Italia e altrove in Europa, nonché a collezionisti privati. E ora sarebbe probabilmente ancora lì se un esperto marmista italiano, Dario Del Bufalo, nel 2013 durante la presentazione di un libro sull'uso del porfido rosso nell'arte imperiale, non avesse mostrato una fotografia del mosaico mancante. All'osservazione di uno dei partecipanti che si trattava del mosaico mancante delle navi di Caligola, De Bufalo esclamò: "Quello è il tavolo di Helen", riferendosi a Helen Costantino Fioratti, presidente di L'Antiquaire and the Connoisseur, una galleria d'arte e antiquariato di Manhattan. Il pezzo è stato sequestrato dalle autorità americane nel 2017 ed è tornato in Italia, dopo che la signora Fioratti, seppur sostenendo che lei e suo marito avessero acquistato il mosaico in buona fede, alla fine degli anni '60, da un membro di una famiglia aristocratica, non riuscirono a provare che fosse stato legalmente esportato negli Stati Uniti.

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