Robinhood e le altre: le più grandi Ipo del primo semestre del 2021

Irene Fassini
8.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Oltre all'offerta pubblica iniziale della ben nota piattaforma di trading online, anche altri colossi della tecnologia si sono quotati nei primi mesi del 2021, sfruttando un inizio anno globalmente produttivo per i mercati.
Anche quest'anno è la tecnologia a farla da padrona sui mercati. L'ultima società del settore a quotarsi è stata Robinhood, l'app considerata da molti rivoluzionaria nel mondo della finanza e che consente a chiunque di fare trading online senza commissioni. Robinhood si accoda ad altre società del fintech, del commercio online e del digitale che sono entrate nel mercato pubblico nella prima metà del 2021. Un semestre produttivo per la quotazione sui mercati di società attive in settori che hanno visto una crescita esponenziale durante la pandemia di Covid-19. Molte erano in attesa di quotarsi già dal 2020.

Una sfida tra colossi della tecnologia

Il colosso sud-coreano dell'e-commerce Coupang è sbarcato a Wall Street lo scorso 11 marzo con un'operazione che si è rivelata, fino a quel momento, la più grande offerta pubblica iniziale straniera dai tempi di Alibaba, con una valutazione iniziale di 60 miliardi di dollari e un prezzo delle azioni a 35 dollari. Fondata nel 2010 dall'imprenditore Bom Suk Kim, Coupang ha avuto un boom durante il lockdown e ha guadagnato popolarità grazie a un servizio di spedizioni entro poche ore che fa concorrenza a quello di Amazon. Ma a questo primato sud-coreano ha risposto, senza lunghi tempi d'attesa, la Cina: il gigante del noleggio di autovetture on demand DiDi, che ha rimpiazzato e di fatto inglobato Uber China nel 2016 in cambio di una partecipazione del 12 per cento, ha battuto il record dei vicini sud-coreani con un'Ipo da 73 miliardi di dollari, tra le più grandi e attese del 2021. Si unisce alla schiera di aziende tecnologiche Coinbase, la piattaforma di scambio di criptovalute, che con un direct listing al Nasdaq lo scorso 14 aprile ha rappresentato, con 86 miliardi di dollari, la più grande valutazione fino a oggi.

Un andamento altalenante

Sempre al Nasdaq lo scorso 29 luglio c'è stato il debutto proprio di Robinhood con un'offerta pubblica iniziale pari a 32 miliardi di dollari che ha deluso le aspettative. Da quel giorno per la società di Baiju Bhatt e Vlad Tenev, famosa per le speculazioni sui titoli GameStop, AMC e Blackberry, è iniziato un saliscendi che nel giro di pochi scambi ha portato a raddoppiare la capitalizzazione che, mercoledì 4 agosto, ha toccato quota 58,9 miliardi.

Il risultato positivo è arrivato a meno di una settimana dall'offerta pubblica iniziale, anche grazie all'acquisto delle azioni della società da parte di alcuni grandi investitori come Catherine Wood, ceo del fondo d'investimento Ark Invest. Ma non è da sottovalutare l'effetto tam tam sulle piattaforme social, con una dinamica che secondo alcuni analisti ha replicato quella adottata per GameStop nel gennaio 2021: i micro investitori di Robinhood si sono dati l'obiettivo di portare le azioni della società a 60 dollari ciascuna.

Dopo l'impennata, però, un'inversione di rotta. Robinhood ha presentato un prospetto che prevede l'offerta di 97,9 milioni di azioni di classe A da parte di alcuni azionisti di riferimento che avevano investito nella società prima dell'Ipo. L'offerta avviene tramite la conversione dei titoli detenuti dai soci venditori e non potrà superare i 35,12 dollari per azione, cifra inferiore rispetto ai 38 dollari dell'offerta pubblica iniziale. La società ha precisato che non otterrà alcun compenso, dato che l'offerta fatta agli azionisti di riferimento ha lo stesso valore di quella fatta ai clienti, e quelle in vendita sono azioni valutate complessivamente fino a 3,44 miliardi di dollari.
Ma il fatto che alcuni azionisti abbiano già deciso di vendere e incassare ha fatto pensare a una bolla. E i mercati sembrano non aver reagito bene.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti