Ipo-mania, ecco le prossime 10 quotazioni da non perdere

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
16.6.2021
Tempo di lettura: 5'
Dopo un 2020 con il botto e un inizio d'anno spumeggiante le ipo di imprese dalle valutazioni miliardarie non sono certo finite. Eccone 10 che promettono (molto) bene

Kiplinger, editore americano che tratta di finanza, ha stilato una classifica di quelle che potrebbero essere le quotazioni dalla raccolta maggiore nei prossimi 6 mesi

Robinhood, UIPath, AppLovin, Instacart, ThoughtSpot, Rivian, The Fresh Market, LegalZoomNextdoor, Ascensus, Databricks, Didi Chuxing sono le 10 candidate a raggiungere le valutazioni più alte

Il 2021 è iniziato come è finito il 2020: all'insegna delle ipo. Le quotazioni, nonostante il mercato ribassista dell'anno scorso, sono arrivate a livelli che non si vedevano dal boom delle dot-com. E forse il meglio deve ancora venire, come il mercato è attraversato da nuovi trend che facilitano l'approdo in borsa delle aziende: dalla digital transformation al proliferare di app che hanno reso il trading molto più economico. Ecco quali sono, secondo Kiplinger, le 10 società che promettono guadagni stratosferici una volta che si quoteranno.
A febbraio, le azioni di Bumble, operatore di dating-app al femminile, sono salite di oltre il 60% al loro debutto pubblico. A marzo, la piattaforma di gioco online Roblox ha goduto di un salto del 54% nel primo giorno di quotazione. Ad aprile Coursera, società che opera nel settore dell'istruzione online, ha fissato il prezzo aa un livello alto, concludendo comunque il suo primo giorno in rialzo del 36%. Senza dimenticare Coinbase, il primo exchange crittografico ad essere approdato in borsa. Quali saranno le quotazioni più importanti nella seconda metà del 2021?

  • Robinhood: l'app finanziaria del momento che ha conquistato più di 13 milioni di utenti per la sua facilità d'uso e le commissioni zero sulle transazioni, consentendo anche l'acquisto e la vendita di criptovalute. E pensare che la società era stata fondata nel 2013 nello scetticismo generale che non potesse apportare innovazione in un mercato di intermediari online già affollato. La ipo di Robinhood dovrebbe arrivare nel 2021 e potrebbe non essere senza drammi. La società è già stata sottoposta a controllo normativo e alla fine ha pagato $65 milioni per saldare le accuse della Sec di ingannare i clienti sui ricavi.

  • Instacart: fondata nel 2010 da Apoorva Mehta, ex-Amazon, ed esito di venti diversi esperimenti non andati a buon fine da parte del suo fondatore (chi persevera, vince), si tratta di una rete su richiesta per la consegna di generi alimentari e altri prodotti tutto comodamente tramite un'app, che si appoggia su più di 400 rivenditori e su oltre 30 mila negozi. La rete copre circa l'80% delle famiglie statunitensi e il 70% di quelle canadesi. Nell'ultimo round di finanziamento a giugno (225 milioni con investitori Valiant Peregrine Fund e D1 Capital Partners) la società è stata valutata $17,7 miliardi e quindi, anche se non esiste una stima l'ipo di Instacart dovrebbe essere una delle più grandi del 2021. Secondo il Financial times la quotazione è previst per la prima metà del 2021.

  • ThoughtSpot: piattaforma che, basandosi su big data e intelligenza artificiale, consente alle organizzazioni di integrare una miriade di fonti di dati e di impostare dashboard sofisticate. È stata fondata nel 2016 da Ajeet Singh, già fondatore della società di servizi e infrastrutture cloud Nutanix, valutata $5 miliardi. Sebbene non ci siano stime certe su una possibile valutazione IPO di ThoughtSpot, il suo ultimo round di finanziamento è stato una serie E nell'agosto 2019 in cui ha raccolto $ 248 milioni a una valutazione di quasi $2 miliardi.

  • Rivian: lanciata nel 2009 è uno dei pionieri del mercato dei veicoli elettrici autonomi. Il fondatore Robert "R.J." Scaringe si è laureato al Massachusetts Institute of Technology con un dottorato in ingegneria meccanica e aveva una visione di rivoluzionare il mercato automobilistico tradizionale: ci è riuscito. Con l'aiuto di Amazon e Ford è stata creata una rete di ricarica elettrica per alimentare le sue auto e la commercializzazione è ormai prossima. Nel 2021, Rivian prevede di iniziare la consegna dei suoi due veicoli: un pick-up (R1T) e un suv (R1S). Inoltre, Amazon ha un ordine permanente per 100.000 furgoni commerciali. Rivian ha recentemente raccolto $2,65 miliardi da investitori tra cui T. Rowe Price Associates, Fidelity Management, Amazon Climate Pledge Fund, Coatue e D1 Capital Partners e la raccolta dalla sua fondazione si attesta a $8 miliardi. La quotazione, prevista entro fine anno, dovrebbe valere $50 miliardi.


  • Nextdoor: fondata nel 2008, è un social network che permette di interagire con le perosone del proprio quartiere. Sebbene il sito ti consenta di stabilire connessioni, è anche utile per inviare o ricevere consigli e segnalazioni, organizzare eventi e pubblicare avvisi. Si può persino vendere oggetti sulla piattaforma. Nextdoor, che è disponibile in 11 paesi, per un totale di 268.000 quartieri, (copre un quarto delle famiglie statunitensi), è stata fondata da diversi imprenditori della Silicon Valley che sono stati in grado di ottenere rapidamente il sostegno di imprese come Shasta Ventures e Benchmark.Nextdoor, che ha raccolto $470 milioni dalla sua fondazione, dovrebbe sbarcare sui mercati nel 2021 con una valutazione compresa tra $4 miliardi e $5 miliardi.

  • Ascensus: lanciata nel 1980 come The Barclay Group è una delle società più antiche prossime alla quotazione sui mercati. Si tratta di una società di servizi finanziari, che nel tempo ha diversificato il suo business anche tramite una strategia aggressiva di M&A. La società afferma di avere più di 327 miliardi di dollari di asset in amministrazione, con più di 3.700 dipendenti e dispone di un'ampia distribuzione attraverso una consolidata rete di consulenti finanziari. Si prevede che la quotazione raggiungerà i $3 miliardi di raccolta.

  • LegalZoom: non è un nome. Costituita nel 1999 da un litigator che faceva parte del "Dream Team" per il processo O.J. Simpson, aveva già presentato un'istanza di quotazione nel 2012. Allora le condizioni di mercato erano troppo avverse perché l'affare ottennesse i risultati sperati. Nel frattempo la società fornitrice di servizi e documenti legali online, ha costruito una forte base di ricavi (attualmente oltre 470 milioni di dollari). Vanta circa il 10% della quota di mercato per le nuove LLC e il 6% dei marchi negli Stati Uniti. Fornisce anche servizi per testamenti, trust e anche pianificazione fiscale. Nell'ultimo roud di finanziamento è stata valutata 2 miliardi di dollari.

  • Didi Chuxing: app di ride-hailing che sta spopolando in Cina. L'azienda fondata nel 2012 vanta oggi 493 milioni di utenti attivi. Secondo i dati di Euromonitor International, la sua quota di mercato è stimata all'83%. Didi è riuscita a tenere testa ad alcuni rivali agguerriti, tra tutti Uber Technologies, la cui divisione cinese si è fusa con Didi nel 2016. Didi si è diversificata anche in altre attività, come i veicoli elettrici (EV), i veicoli autonomi e la logistica. A preoccupare non è tanto l'immaginabile calo del fatturato a seguito del covid, quanto il fatto che la società, come il governo comunista al potere sta adottando un approccio sempre più duro nei confronti delle mega-imprese tecnologiche, è stata oggetto di varie sanzioni.

  • The Fresh Market: catena di alimentari gourmet che nel marzo 2016 ha accettato un buyout in contanti da 1,36 miliardi di dollari dalla società di private equity Apollo Global. A quel tempo, la società stava avendo problemi a competere contro aziende come Whole Foods (ora detenuta da Amazon), Kroger (KR) e Publix. L'azienda risulta altamente debitato, nonostante alla ristrutturazione degli ultimi anni. Tuttavia, l'azienda ha da poco assunto un nuovo amministratore delegato, Jason Potter - l'ex capo della canadese Sobeys che vanta tre decenni di esperienza nell'industria alimentare, e che è conosciuto come un tagliatore di costi.

  • Databricks: poco più di un decennio fa, un gruppo di studenti di informatica dell'Università della California, Berkeley ha creato Apache Spark, un sistema open-source finalizzato alla gestione dei big data. Qualche anno dopo, quegli stessi studenti avrebbero lanciato Databricks per commercializzare il software per le imprese. Nel corso degli anni, l'azienda ha accumulato una base di clienti di oltre 5.000, che comprende grandi aziende come CVS Health (CVS), Comcast (CMCSA), Condé Nast e Nationwide.L'ultimo round di finanziamento di Databricks è arrivato all'inizio di febbraio, quando l'azienda ha raccolto 1 miliardo di dollari, portando l'importo totale raccolto dall'inizio a quasi 2 miliardi di dollari. Databricks è stata valutata 28 miliardi di dollari, e gli investitori includevano Franklin Templeton, Fidelity, Microsoft, Amazon Web Services, e Salesforce Ventures.

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