Private equity: torna l'ottimismo tra gli operatori

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Il 2020 è stato un anno di alti e bassi per il private equity italiano. Ma le attese degli operatori per il primo semestre del 2021 sono fortemente positive. L'indagine di Deloitte

Oltre la metà degli operatori di private equity si attende un significativo miglioramento del contesto macroeconomico nei prossimi mesi

Il numero di operazioni è previsto in aumento dal 63% degli intervistati e la stessa percentuale di rispondenti si attende un impatto limitato sui multipli di mercato (inferiore al 15%)



Nonostante lo stop iniziale causato dalla pandemia, il private equity italiano riparte con una marcia in più, in un clima di rinata fiducia. Dopo il crollo del numero di deal nel primo semestre del 2020 (pari a 48), la seconda parte dell'anno ha registrato un rimbalzo nel volume di operazioni, raggiungendo un picco 99 deal (erano 98 nel secondo semestre 2019). Un dato a conferma dell'intensa attività da parte degli operatori, costantemente alla ricerca di nuove opportunità in un contesto di mercato senza precedenti. Ma a crescere è anche l'ottimismo da parte dei player dell'industria. A svelarlo è l'ultima edizione dell'Italy Private Equity Confidence Survey di Deloitte Private, che fornisce indicazioni in merito alle attese dei principali operatori sull'andamento del settore per il primo semestre 2021.



In particolare, il Deloitte PE Confidence Index, indice che sintetizza le aspettative degli operatori del settore, ha più che raddoppiato il suo valore nel primo semestre 2021 raggiungendo quota 102 (contro il 44 registrato lo scorso semestre). Se lo scorso semestre, in riferimento alle aspettative sul contesto macroeconomico, il 70% degli operatori si attendeva un peggioramento, l'indagine evidenzia una decisa inversione di tendenza nel semestre in corso, con il 59,3% degli intervistati che ne prevede un miglioramento. Un discorso analogo vale per il numero di operazioni attese dal mercato nel semestre successivo, con  il 63% degli operatori prevede un aumento nel  numero di deal, una percentuale che lo scorso semestre era poco al di  sopra del 17%. Cresce anche la porzione di operatori con aspettative stabili, passando dal 10,3% al 35,2%, mentre la percentuale di intervistati che ritiene che il numero di deal si ridurrà nel prossimo semestre registra un deciso crollo, passando dal 72,4% all'1,9%. Aspettative di forte ripresa anche per quanto riguarda le attività di disinvestimento, previste in aumento dal 35,2% degli intervistati e pianificate da oltre la metà degli operatori per il 2021 (55,6%). Infine, la percentuale di operatori che tra sei mesi si attendono un più alto valore dei portafogli, registra un forte aumento, passando dal 6,9% al 59,3% e risulta limitato l'impatto stimato sui multipli di mercato a causa della crisi pandemica, con il 63% degli intervistati che si attende una riduzione inferiore al 15%.

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