Venture capital: nasce il più grande fondo italiano

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Ottime notizie per le startup "Made in Italy". Nasce Indaco Venture Partners Sgr, la società di gestione del risparmio di Intesa Sanpaolo, Cariplo ed Enasarco che gestirà Indaco Ventures I, il più grande fondo di venture capital italiano

Nasce Indaco Venture Partners, l'sgr che gestirà il più grande fondo italiano di Venture Capital

Obiettivo di raccolta superiore a 200 milioni di euro (130 milioni già sottoscritti)

Il Fondo investirà principalmente in startup late stage

Focus sull'innovazione "Made in Italy"

Il primo maggio del 2018 non è stato festeggiato solo dai lavoratori. A festeggiare sono state anche le startup del Bel Paese con la nascita del più grande fondo di venture capital italiano. Si tratta di Indaco Ventures I, il fondo gestito dalla neonata società di gestione del risparmio Indaco Venture Partners Sgr, che si presenta con un target di raccolta complessiva superiore a 200 milioni di euro (con hard cap a 250 milioni) e già 130 milioni sottoscritti.

Nonostante il primato degli Stati Uniti rimanga indiscusso in questo sistema di finanziamento alle imprese, l'ecosistema italiano appare ancora in fase embrionale se paragonato al Vecchio Continente. Un rapporto del mese di febbraio di Casaleggio Associati, società informatica ed editoriale che si occupa di consulenze in materia di strategie di rete, evidenzia come il venture capital italiano si sia sviluppato con tassi di crescita “significativamente inferiori rispetto alle principali economie europee”. Questo ritardo “si è accentuato negli ultimi anni rispetto a Regno Unito, Francia e Germania”. Di fronte a una stima degli investimenti dei fondi di venture capital nei paesi europei di qualche miliardo di euro, in Italia la stima si aggira attorno ad alcune centinaia di milioni di euro.

L'obiettivo della sgr è quello di creare la prima realtà italiana del settore in grado di competere a livello europeo oltre a quello di finanziare l'economia reale, la crescita e lo sviluppo di aziende innovative del nostro Paese.
Come? Attraverso un team di manager di successo nel venture capital con esperienza pluri-decennale nel settore e di due grandi player. Il management guidato da Davide Turco, amministratore delegato, ed Elizabeth Robinson, vicepresidente esecutivo, controllerà Il 51% della sgr mentre il restante 49% sarà detenuto con quote paritetiche da Futura Invest (i cui principali azionisti sono Fondazione Cariplo e Fondazione Enasarco) e Intesa Sanpaolo.

Il fondo, che punta a investire in 20-30 società, si focalizzerà principalmente su startup late stage - con una limitata allocazione a investimenti in startup early stage - attive nel settore del digitale, dell'elettronica e robotica, del medtech e dei nuovi materiali. Per sostenere lo sviluppo del Paese, in un'ottica di innovazione e sostenibilità, attraverso la creazione di qualificati posti di lavoro, il fondo concentrerà gli investimenti su realtà i cui vantaggi competitivi derivano da tecnologie proprietarie d'avanguardia o da innovazioni che portino ad un'effettiva trasformazione digitale, con team e tecnologie made in Italy o per lo meno developed in Italy.

“Siamo molto grati agli investitori che hanno creduto in questo progetto. Siamo convinti che Indaco Ventures potrà contribuire a colmare il ritardo nel venture capital del nostro Paese, fornendo finalmente alle nuove aziende con maggiori potenzialità ed ambizioni le risorse finanziarie necessarie per fare un importante salto dimensionale e competere ad armi pari, o quasi, con i loro concorrenti attivi in contesti caratterizzati da risorse per l'innovazione enormemente più grandi”, ha dichiarato Turco. A insistere sulla necessità di dare uno slancio al settore nel nostro Paese "ancora lontano degli standard internazionali" è Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, che ha spiegato: “Con questo fondo ci proponiamo di offrire alle realtà con possibilità di crescita interessanti, un veicolo per potenziare la loro competitività internazionale, aiutando così le nuove aziende. Le startup nel nostro Paese possono essere una risorsa importante, abbiamo bisogno di strumenti e risorse per rafforzarle e farle crescere”.

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