Ecco le ipo da non perdere da qui a fine anno

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
21.9.2021
Tempo di lettura: 3'
Nell'anno della ipo-mania ecco le dieci quotazioni più promettenti per un fine anno che può regalare ancora soddisfazioni agli investitori

Kiplinger, editore americano che tratta di finanza, ha stilato una classifica di quelle che potrebbero essere le quotazioni dalla raccolta maggiore nei prossimi 6 mesi

Instacart, ThoughtSpot, Rivian, The Fresh Market, Ascensus, Databricks, iFit Health & Fitness,Warby Paker, Allbirds, Discord  sono le 10 candidate a raggiungere le valutazioni più alte

Il mercato delle ipo è andato di pari passo con il grande rally azionario dell'ultimo anno. Il 2020 e la prima metà del 2021 sono stati da record. Era infatti dalla bolla dot.com che così tante aziende non decidevano di quotarsi. Tuttavia non è tutto quel che luccica. Se le ipo Bumble, Snowflake, Airbnb - solo per citarne alcune - sono stati veri e propri successi quelle Robinhood e Coinbase, non sono state all'altezza delle aspettative. Cosa aspettarsi dall'ultimo trimestre dell'anno? Sebbene il vento a Wall Street sembra poter cambiare da un momento all'altro, con la crescita economica che rallenta e i timori circa l'inflazione che aumentano, alcune quotazioni promettano bene. Ecco le dieci ipo da non perdere da qui a fine anno.

  • iFit Health & Fitness: il nome potrebbe portare a credere che si tratti di una giovane startup: niente di più sbagliato. L'azienda esiste dalla fine degli anni '70. I fondatori Scott Watterson e Gary Stevenson - una coppia di studenti dell'Università dello Utah - hanno iniziato la loro attività importando utensili da cucina e da tavola asiatici. Ma all'inizio degli anni '80, il business si è spostato verso le attrezzature per il fitness. Nel corso degli anni, iFit ha messo insieme una serie impressionante di risorse, come NordicTrack, Proform e Freemotion. E oggi, l'azienda è il fornitore n. 1 di grandi attrezzature per il fitness negli Stati Uniti. Inoltre la società è stata brava ad investire in tecnologia. Oggi, i suoi nuovi dispositivi sono collegati tramite il cloud e le applicazioni mobili e vengono utilizzati i dati biometrici per ottimizzare gli allenamenti. L'anno scorso, l'azienda ha trasmesso 142 milioni di ore di contenuti live e on-demand. La sua base di più di 6,1 milioni di utenti include 1,5 milioni di abbonati paganti.Per i 12 mesi terminati il 31 maggio 2021, i ricavi sono più che raddoppiati a 1,7 miliardi di dollari.


  • Warby Paker: fondata nel 2008 da Dave Gilboa, allora studente di Wharton, con l'idea di ridurre i costi di sostituzione degli occhiali e di offrire un servizio essenzialmente online. Negli ultimi anni la società è cresciuta esponenzialmente e per far fronte alle esigenze della clientela più anziana ha creato la sua catena di negozi brick and mortar (145 sedi negli Usa), senza rinunciare all'originaria vocazione online. I ricavi netti sono cresciuti da 272,9 milioni di dollari nel 2018 a 370,5 milioni di dollari nel 2019 e 393,7 milioni di dollari l'anno scorso. I ricavi del primo semestre hanno già raggiunto 271 milioni di dollari nel 2021, in crescita del 54%. Una chiave del successo è stata la base di clienti fedeli. Il Net Promoter Score dell'azienda, che misura la disponibilità dei clienti a raccomandare un marchio usando una gamma da -100 a 100, è un alto 83 - meglio di Apple e Netflix. Secondo i dati di Vision Council il mercato dell'eye-care vale 35 miliardi di dollari a livello nazionale, e 140 miliardi di dollari a livello globale.


  • Allbirds: come calciatore professionista in Nuova Zelanda, Tim Brown ha ricevuto molteplici offerte per sponsorizzare scarpe. Il problema? Spesso non gli piaceva la vestibilità o l'uso di materiali sintetici. Così ha deciso di farsele da solo. Brown ha vinto una borsa di ricerca di 200.000 dollari dall'industria della lana e, con un team di scienziati, ha progettato un nuovo tipo di sneaker incentrato sulla sostenibilità, il comfort e le prestazioni. Il risultato è stato Allibirds. Nel 2016, i è stata lanciata la prima scarpa, la Wool Runner. Nonostante il budget di marketing fosse limitato, l'azienda è stata in grado di vendere 1 milione di unità in un paio d'anni. Nel contempo ha continuato a investire sulla sostenibilità: la sua ultima scarpa è fatta di lana merino e filato dalla polpa degli alberi di eucalipto. I ricavi sono saliti a 219,3 milioni di dollari nel 2020, da 126 milioni di dollari nel 2018.

  • Discord: è una piattaforma statunitense di VoIP, messagistica istantanea e distribuzione digitale progettata per la comunicazione tra comunità di videogiochi. Il sistema è stato rilasciato da Jason Citron e Stanislav Vishnevsky nel 2015. Già nel 2018, Microsoft aveva accettato di integrare la piattaforma con gli account Xbox Live. La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto positivo sulla base di utenti di Discord. Gli utenti attivi mensili sono raddoppiati a 140 milioni e le entrate sono balzate da 45 a 130 milioni di dollari. Nel 2020 Discord ha inoltre annunciato di volersi espandere oltre il mondo del gaming. A tal fine la società è riuscita a raccogliere 100 milioni di dollari alla fine dello scorso anno in un round di finanziamento dove è stata valutata 7 miliardi di dollari. Recentemente, Microsoft ha fatto delle proposte per acquisire l'azienda per almeno 10 miliardi di dollari. Ma stando a quanto riportato dal Wall Street Journal l'accordo sarebbe definitivamente saltato.

  • ThoughtSpot: piattaforma che, basandosi su big data e intelligenza artificiale, consente alle organizzazioni di integrare una miriade di fonti di dati e di impostare dashboard sofisticate. È stata fondata nel 2016 da Ajeet Singh, già fondatore della società di servizi e infrastrutture cloud Nutanix, valutata $5 miliardi. Sebbene non ci siano stime certe su una possibile valutazione IPO di ThoughtSpot, il suo ultimo round di finanziamento è stato una serie E nell'agosto 2019 in cui ha raccolto $ 248 milioni a una valutazione di quasi $2 miliardi.


  • Rivian: lanciata nel 2009 è uno dei pionieri del mercato dei veicoli elettrici autonomi. Il fondatore Robert "R.J." Scaringe si è laureato al Massachusetts Institute of Technology con un dottorato in ingegneria meccanica e aveva una visione di rivoluzionare il mercato automobilistico tradizionale: ci è riuscito. Con l'aiuto di Amazon e Ford è stata creata una rete di ricarica elettrica per alimentare le sue auto e la commercializzazione è ormai prossima. Nel 2021, Rivian prevede di iniziare la consegna dei suoi due veicoli: un pick-up (R1T) e un suv (R1S). Inoltre, Amazon ha un ordine permanente per 100.000 furgoni commerciali. Rivian ha recentemente raccolto $2,65 miliardi da investitori tra cui T. Rowe Price Associates, Fidelity Management, Amazon Climate Pledge Fund, Coatue e D1 Capital Partners e la raccolta dalla sua fondazione si attesta a $8 miliardi. La quotazione, prevista entro fine anno, dovrebbe valere $50 miliardi.



  • The Fresh Market: catena di alimentari gourmet che nel marzo 2016 ha accettato un buyout in contanti da 1,36 miliardi di dollari dalla società di private equity Apollo Global. A quel tempo, la società stava avendo problemi a competere contro aziende come Whole Foods (ora detenuta da Amazon), Kroger (KR) e Publix. L'azienda risulta altamente indebitata, nonostante la ristrutturazione degli ultimi anni. Tuttavia, è stato da poco  assunto un nuovo amministratore delegato, Jason Potter - l'ex capo della canadese Sobeys che vanta tre decenni di esperienza nell'industria alimentare, e che è conosciuto come un tagliatore di costi.

  • Instacart: fondata nel 2010 da Apoorva Mehta, ex-Amazon, ed esito di venti diversi esperimenti non andati a buon fine da parte del suo fondatore (chi persevera, vince), si tratta di una rete su richiesta per la consegna di generi alimentari e altri prodotti tutto comodamente tramite un'app, che si appoggia su più di 400 rivenditori e su oltre 30 mila negozi. La rete copre circa l'80% delle famiglie statunitensi e il 70% di quelle canadesi. Nell'ultimo round di finanziamento a giugno (225 milioni con investitori Valiant Peregrine Fund e D1 Capital Partners) la società è stata valutata $17,7 miliardi e quindi, anche se non esiste una stima l'ipo di Instacart dovrebbe essere una delle più grandi del 2021.

  • Databricks: poco più di un decennio fa, un gruppo di studenti di informatica dell'Università della California, Berkeley ha creato Apache Spark, un sistema open-source finalizzato alla gestione dei big data. Qualche anno dopo, quegli stessi studenti avrebbero lanciato Databricks per commercializzare il software per le imprese. Nel corso degli anni, l'azienda ha accumulato una base di clienti di oltre 5.000, che comprende grandi aziende come CVS Health (CVS), Comcast (CMCSA), Condé Nast e Nationwide.L'ultimo round di finanziamento di Databricks è arrivato all'inizio di febbraio, quando l'azienda ha raccolto 1 miliardo di dollari, portando l'importo totale raccolto dall'inizio a quasi 2 miliardi di dollari. Databricks è stata valutata 28 miliardi di dollari, e gli investitori includevano Franklin Templeton, Fidelity, Microsoft, Amazon Web Services, e Salesforce Ventures.

  • Ascensus: lanciata nel 1980 come The Barclay Group è una delle società più datate prossime alla quotazione sui mercati. Si tratta di una società di servizi finanziari, che nel tempo ha diversificato il suo business anche tramite una strategia aggressiva di M&A. La società afferma di avere più di 327 miliardi di dollari di asset in amministrazione, con più di 3.700 dipendenti e dispone di un'ampia distribuzione attraverso una consolidata rete di consulenti finanziari. Si prevede che la quotazione raggiungerà i $3 miliardi di raccolta.

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