Aim Italia: un 2021 all'insegna delle Ipo (e dell'Esg)

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
26.3.2021
Tempo di lettura: 3'
A detta di Manuel Coppola, partner audit & assurance di Bdo, il 2021 sarà un anno molto positivo per le Ipo sull'Aim. In crescita l'attenzione delle pmi quotate alle tematiche Esg

Coppola (Bdo): "Nei primi tre mesi del 2021 ci sono state già 3 quotazioni sul mercato Aim, a conferma del trend positivo che si era innescato nell'ultimo trimestre del 2020. In base alla nostra esperienza, siamo molto confidenti che il 2021 sarà un anno molto positivo"

"Ci attendiamo che nella prossima sessione di bilanci aumenterà il numero di aziende che si attrezzerà per rispondere alla richiesta di informazioni Esg"

Nonostante una netta accelerazione delle quotazioni nell'ultimo trimestre dell'anno, la pandemia ha pesato sul numero di aziende approdate nel 2020 sull'Aim, il segmento di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Ma quali sono le prospettive per il 2021? Abbiamo chiesto a Manuel Coppola, partner audit & assurance di Bdo, società di consulenza e revisione aziendale, cosa attendersi per l'anno in corso, aprendo una parentesi sul tema della sostenibilità: sono ancora poche, infatti, le aziende quotate sul listino ad aver fornito un reporting Esg.

Come sono andati questi primi 3 mesi sul fronte delle Ipo sull'Aim e cosa vi attendete per il 2021?


Nei primi tre mesi del 2021 ci sono state già 3 quotazioni sul mercato Aim, a conferma del trend positivo che si era innescato nell'ultimo trimestre del 2020. In base alla nostra esperienza, siamo molto confidenti che il 2021 sarà un anno molto positivo. Questa crescita sarà altresì agevolata dal lato emittenti dalla conferma anche per quest'anno del bonus fiscale riconosciuto con un credito d'imposta del 50% dei costi sostenuti per la quotazione fino a un massimo di 500.000 €. Inoltre, e qui facciamo qualche considerazione di carattere macroeconomico, è stato rilevato che per l'incertezza legata ai futuri scenari, è cresciuta la propensione al risparmio da parte degli italiani. E questa circostanza favorevole  pensiamo sia una delle poche eredità positive lasciate dalla pandemia. Adesso ci si deve domandare: come reimmettere questi risparmi in circolo? Una delle risposte che ci sentiamo di dare è nella partecipazione alla quotazione sul segmento Aim, che rappresenta il mercato non regolamentato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita, tessuto preponderante della nostra economia nazionale. Raccogliendo capitali, da un lato, le pmi potranno finanziare la loro crescita mentre, dall'altro, gli investitori, piccoli e medi, privati o istituzionali, potranno mettere a frutto la liquidità risparmiata. Bisogna quindi, secondo noi, cercare di dare un maggiore impulso alla conoscenza delle opportunità offerte da tali iniziative informando con chiarezza sui possibili benefici da riconoscere agli investitori in modo da convogliare questo aumento del risparmio verso l'economia reale.

Qual è stato l'effetto della crisi sanitaria sui numeri del 2020?


La pandemia ha fatto sentire il suo impatto sulle quotazioni sull'Aim: nel 2020, infatti, le Ipo sono state 23 (di cui 21 Ipo e 2 ammissioni), contro le 31 avvenute nel corso del 2019. Queste vanno ad aggiungersi alle altre 115 società già quotate per una capitalizzazione di mercato pari a €5.9 miliardi, un valore in flessione rispetto all'anno precedente, quando si era attestato a €6.6 miliardi. La raccolta media delle Ipo nel 2020 è però in crescita del 9% rispetto al 2019 ed è stata pari a €6.5 milioni. Inoltre, occorre sottolineare che nel corso dell'ultimo trimestre del 2020 si è registrata una netta accelerazione delle quotazioni: tra ottobre e dicembre 2020, infatti, sono approdate sul listino Aim 14 società contro le 7 dei primi nove mesi, confermando in questo modo le previsioni fatte durante il terzo trimestre dello scorso anno. Questo sprint si spiega con il fatto che l'incertezza sui mercati e gli impatti della pandemia da Covid-19 hanno fatto ritardare la «finestra» temporale di quotazione, generalmente collocata in seguito all'approvazione dei bilanci di esercizio (tra aprile e agosto), concentrando quindi nell'ultimo trimestre dell'anno le operazioni di Ipo.

Un vostro recente studio ha evidenziato che, nel 2019, solo il 15% delle aziende quotate sull'Aim ha pubblicato un bilancio di sostenibilità. Quali sono le ragioni di un dato così basso?


Le ragioni per cui nel 2019 erano ancora poche le aziende quotate all'Aim che producevano una disclosure Esg sono molteplici e possono essere così sintetizzate:

  • Anzitutto, non sono obbligate alla redazione di una Dichiarazione di carattere Non Finanziario come lo sono invece le quotate agli altri mercati (con numero di dipendenti superiore a 500)

  • Anche la dimensione delle aziende all'Aim, spesso molto contenuta, rende onerosa la realizzazione di sustainability report ad integrazione della financial disclosure

  • Nel 2019 le tematiche Esg non avevano ancora l'enorme accelerazione che hanno registrato nel 2020, si tratta di un vero e proprio cambiamento culturale in corso che tuttavia caratterizzerà i prossimi anni e lo si percepisce dall'attenzione di media, istituzioni, regulatories all'argomento sia a livello nazionale che internazionale


Perché il reporting non finanziario è importante per le pmi? Vi attendete una maggiore attenzione su questo fronte?


L'attenzione del mercato è aumentata molto nel 2020 ci attendiamo che nella prossima sessione di bilanci aumenterà il numero di aziende che si attrezzerà per rispondere alla richiesta di informazioni Esg che proviene principalmente dai seguenti stakeholder:

  • Clienti che vogliono garantire la catena del valore e acquistare prodotti e servizi sostenibili

  • Banche e assicurazioni che necessitano dell'informazioni Esg per rispondere alla normativa in materia di erogazione del credito e addirittura riconoscono dei premi al finanziamento di progetti sostenibili

  • Istituzioni che mettono a disposizione finanziamenti e meccanismi premianti per le imprese sostenibili

  • Investitori che hanno introdotto i criteri Esg nelle loro scelte di investimento e cercano imprese quotate a cui dare fiducia

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