UBS, il fondo Emerging Markets Bonds 2023 raccoglie 936 milioni

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Ubs ha deciso di investire la raccolta in un portafoglio con rating creditizio medio investment grade e un rendimento a scadenza lordo in dollari pari al 6,2%, a condizione che le obbligazioni siano tenute fino a scadenza e che non ci siano defaults

Il fondo è stato lanciato a gennaio 2019

Altri lanci di strategie simili sono previsti nel corso dell'anno

Ubs AM ha lanciato a gennaio 2019 Ubs Emerging Markets Bonds 2023, fondo obbligazionario a scadenza (fissata al 21 novembre 2023) che investe principalmente in obbligazioni dei mercati emergenti denominate in dollari statunitensi. Si tratta del dodicesimo fondo a scadenza lanciato dalla casa negli ultimi 10 anni.

Oggi Ubs ha annunciato che ha raccolto 936 milioni di dollari al 1 febbraio 2019 e di averli investiti in un portafoglio con rating creditizio medio investment grade e un rendimento a scadenza lordo in dollari pari al 6.2% a condizione che le obbligazioni siano tenute fino a scadenza e che non ci siano defaults. Questo tipo di strategie sono interessanti perché permettono agli investitori di beneficiare di una gestione professionale e di essere esposti ad un portafoglio diversificato di obbligazioni che vengono mantenute fino a scadenza. Altri lanci di strategie simili sono previsti nel 2019.

Indubbiamente, gli investitori nel debito dei mercati emergenti (ME) devono affrontare una serie di ostacoli nel breve e nel medio periodo, si legge in un report Ubs. La crescita globale desincronizzata, condizioni monetarie più restrittive e problemi idiosincratici continueranno probabilmente a pesare sul sentiment. Tuttavia prevediamo minori ostacoli per il debito dei ME nei prossimi mesi: in vista del miglioramento di queste dinamiche, il nostro bias è positivo. Nonostante le notizie negative, i principali fondamentali del debito dei ME nel suo complesso restano favorevoli e i fondamentali delle aziende continuano a riflettere il miglioramento delle prospettive di crescita a lungo termine. Per gli investitori con un orizzonte di lungo periodo, i rendimenti attuali appaiono un punto d'ingresso interessante.

La recente volatilità del debito dei ME è stata alimentata da una serie di fattori, tra i quali una crescita globale in rallentamento e meno sincronizzata, una maggiore incertezza geopolitica e commerciale e risposte politiche deboli alle pressioni finanziarie nei Paesi dei ME, incluse Turchia e Argentina. L'aumento della volatilità del credito, delle valute e dei tassi nei Paesi emergenti ha determinato una flessione dei valori del debito dei ME, a fronte di una liquidità limitata e disinvestimenti costanti. L'incertezza politica in Brasile, il rafforzamento del dollaro USA, la minaccia di sanzioni in Russia e il potenziale land grabbing in Sudafrica hanno penalizzato ulteriormente il sentiment degli investitori.

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