Carla Demaria, la felicità (quasi) semplice di vivere nel blu

Teresa Scarale
Teresa Scarale
4.4.2022
Tempo di lettura: 3'
A tu per tu con Carla Demaria, ad di BlueGame, prima donna presidente di Confindustria Nautica, tra il 2016 e il 2019. “Durante il mio mandato il settore nautico di lusso è cresciuto a doppia cifra. E continua a crescere”, dice la top manager, la cui storia negli yacht inizia da una crisi: la morte del padre e la vendita dell'azienda di famiglia. L'ingresso, nel 1986, nel gruppo Azimut è il primo passo di un percorso fino alla vetta, in un mondo di maschi

Di fronte al mare la felicità è una cosa semplice. Ci si era congedate così, con l’ad di BlueGame Srl (gruppo Sanlorenzo Yacht) Carla De Maria, all’ultimo salone nautico di Genova, lo scorso settembre 2021. Una “semplicità” che nel suo caso passa da anni di lavoro indefesso, entusiasmo, visione. Prima e unica donna presidente di Confindustria Nautica (dal 2016 al 2019: il mandato di quattro anni non è rinnovabile; ora c’è Saverio Cecchi), oggi è amministratore delegato dei Saloni Nautici. Come ha fatto ad arrivare là in alto, in un posto così maschile?

“Semplicemente non ci ho mai pensato. Mi sono solo concentrata sugli obiettivi da raggiungere. La candidatura era arrivata in un momento delicato per l’associazione, la mia figura componeva le discrepanze”. Fu un quadriennio felice, che godeva dell’effetto propulsivo della ripresa 2015: “Durante tutto il mio mandato il settore nautico del lusso è cresciuto a doppia cifra. E continua a crescere”. 


Carla Demaria

Il suo percorso era iniziato nella nautica? “Non esattamente. Mio padre aveva un’impresa attiva nell’insonorizzazione industriale. Purtroppo scomparve molto prematuramente, e l’azienda fu venduta al nostro miglior cliente”. L’uscita da quella che era stata l’azienda di famiglia arriva nel momento in cui Carla De Maria sente l’esigenza di provare a se stessa le sue capacità anche in un ambiente “non protetto”. Comincia così l’impegno nella nautica, all’interno del gruppo Azimut, che vive in quegli anni una crescita vivace: “Quando sono entrata, nel 1986, eravamo circa 150 persone, quando sono uscita nel 2008 si era ormai quasi 3000. La crescita tumultuosa dell’azienda mi ha permesso di fare una carriera brillante, attraversando varie posizioni, da quelle legate all’attività produttiva fino al commerciale; sono diventata direttore commerciale e marketing, poi mi è stata affidata la divisione degli investimenti, Azimut Capital. La società cresceva così tanto che ogni due anni mediamente salivo di posizione”.

Poi, nel 2008, arriva l’esperienza internazionale, con il gruppo francese Beneteau (primo gruppo al mondo per fatturato, attivo sia nella vela che nel motore). “Sono stata per sei anni direttore generale. Al mio rientro in Italia, Sanlorenzo stava per quotarsi; aveva appena acquisito (2018) BlueGame, all’epoca un piccolo diamante grezzo. Nel 2019, anno della quotazione, entro in Sanlorenzo.

Il fondatore di BlueGame, Luca Santella (due partecipazioni olimpioniche nel team vela: Seul 1988 e Barcellona 1992), aveva creato questo gioiello che era già considerato di posizionamento molto elevato; parlava lo stesso linguaggio di Sanlorenzo. Il nome BlueGame deriva dalla prima barca a motore disegnata dallo stesso Santella. La visionarietà del cavalier Perotti ha poi fatto si che questa gemma brillasse. A titolo informativo: nel 2021 siamo cresciuti del 51%. Fra i nostri punti di forza, il posizionamento totalmente coerente con Sanlorenzo: le barche BlueGame spesso vengono utilizzate come tender o chase boat per i super yacht. Tutte hanno vinto dei premi. E sono orgogliosa di poter dire che il nostro gruppo di lavoro è giovane, con più donne che uomini”. 


Prima di salutarci, Carla De Maria mi ricorda la filosofia della sostenibilità che pervade tutto il gruppo Sanlorenzo. Un impegno quasi sovversivo, visti i tempi: “I nostri cantieri si trovano all’interno del parco naturale di Montemarcello-Magra. Siamo gli unici nel nostro settore ad aver stretto un accordo con un gigante dell’energia come Siemens. Abbiamo presentato la nostra prima DNF (dichiarazione non finanziaria, ndr) quando ancora non era obbligatoria”. Il mercato delle imbarcazioni da diporto continuerà a prosperare. “Il più bel resort è fermo in un atollo. Con una barca, il paesaggio cambia di continuo”. È un ritorno alla Terra come pianeta: “Cerchiamo sempre il contatto con l’acqua, siamo nati nell’acqua. E il mare dona un ritmo di vita conciliante per il riposo e la rigenerazione, senza ottenebrare i nostri pensieri”.


BOX - Il pacchetto high end services

Esiste una nuova divisione, all’interno del gruppo Sanlorenzo (dunque anche in BlueGame). Si tratta di High-end Services, dedita a proporre una gamma di servizi a 360°, per i soli clienti del gruppo. Al momento: leasing e finanziamenti su misura, Sanlorenzo Charter Fleet, Sanlorenzo Crew Training e Sanlorenzo Timeless. Emblematica del posizionamento altissimo del gruppo nel mercato dello yachting, il pacchetto estende la relazione col cliente al post vendita. “Non si tratta del servizio post vendita relativo alla barca, quello giù esisteva”, precisa Carla De Maria. “È un pacchetto di ulteriori servizi esclusivi”. 

Per quanto riguarda leasing e finanziamenti, è stato stretto un accordo con Credit Agricole. Sanlorenzo Charter muove dal fatto che manutenere la barca tutto l’anno conviene più che usarla sporadicamente: la si preserva dall’usura. “Abbiamo stretto un accordo con Equinox, la miglior società del settore. Al programma charter ci si iscrive, con la libertà di uscirne in ogni momento”. Con Sanlorenzo Crew Training “offriamo un servizio dal valore tale che non è prezzabile. La nostra Sanlorenzo Academy collabora con Hill Robinson Yacht Management, la più importante società di reclutamento e formazione degli equipaggi a livello internazionale”. 

Il quarto servizio attiene al refit: “Non ordinaria manutenzione, offerta a tutti (non esiste una nostra barca che sia maltenuta), ma un servizio di restyling completo. Ciò fa davvero parte del nostro posizionamento, della nostra differenziazione assoluta. Con High-end Services abbiamo invertito la logica. Non cerchiamo il cliente per il nostro prodotto: abbiamo intercettato in anticipo le sue esigenze, strutturandole in quella che poi è diventata una divisione”.

Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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