Un sistema di fondi di fondi a servizio dell'economia reale

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
21.2.2022
Tempo di lettura: 2'
Aifi spinge per un sistema di fondi di fondi dedicato al private capital. Non solo comporterebbe maggiore liquidità, ma porrebbe le basi per il proliferare di operatori e capitali nell'economia reale
Un sistema di fondi di fondi a servizio dei private market. È questa l'idea proposta dal Consiglio Direttivo di Aifi, riunitosi settimana scorsa, secondo cui un sistema di fondi di fondi dedicati alle diverse asset class del private capital potrebbe sviluppare un mercato secondario che agevolerebbe la liquidità degli strumenti a vantaggio di tutti gli investitori. Sopratutto in questa fase di mercato che sia a livello internazionale che domestico risulta essere particolarmente positiva per le classi alternative.
E sopratutto in un contesto come quello italiano, il cui tessuto industriale si regge sulle pmi, risulta essenziale preservare un sistema articolato e diversificato di fondi per rispondere alle diverse caratteristiche delle imprese, alle loro esigenze di crescita e ai loro differenti modelli di business. Per questo è diventato necessario, secondo il consiglio direttivo di Aifi,  organizzare la raccolta delle risorse in modo tale da supportare un articolazione del mercato che rispecchi un'offerta diversificata. Attualmente i soci dell'associazione, sono infatti arrivati a quota 172, di cui 48 fondi internazionali, e  sono attivi in tutti i segmenti specifici, quali le operazioni di private equity, di venture capital, di private debt, di turnaround e delle infrastrutture.

Lato finanza alternativa, in particolare, sono diversi i punti che si possono rafforzare secondo Aifi. Innanzitutto, occorre puntare su una maggior numero di operatori dalle grandi dimensioni, in grado sia di investire in operazioni importanti, sia di competere con i fondi internazionali attivi su questo segmento. Inoltre, è necessario puntare su investitori che sostengano le nostre pmi che oggi hanno forte necessità di capitali per fronteggiare progetti di aggregazione e per adeguarsi agli obiettivi di sostenibilità dettati dall'agenda europea. Infine, le aziende, se affiancate da operatori impegnati a livello locale, con il corretto dimensionamento, possono puntare a una maggiore valorizzazione della propria attività spingendosi anche su nuovi mercati internazionali.

In questo ambito è importante che vi siano interventi sia istituzionali sia di mercato che riconoscano l'articolazione delle esigenze di crescita delle imprese e le necessità di differenziazione dell'offerta di capitali.

“Aifi lavora per promuovere sul nostro territorio un articolato sistema di fondi di fondi che possa da un lato, consolidare l'attività degli operatori esistenti anche nella crescita dimensionale, dall'altro, sostenere la nascita di nuovi investitori che intervengano su segmenti di mercato poco presidiati” afferma Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi. “in questo modo il private capital potrà esprimere la propria capacità di supportare nella crescita e nella maggiore valorizzazione le tante imprese italiane che costituiscono la nostra economia”.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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