Aifi agli investitori: i fondamentali in Italia restano solidi

Livia Caivano
Livia Caivano
8.7.2020
Tempo di lettura: 3'
La situazione economica italiana non è grave come quella del 2008 e Innocenzo Cipoletta prevede il pieno recupero entro il 2022 – anche grazie al Recovery Fund. Ecco il messaggio positivo che il presidente Aifi ha lanciato agli investitori internazionali

"E' in corso una ristrutturazione del settore industriale italiano orientato all'export e oggi ha una bilancia dei pagamenti positiva"

“Nel campo dei mercati privati, negli ultimi anni, abbiamo visto una crescita sia degli investimenti domestici che esteri - sia nel private equity che nel private debt”

Parte dal covid la presentazione del presidente Aifi Innocenzo Cipoletta agli investitori internazionali: “Siamo stai i primi ad esserne colpiti a fine febbraio ma anche i primi a reagire e a essere d'esempio per i Paesi che sono venuti dopo”. Certo le previsioni per l'andamento dell'economia per la seconda metà dell'anno non sono incoraggianti e molti investitori rischiano di venire allontanati.
La Commissione europea ha infatti rivisto al ribasso le previsioni di crescita 2020 sul Pil della zona Euro, per l'Italia si prevede un calo record a -11,2%. Nel migliore dei casi, sottolinea Cipolletta, le stime parlano di -8% ma comunque dobbiamo stare attenti a quanto avverrà nei prossimi mesi. In ogni caso, "I fondamentali dell'economia italiana restano relativamente forti e solidi, visti i livelli di risparmio del settore privato e delle famiglie e il basso indebitamento delle famiglie". E' in corso una ristrutturazione del settore industriale italiano, "orientato all'export e oggi ha una bilancia dei pagamenti positiva. La situazione infatti è meno grave rispetto al 2008”. Certo non sarà nel 2021 che l'Italia recupererà il Pil perso quest'anno, “ma il pieno recupero avverrà già nel 2022, anche grazie al Recovery Plan europeo”.

Mercati privati


“Nel campo dei mercati privati, negli ultimi anni, abbiamo visto una crescita sia degli investimenti domestici che esteri - sia nel private equity che nel private debt”, prosegue Cipolletta. “Le società manifatturiere sono più forti rispetto ai livelli pre-crisi, con indici di profittabilità maggiori del 9% e una capitalizzazione di oltre il 40%. Inoltre il mercato italiano è tra i più ricchi in termini di diversificazione di settore e di capitalizzazione”.

Cassa Depositi e Prestiti


Interviene Giovanni Tempini di chairman di Cassa Depositi e Prestiti: “Ci aspettano grandi sfide: sociali, economiche, strutturali. Ci serve una strategia sia di corto che di lungo termine, che siano coerenti tra loro”. La competitività del mercato italiano si rilancerà con innovazione e tecnologie: “Il grande focus è sulle imprese e la loro capitalizzazione e produttività. È importante che oltre al settore pubblico entri in gioco anche quello privato: bisogna capire come motivare i risparmiatori a investire in asset più rischiosi ma con scopi utili alla collettività”.

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