2018, i fondi di private equity stranieri battono i domestici

Livia Caivano
Livia Caivano
21.1.2019
Tempo di lettura: 3'
Secondo il Pem-Private equity monitor, nell'anno appena concluso gli investimenti dei fondi stranieri per la prima volta hanno rappresentato il 51% del totale battendo quelli italiani. E' anche cresciuto il numero delle operazioni condotte (163), record rispetto al precedente massimo (127)

Il finanziamento più importante dell'anno è stato quello di Magneti Marelli, comprato dal fondo Usa Krk per oltre 6 miliardi

Il 72% delle operazioni sono avvenute con il meccanismo del buy out

Gli investimenti di private equity in Italia nel 2018 sono stati per la maggior parte a firma straniera. Lo riporta Affari e Finanza, anticipando i risultati del Pem-Private equity monitor. Le acquisizioni dei fondi stranieri hanno infatti rappresentato il 51% del totale (83 contro 80). I numeri rimangono interessanti anche se non guardiamo alle orgini dei finanziamenti: le operazioni di finanziamento di private equity sono infatti state 163, una cifra significativamente superiore rispetto ai 123 dell'anno del 2017 ma anche e soprattutto in netto distacco rispetto al precedente massimo del 2008, in cui le acquisizioni erano state 127.

Nonostante il difficile momento di mercato, le imprese italiane continuano a rappresentare un'opportunità di investimento dunque, non solo per i fondi domestici ma anche e soprattutto per quelli stranieri.
Nel report si fa riferimento all'acquisizione di Magneti Marelli realizzata dal fondo americano Krk per 6,2 miliardi di euro. C'è poi il caso della casa farmaceutica Recordati, per il cui acquisto (52%) Cvc partners ha offerto circa 3 miliardi. Si parla di Global Infrastructure Partners che ha concluso l'operazione per la Ntv dei treni Italo (valore dell'operazione: circa 2 miliardi). Se i numeri sono da record per le quantità, non lo sono però nel valore. I prezzi ai quali le operazioni sono state concluse non sono infatti paragonabili a quelli delle transazioni avvenute nell'anno negli altri Paesi europei. Il fattore 'rischio Paese' ha infatti spinto verso il basso il valore delle acquisizioni.

Tipologie


Nel 71% dei casi le acquisizioni sono avvenute con il meccanismo del buy out, meno della metà (21%) sono invece state operazioni di expansion e solo il 7% sono stati invece investimenti di turnaround. L'1% delle operazioni è invece rappresentato dai replacement.

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