Il corporate venture capital segna nuovi record nel 2020

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
22.3.2021
Tempo di lettura: 5'
Nonostante un lieve calo nel numero di deal, gli investimenti di corporate venture capital hanno raggiunto la cifra record di 73,1 miliardi di dollari. Il report di Cb Insights

Report Cb Insights: nel 2020, i mega round (deal del valore di oltre 100 milioni di dollari) che hanno visto la partecipazione dei cvc hanno raggiunto il massimo storico di 182 (+48% rispetto all'anno precedente)

Google Ventures, il braccio vc di Alphabet, si conferma ancora una volta come il cvc più attivo (con investimenti in 81 società nel 2020)

Pascarelli (Aifi): “abbiamo osservato un crescente interesse delle corporate verso l'ecosistema startup e vc del Paese, con un numero sempre maggiore di aziende italiane che cerca di entrare in contatto con questo mondo"

Nell'anno della pandemia, il corporate venture capital ha raggiunto nuovi massimi, dimostrandosi resiliente alla crisi. È quanto emerso dall'ultima edizione del Global cvc report di Cb Insights, che fornisce una panoramica del mercato a livello globale.

Corporate venture capital: una definizione

Vale la pena chiarire il concetto di corporate venture capital. Stando alla definizione fornita da Aifi, associazione italiana del private equity, venture capital e private debt, “per corporate venture capital si intende l'attività di investimento in società ad alto potenziale innovativo e di crescita (a esempio startup), promossa da aziende medie e grandi direttamente tramite l'investimento in equity o forme partecipative analoghe nelle suddette società o indirettamente tramite l'investimento in veicoli o fondi di investimento (ad esempio fondi di venture capital) che condividono la strategia di investimento dell'azienda”.

I numeri del 2020

Tornando al report di Cb Insights, nel corso del 2020, il totale dei capitali investiti da cvc a livello globale è lievitato, toccando la quota record di 73,1 miliardi di dollari, una crescita del 24% rispetto al 2019. Questo, nonostante un lieve calo sia per quanto riguarda il numero di operazioni (che sono scese dell'1,7% anno su anno, passando da 3416 a 3359) sia in relazione al numero di cvc che hanno preso parte ai deal, pari a 979 (erano 984 nel 2019). I mega round (deal del valore di oltre 100 milioni di dollari) che hanno visto la partecipazione dei cvc hanno raggiunto il massimo storico di 182 nel 2020 (+48% rispetto all'anno precedente) spingendo la dimensione media dei deal sostenuti da cvc a 28,6 milioni di dollari, il miglior risultato di sempre. Nel complesso, gli investitori cvc hanno partecipato al 24% del totale dei deal di venture capital. Google Ventures, il braccio vc di Alphabet, si conferma ancora una volta come il cvc più attivo (con investimenti in 81 società nel 2020) seguito da Salesforce Ventures (70 società). Dal punto di vista settoriale, i cvc si sono concentrati sul settore digital health, con 310 deal per un totale di 8,8 miliardi (+68% a/a). Al contrario, gli investimenti in fintech sono calati sia per numero di deal (-21%, da 525 nel 2019 a 416 nel 2020) che per ammontare investito (sceso da 12,6 miliardi lo scorso anno a 10,8 miliardi).

Focus sull'Italia

Guardando all'Italia, stando ai dati dell'Osservatorio Venture Capital Monitor - VeM, nel 2020 le corporate hanno preso parte a 43 operazioni di venture capital. In questo contesto, spiega a We Wealth Guglielmo Pascarelli, ufficio tax and legal e coordinatore della commissione corporate venture capital di Aifi, si osservano alcuni segnali positivi. In primis, la crescente partecipazione cvc nella fase late-stage delle startup (es. Poste in Milkman e Tim Ventures in Satispay) che, a livello italiano, è ancora poco presidiata dai vc rispetto a quella early stage. Un secondo elemento riguarda il coinvolgimento di importanti soggetti corporate esteri in alcuni deal, come nel caso della biotech italiana Enthera, che, nel round di serie A da 28 milioni di euro chiuso a luglio 2020, ha visto l'ingresso in qualità di investitore di AbbVie Ventures, il braccio venture capital della multinazionale biofarmaceutica statunitense AbbVie.

“Abbiamo osservato un crescente interesse delle corporate verso l'ecosistema startup e vc del Paese, con un numero sempre maggiore di aziende italiane che cerca di entrare in contatto con questo mondo" spiega Pascarelli, precisando che, per ragioni di risorse, si tratta per lo più di società di grandi dimensioni. Proprio per questo, sottolinea il coordinatore della commissione, bisognerà capire come in un paese come l'italia, dove il tessuto imprenditoriale è caratterizzato per la stragrande maggioranza da pmi, queste realtà saranno in grado di trovare soluzioni per avvicinarsi all'universo del cvc.

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