Ipo da record nel tech: 582 miliardi di dollari raccolti da inizio anno

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
15.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Le startup tech si sono riversate nell'ultimo anno sui mercati: l'exit tramite ipo, sebbene meno diffuse di quelle tramite acquisizione, hanno reso a venture capitalist e investitori

Secondo i dati Refinitiv, le società tecnologiche hanno completato più ipo tradizionali negli Stati Uniti quest'anno che in qualsiasi altro anno dal 2000

L’attività di venture capital, dopo aver raggiunto già un record nel 2020, è cresciuta di un ulteriore 40% quest’anno

Un'ondata di quotazioni ha attraversato gli Stati Uniti nell'ultimo anno facendo delle start-up che hanno deciso di diventare pubbliche. Il fenomeno ha particolarmente interessato il settore tecnologico, le cui matricole a Wall Street tra ipo e spac hanno raccolto ben 582,5 miliardi di dollari da inizio anno. Solo nei tre mesi che vanno da luglio a settembre ci sono state 93 quotazioni avvenute, più sia del primo che del secondo trimestre.
Stando ai dati di PitchBook i proventi totali risultanti le vendite e le quotazioni pubbliche sono già più che il doppio rispetto alla cifra raggiunta lo scorso anno. Una manna dal cielo, per le società società di venture capital e gli investitori che hanno beneficiato del mercato toro in cui sono avvenute quotazioni pluri-miliardarie, già a partire dallo scorso anno con le ipo di Airbnb, DoorDash e Snowflake. Tant'è che l'attività di venture capital, dopo aver raggiunto già un record nel 2020, sarebbe cresciuta di un ulteriore 40% quest'anno. Sebbene le vendite ad aziende e fondi di private equity costituiscono la maggior parte delle uscite di start-up, le grandi quotazioni pubbliche rappresentano una parte crescente dei proventi degli investimenti in capitale di rischio.

Il broker senza commissioni Robinhood ha prodotto l'exit più remunerativa del terzo trimestre a seguito di un ipo che gli è valsa una capitalizzazione di mercato pari a 32 miliardi di dollari. Robinhood aveva raccolto circa 5,6 miliardi di dollari da investitori privati ​​prima della quotazione, inclusi 3,5 miliardi di dollari in finanziamenti convertibili all'inizio di quest'anno. Coinbase, uno dei principali exchange di criptovalute, è stato invece protagonista della più grande quotazione diretta, raggiungendo una capitalizzazione di mercato pari a $76 miliardi nel suo primo giorno di negoziazione ad aprile. Coinbase ha raccolto meno di $600 milioni prima del suo debutto pubblico, rendendolo uno degli investimenti di venture capital più redditizi della storia.

Come riporta il Financial Time i venture capitalist in genere attendono sei mesi a seguito di un'ipo per iniziare a scaricare azioni, sebbene le quotazioni non prevedano restrizioni alla vendita. Robinhood ha allentato alcuni dei soliti guardrail, consentendo ai dipendenti di vendere immediatamente il 15% delle proprie azioni. La marea di quotazioni ha incluso anche diverse start-up immature con vendite minime che sono state quotate attraverso Spacs, un'alternativa alla tradizionale IPO che ha ottenuto per breve tempo il favore dei trader al dettaglio.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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