Occasioni illiquide tra infrastrutture, private debt e vc

Valentina Magri
5.1.2022
Tempo di lettura: 5'
Gli investimenti in grandi opere non sono mai stati tanto poderosi in Europa. Dall'altro lato, le aziende necessitano di finanziamenti che le banche da sole non possono più garantire. E c'è necessità di innovazione, che arriva dalle startup nativamente digitali maturate alle corte dei venture capital

Le infrastrutture sono un’interessante opportunità d’investimento anche perché l’Italia, e più in generale il sud Europa, dispongono di un numero minore di risorse strutturali a livello storico e di un maggiore potenziale turistico

Gli investimenti in venture capital stanno crescendo significativamente anche in Italia, con circa 550 milioni di euro investiti nelle startup italiane nel primo semestre, con la proiezione di raggiungere un miliardo di euro a fine anno

Le banche sono concentrate a salvare le aziende in crisi e i clienti retail, per cui i finanziamenti alle operazioni di fusioni e acquisizioni, effettuati sovente tramite il private debt, sono meno presidiati. Inoltre, dato che il nostro paese è arrivato tardi a impiegare questa asset class, c’è molto potenziale e i fondi che ci investono offrono ottimi rendimenti

Il 2022 è agli albori. Una buona occasione per stilare un bilancio degli investimenti del 2021 e per pianificare quelli dei prossimi mesi. Sul fronte dei private market, il cui peso sta crescendo nei portafogli degli investitori, abbiamo chiesto a due esperti un paio di spunti d'investimento per il 2022.
“Le infrastrutture sono la giusta scelta perché il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) porterà molti finanziamenti a trasporti e infrastrutture in generale, ma occorre accompagnarli con altri investimenti in qualified infrastructure, come il 5G e l'energia da fonti rinnovabili”, spiega Eugenio de Blasio, fondatore e ceo di Green Arrow Capital (GAC), piattaforma italiana di investimenti alternativi pioniera degli investimenti green, con una raccolta storica di circa 1,8 miliardi di euro in gestione e circa 200 investitori di cui oltre 70 istituzionali. Le infrastrutture sono un'interessante opportunità d'investimento anche perché l'Italia, e più in generale il sud Europa, dispongono di un numero minore di risorse strutturali a livello storico e di un maggiore potenziale turistico. “Ha pertanto senso investire in qualified infrastructure in Italia, Spagna, Francia e Grecia. I soldi europei del Pnrr e i capitali privati possono aiutare il nostro paese a evolversi più velocemente e a diventare più competitivo. Inoltre, il sud Europa è interessante anche per l'energia pulita, considerando che vi è una maggiore esposizione al sole e al vento” ha precisato de Blasio. Per quanto riguarda gli investimenti nel digitale, la tecnologia del 5G è di prossimità, per cui non esiste un paese migliore o peggiore. “In generale, i paesi o le città più ricchi sono più interessanti per investimenti di questo tipo”, afferma il ceo di GAC.
A suo avviso, un'altra opportunità da non perdere è il private debt, in quanto “le banche sono concentrate a salvare aziende in crisi e clienti retail, per cui i finanziamenti destinati a operazioni di fusioni e acquisizioni, effettuati sovente tramite il private debt, sono meno presidiati”. Per questa asset class, il nostro paese è molto attraente, essendo arrivato tardi a impiegarla, perciò c'è molto potenziale oltre al fatto che i fondi di private debt offrono ottimi rendimenti”, ha sottolineato il ceo di Green Arrow Capital, che con i suoi fondi sta pianificando investimenti sia nel private debt che nelle qualified infrastructure, dopo aver vinto i sustainability awards.

Oltre che il private debt, nel nostro paese sta crescendo significativamente anche il venture capital: solo nel primo semestre del 2021 sono stati investiti circa 550 milioni di euro nelle startup italiane, con la proiezione di raggiungere un miliardo di euro a fine anno. Si è verificata un'accelerazione a livello globale anche nelle exit, che hanno già superato il totale realizzato nel 2020. Inoltre il venture capital, secondo dati di PitchBook, è l'asset class che è andata meglio nei private market in termini di ritorno dell'investimento. “Pensiamo che questo trend consolidato e di lungo periodo sia destinato a crescere ulteriormente nel 2022, con importante creazione di valore. Ecco perché ritengo che il venture capital sia l'asset class del momento”, chiarisce Luigi Capello, ceo di LVenture Group, holding di partecipazioni quotata su Euronext Milano che investe in startup digitali e ne accelera il processo di sviluppo. Il mercato italiano sta crescendo grazie a una platea sempre più ampia di investitori, dal retail al family office, fino alle grandi aziende, sempre più attive nel corporate venture capital.

“L'investimento nelle startup italiane è oggi una grande opportunità, potendo contare su valori di arbitraggio nelle valutazioni che consentono maggiori ritorni. Infine, i recenti provvedimenti normativi, dalla defiscalizzazione del capital gain, agli ulteriori 2 miliardi di euro destinati a rafforzare le attività di Cdp Venture Capital sgr, dimostrano che l'Italia sta riconoscendo il ruolo del venture capital come abilitatore di innovazione, competitività e creazione di valore dell'intero sistema economico e sociale”, evidenzia Capello. Che assicura: “Il venture capital è il nostro core-business e continueremo ad investire nelle startup early-stage più promettenti, grazie ai nostri programmi di accelerazione, nel settore del digitale in senso ampio, nel cleantech e in altri settori verticali con lo sviluppo di nuovi acceleratori. Proseguiremo inoltre nell'attività di valorizzazione del portafoglio, in particolare delle startup Star, per attrarre nuovi investitori e incrementarne il valore, al fine di cogliere interessanti opportunità di exit”, ha concluso il ceo di LVenture.

 

(Articolo tratto dal magazine We Wealth di dicembre 2021)
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