Venture Capital: boom dell'investimento in startup

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
19.7.2021
Tempo di lettura: 3'
Ottimo semestre per il venture capital italiano: 112 operazioni realizzate (+49%) e 779 milioni di euro investiti (+228%). Per VeM l'Italia crede nell'innovazione

Lunedì è stato presentato il primo semestre 2021 del Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeM sulle operazioni di venture capital in Italia

Cresce l’ammontare investito sia nelle startup italiane, che sfiora i 400 milioni di euro, sia in quelle estere fondate da italiani, che si attesta a 379 milioni di euro

"Questo dimostra che le imprese italiane credono e investono in prima persona nell’innovazione perché consapevoli che solo così si può puntare a una crescita aziendale" ha affermato Anna Gervasoni della Liuc

Semestre d'oro per il venture capital italiano. D'oro al punto che il confronto con il 2020 è  impari. A livello di operazioni realizzate i migliori risultati registrati dal nuovo anno sono nell'ordine del 49% (112 contro 75) mentre considerando l'ammontare investito la sovraperformance del 2021 è del +228% (779 milioni contro 237 milioni di euro). A riportare questi dati è il Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeM, attivo presso Liuc Business School e realizzato grazie al contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center ed E. Morace & Co. Studio legale e al supporto istituzionale di CDP Venture Capital SGR e IBAN.
Le percentuali così enunciate celano dinamiche diverse. A trainare gli investimenti in termini di operazioni sono stati, più che i follow-on, gli initial: i primi in calo da 16 a 7 e i secondi in aumento da 59 a 105. Il 228% di crescita valoriale è invece scomponibile in un crescita esponenziale dell'investimento in start-up italiane con sede all'estero: le operazioni sono aumentate da 6 e 12 e i milioni investiti sono stati 379 rispetto ai soli 21 dell'anno scorso. Molto bene comunque anche l'investimento in realtà fondate in Italia. Per quanto riguarda l'ammontare investito sia da operatori domestici che esteri, in questo caso, il valore si attesta a 399 milioni di euro distribuiti su 100 round, in aumento rispetto ai 216 milioni per 69 operazioni del primo semestre 2020.
A livello settoriale il comparto trainante è stato l'Ict che ha monopolizzato l'interesse degli investitori di venture capital, rappresentando una quota del 37%. L'Ict è costituito per un 29% da operazioni su startup nel comparto dei digital consumer services, e per il 71% su società con focus su enterprise technologies. A seguire, quasi il 16% degli investimenti initial è stato diretto verso l'Healthcare e poco meno del 15% verso i servizi finanziari.

A livello geografico invece, come per gli anni passati, a livello di investimenti initial, la Lombardia è la Regione in cui si concentra il maggior numero di società target, 39, coprendo il 38% del mercato (era il 47% nel 2019, ma con un numero inferiore di deal, 28). Seguono Lazio (9%) e Piemonte (8%).

“Guardando i dati del primo semestre si nota come la partecipazione delle corporate ai round di venture capital sia in costante crescita" ha affermato Anna Gervasoni, professore Liuc - Università Cattaneo. “Questo dimostra che le imprese italiane credono e investono in prima persona nell'innovazione perché consapevoli che solo così si può puntare a una crescita aziendale e a un consolidamento della propria attività in un mondo globalizzato e sempre più competitivo”.

“In Italia il 2021 sta dando segnali di ripresa anche sul fronte del Venture Capital. Le nostre attività di accelerazione e supporto finanziario delle startup e di investimento tramite la nostra Neva SGR non sono rallentate durante la crisi pandemica e hanno contribuito a rendere l'ecosistema più resiliente" – afferma Maurizio Montagnese, Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center. "I percorsi di accelerazione di cui siamo promotori, come Techstars Smart Mobility e BioInItaly, sono in continua evoluzione e attraggono l'interesse degli investitori internazionali nel nostro Paese. Siamo pronti a sostenere la ripresa lavorando con i territori, grazie alla nostra rete nazionale e alle relazioni internazionali con università, centri di ricerca, incubatori e imprese high tech”.

Paolo Anselmo, Presidente di IBAN, ha dichiarato: “I primi sei mesi del 2021 consolidano il trend di crescita degli investimenti dei business angel e una crescente propensione ad investire, soprattutto insieme ai fondi di venture capital. Anche nel primo semestre i business angel hanno contribuito, da soli e insieme ai fondi di venture capital, a oltre la metà degli investimenti di venture capital in Italia, per un ammontare di 261 milioni di euro, suddiviso in 61 round. Il dinamismo dei business angel italiani è dimostrato anche dall'aumento significativo nel numero di iscritti alla nostra associazione e dal loro contributo, sempre più attivo, alla vita delle startup e delle pmi in cui investono”.

“L'innovazione e l'attività delle startup hanno mostrato grandi capacità di adattamento in questi mesi di pandemia e, anzi, proprio l'applicazione della tecnologia nelle nuove idee imprenditoriali ha consentito di modificare i comportamenti collettivi e individuali, attenuando i danni e le limitazioni causate dall'emergenza, ma soprattutto ha indicato vie di intervento e di possibilità di investimento con un rimbalzo negli investimenti notevole” ha dichiarato Pierluigi De Biasi, partner dello studio legale E.Morace & Co.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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