Il bracciale Love di Cartier, eterno gesto d'amore

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
11.2.2021
Tempo di lettura: 5'
Il polso dell'amato e il gesto dell'amante: sono questi i due ingredienti del bracciale Love di Cartier. Un impegno d'amore, un oggetto che rivoluzionò la gioielleria contemporanea fino a diventarne simbolo esclusivo
“L'amore è diventato troppo commerciale, eppure senza di esso la vita non è nulla – un grasso, grosso nulla. Ciò che le persone d'oggi vogliono è un simbolo d'amore che sembri quasi eterno o, almeno, che richieda un po' di sforzo per essere disciolto. Alla fine, tutti i simboli d'amore dovrebbero suggerire una qualità imperitura”. Lo descriveva così il suo creatore, un designer di gioielli italiano trapiantato negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta. Un oggetto capace di suggellare l'amore tra due persone con un gesto semplice, ma pieno d'impegno: è il bracciale Love, modello ormai iconico della maison francese Cartier.

Aldo Cipullo, Cartier e il gioiello moderno


Aldo Cipullo nasce a Napoli nel 1936. Ben presto si trasferisce con la famiglia a Roma, dove il padre possiede un atelier di alta gioielleria. Nel 1959 Aldo tenta la fortuna e sbarca a New York: giovane talentuoso e dallo spirito raffinato ma rivoluzionario, lavora prima da David Webb per poi approdare da Tiffany & Co. Dieci anni dopo il suo arrivo nella città che non dorme mai, nella patria della modernità all'apice del suo fermento creativo, Aldo inizia a collaborare con la maison francese Cartier.

È una congiunzione rara, di quelle che contraddistinguono la storia della creatività, a segnare l'arrivo di Aldo da Cartier. La casa parigina nel 1962 ha infatti venduto il suo laboratorio sulla Fifth Avenue. Per la prima volta dal 1847, la famiglia Cartier ha perso il controllo di uno dei suoi punti vendita. Ma non son solo: con la vendita è venuto meno, di fatto, il controllo sui design promossi dalla filiale statunitense e sul target di clientela che aveva finora contraddistinto il brand.

Così nel 1969 i nuovi proprietari, affamati di moderno – ma, soprattutto, di giovani clienti – decidono di puntare su Cipullo e su un suo bozzetto nato da un cuore infranto come simbolo dell'amore eterno. Si racconta, infatti, che il giovane designer vi avesse lavorato in una nottata insonne dopo una delusione di cuore.  Il bozzetto raffigurava un gioiello innovativo, eterno ed evocativo, che poteva essere portato sia dalle donne che dagli uomini; un pezzo semplice ma prezioso da indossare quotidianamente, piuttosto che in abbinamento a qualche estroso capo nel guardaroba di un'eccentrica signora. Era il bracciale perfetto per il nuovo Cartier: verrà poi battezzato “Love”.
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Aldo Cipullo fotografato da Richard Gummere nel 1973. New York Post Archives

Love, l'amato e l'amante


Love affascina per la sua imperitura eleganza, o forse per il simbolo che è diventato nel corso degli anni. Due semplici semi ellissi si uniscono attorno al polso dell'amato grazie al gesto dell'amante, che suggella le due metà con una coppia di piccole viti e l'ausilio di un minuscolo e raffinatissimo finto cacciavite. Il tutto in argento placcato oro 18k (oggi il bracciale esiste in oro giallo, rosa, o bianco e in versioni impreziosite da diamanti).

Love viene presentato nel 1970. Il lancio è un vero e proprio esercizio commerciale: Cartier non solo comunica assoluta esclusività attraverso alcune precise strategie di vendita, ma si avvale della collaborazione delle coppie più in voga del momento. Così si racconta che la maison inizialmente non consentisse l'acquisto del gioiello se non come regalo all'amato, e che il cacciavite usato per suggellare il patto d'amore dovesse essere conservato proprio dall'amante. Così Cartier omaggia con Love coppie celebri come il Duca e la Duchessa di Windsor, Elizabeth Taylor e Richard Burton, Ali MacGraw e Steve McQueen, perpetuando l'esclusività del bracciale in un vero e proprio esempio precursore dell'influencer marketing.

Il bracciale diventa fin da subito uno status symbol: leggenda narra che in alcuni ospedali di New York si custodisca un piccolo cacciavite Love per liberare i pazienti da quel patto d'amore (anche se solo fisicamente). Ma ad un'altissima domanda si correla presto un'elevata quantità di falsi immessi nel mercato. La maison decide così di incidere su ogni bracciale un numero di serie per garantire l'autenticità degli originali.
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La campagna pubblicitaria che accompagnò il lancio di Love nel 1970. Cartier

Love e Cartier, cinquant'anni dopo


Cinquant'anni dopo, Love non è soltanto uno degli oggetti che ha rivoluzionato il gioiello contemporaneo grazie alla sua modernità, o un simbolo di amore eterno: è anche un vero e proprio investimento. Inizialmente in commercio con un prezzo al dettaglio di 250 dollari, ora la versione classica in oro 18k è in vendita a quasi 26 volte tanto (o 17, se si considera il taglio più sottile). Nel 2016 un report lo incorona come il gioiello più desiderato al mondo: lo testimoniano le oltre 350 mila ricerche su Google al mese. A maggio 2020 TheRealReal, un noto e-commerce di lusso pre-loved, riporta per il bracciale una crescita annua della domanda a tre cifre e un valore medio di rivendita a +69% negli ultimi cinque anni e del 71% dall'inizio dell'anno.

“Ciò che le persone d'oggi vogliono è un simbolo d'amore che sembri quasi eterno”, raccontava Cipullo. Chissà se avrebbe mai immaginato che quella sua creazione, nata per incastonare nel tempo un sentimento quasi impossibile da domare, avrebbe avuto così tanto successo.
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Gary Bernstein, Love Bracelet. La fotografia è oggi esposta al Museum of Modern Art di New York

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