Venture capital: il club degli unicorni cresce nel 2021

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
30.3.2021
Tempo di lettura: 5'
Da inizio anno, ben 78 società hanno fatto il loro ingresso nella lista degli unicorni globali. L'analisi di Cb Insights

In tutto il mondo si contano più di 611 unicorni: valgono oltre 2 mila miliardi di dollari e hanno raccolto un totale di 426 miliardi

I primi tre mesi del 2021 hanno visto una forte crescita nel numero di società private che hanno superato la soglia di un miliardo di dollari di valutazione

Per Nicola Anzivino, Partner Deals di PwC Italia, alla base dell'accelerazione osservata negli ultimi mesi ci sono cinque macro fattori

Il panorama degli unicorni è sempre più affollato. E i primi mesi del 2021 sono stati particolarmente movimentati.  Da inizio anno, ben 78 startup hanno guadagnato un posto nel club delle società a nove (o più) zeri. Un numero esorbitante se si pensa che nel corso del 2020 si sono unite alla lista un totale di 121 aziende (127 nel 2019). Sono alcuni dei dati contenuti in un report di Cb Insights, che ha mappato ed analizzato gli unicorni a livello globale.
In tutto il mondo, sono più di 611 le società private valutate oltre un miliardo di dollari. Nel complesso, queste aziende valgono oltre 2 mila miliardi di dollari e hanno raccolto un totale di 426 miliardi. Con una valutazione che pari a 140 miliardi di dollari, ByteDance, gigante cinese che controlla TikTok, si conferma come il re degli unicorni. Il secondo gradino del podio è occupato dalla fintech Stripe, che a fine marzo ha annunciato la chiusura di un round di serie H da 600 milioni di dollari raggiungendo una valutazione di 95 miliardi di dollari. Al terzo posto troviamo SpaceX ($74 miliardi), la società aereospaziale di Elon Musk. Come si evince dalla classifica, ByteDance è l'unico ettocorno (società private con valutazione oltre 100 miliardi di dollari). I decacorni (valutati oltre 10 miliardi) sono invece 31, pari al 5% del totale. Interessante notare come il 26% degli unicorni sia valutato esattamente un miliardo. A livello geografico, la metà degli unicorni ha sede negli Stati Uniti. Seguono Cina (23%), Regno Unito (5%) e India (4%). Guardando ai diversi settori, fintech e software & servizi internet sono le categorie più rappresentate, in cui rientrano il 15% di tutti gli unicorni (per ciascuna categoria). Seguono e-commerce & direct-to-consumer (12%) e intelligenza artificiale (8%).
A detta di Nicola Anzivino, Partner Deals di PwC Italia, alla base della forte crescita degli unicorni osservata negli ultimi mesi ci sono cinque macro fattori:

  1. "La crescente digitalizzazione della nostra vita in tutti i suoi aspetti spinta dagli effetti dell'isolamento collegato alla pandemia"

  2. "Le valutazioni molto alte collegate ai tassi bassi ed all'enorme liquidità sui mercati"

  3. "L'accelerazione dei progressi nel campo dell'intelligenza artificiale con applicazione in moltissime industry tra cui il settore health"

  4. "L'esplosione del mondo fintech collegata anche al crescente peso dell'e-commerce ed al crescente uso del data management ed analytics nel settore Financial Services"

  5. "Le nuove minacce cyber con lo sviluppo di significativi operatori nel mondo security"


"Dopo i 121 nuovi unicorni nel 2020 e i dati dei primi mesi dell'anno, ci aspettiamo una crescita accelerata nel 2021 sia in numero che in valore medio degli unicorni e con un peso crescente della Cina. Tra i settori con maggiori opportunità nel futuro sono quello health, supply chain, logistics and delivery e cybersecurity. Le valutazioni continueranno a crescere con un numero crescente di decacorni" conclude Anzivino.

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