Unicorni si diventa: ecco le start-up più grandi al mondo

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
10.12.2021
Tempo di lettura: 2'
Da Bytedance a Space X, ecco quali sono gli unicorni più grandi al mondo. Domina la tecnologia, Usa e Cina le nazioni più rappresentate

Cb Insights ha pubblicato la lista aggiornata al 6 dicembre di quelle che a fine 2021 sono le start-up dalla valutazioni più alte al mondo

Al secondo posto si posiziona Stripe, società di servizi finanziari valutata nell'ultimo round di finanziamento 95 miliardi di dollari

Il settore più rappresentato tra i 35 decacorni presenti in classifica è il fintech, che conta ben 9 start-up con valutazione superiore ai 10 miliardi di dollari

Ogni giorno molte idee prendono vita nella forma di realtà aziendali innovative: le start-up. Non tutte però – per via di una concorrenza agguerrita – diventano quello che ambiscono. Altre sì, e quando questo avviene quella che allora era identificata come start-up viene identificata come unicorno: start-up con una valutazione superiore al miliardo di dollari. Cbinsights, fornitore di dati dell'universo innovativo, ha stilato la classifica di quelle che nel 2021 risultano essere le start-up di maggiore successo al mondo.
Per le prime posizione è più corretto parlare di decacorno: start-up dalle valutazioni superiori ai 10 miliardi di dollari. Tra queste compaiono nomi ben noti - come SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk – così come nomi di cui sebbene i più non ne conoscano l'esistenza, stanno silenziosamente stravolgendo interi settori. In totale, secondo lo studio ci sono a livello globale 800 unicorni, di cui 35 decacorni. Premessa: le valutazioni sono in continuo aggiornamento, via via che i round di finanziamento si susseguono.

Da Bytedance a Klarna, i 10 unicorni più grandi


Lo scettro di unicorno più grande al mondo è attualmente detenuto da Bytedance, lo sviluppatore cinese della piattaforma di video network Douyin e della sua versione internazionale, TikTok, che ha raggiunto una valutazione di ben 140 miliardi di dollari. Al secondo posto si colloca la società di servizi finanziari e software di pagamento Stripe, passata nel corso della pandemia da una valutazione di 36 miliardi di dollari ad una di 95 miliardi di dollari. Anche start-up meno prominenti e livello globale come la fintech svedese Klarna (45,6 miliardi di dollari) e la piattaforma australiana di design grafico Canva (40,0 miliardi di dollari) sono ben noti nei loro rispettivi campi e hanno raggiunto valutazione da capogiro: 45,6 miliardi di dollari per la prima e 40 miliardi di dollari per la seconda. È da evidenziare comunque che alcune realtà dal pari lustro escono dalle fortune private per approdare a quelle pubbliche. L'ultimo caso in questo senso è stato quello di Rivian, produttore di veicoli elettrici e concorrente di Tesla, che prima di quotarsi sul Nasdaq vantava una quotazione da 27,6 miliardi di dollari.
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Fonte: VisualCapitalist

Start-up per paese e settore


La suddivisione delle più grandi startup del mondo per settore evidenzia che la tecnologia fa da padrone all'universo innovativo.  Più del 77% degli unicorni valutati sopra i 10 miliardi di dollari sono categorizzati direttamente in settori legati alla tecnologia, principalmente nel software finanziario e commerciale. E molti degli unicorni classificati in campi non tecnologici, in realtà la componente tecnologica è ben presente nel loro dna. Per esempio, l'azienda indonesiana di logistica e consegna pacchi J&T Express è uno dei pochi unicorni non direttamente riconducibili al comparto tecnologico, seppur utilizzi lo smistamento automatico nei suoi magazzini. J&T Express è una delle poche startup a provenire da un luogo diverso dagli Stati Uniti o dalla Cina, che congiuntamente rappresentano oltre il 70% delle 35 maggiori startup. Il Regno Unito segue con 3 decacorni. Australia, Brasile, Germania, India e Svezia completano la lista con un decacorno ciascuno.
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Fonte: VisualCapitalist
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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