Sopravvivere alla crisi: le 7 regole dell'investitore resiliente

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
20.4.2020
Tempo di lettura: 7'
Come comportarsi in fasi di mercato avverse? Una miniguida pensata per gli investitori, per non farsi prendere dal panico in condizioni di incertezza. Ecco le sette regole anti-crisi

5 Guardare al tempo (non al market timing)


La tendenziale avversione alle perdite finisce spesso per spingere gli investitori a liquidare le proprie posizioni sul timore di ulteriori discese, determinandone l'uscita dal mercato e l'impossibilità di recuperare quanto perso. La perdita non è mai effettiva finché non si vende; al contempo, però, è necessario accettare una perdita e passare oltre, piuttosto che intestardirsi su un investimento sfortunato peggiorando la situazione.
Messi da parte volatilità di breve e shock di mercato più o meno profondi, i listini tendono a premiare gli investitori che guardano al futuro restando coerenti coi propri obiettivi di lungo termine, apportando modifiche marginali nel corso del cammino al variare delle condizioni di base e delle esigenze specifiche.

Come diceva John Maynard Keynes, “l'importanza dei soldi deriva essenzialmente dall'essere un legame fra il presente ed il futuro”. Fu però lo stesso a Keynes a precisare se stesso, ponendo un limite a quell'orizzonte di lungo termine: “Sul lungo termine saremo tutti morti”.

6 Ponderare i rischi, partendo dalla diversificazione


Restare ai margini di un mercato volatile caratterizzato da brusche discese porta ad una sicura conseguenza: essere tagliati fuori dalle fasi di apprezzamento che tendenzialmente si verificano dopo una flessione. Due suggerimenti possono essere utili per ovviare al problema della paura di restare investiti: primo, mantenere una visione di lungo termine, specie in una fase di mercato calante; secondo, un portafoglio diversificato non garantisce guadagni e non assicura dalle perdite, ma riduce sensibilmente il rischio complessivo. Distribuendo gli investimenti su più classi di attivo, gli investitori abbassano l'effetto potenziale delle oscillazioni, evitando parte dello stress causato dalle fasi ribassiste.

Il tutto senza mai dimenticare le parole dell'oracolo di Omaha, investitore di lungo termine convinto, Warrenn Buffett: “Regola numero uno, mai perdere denaro; regola numero due: mai dimenticare la regola n.1”.

7 Tenere fisso il proprio obiettivo (meglio se sostenibile)


Creare un piano d'investimento in linea con la propria tolleranza al rischio, coi propri obiettivi di breve e lungo termine e con l'ambiente circostante, attenendosi ad esso il più fedelmente possibile, permette di evitare decisioni d'investimento frettolose e poco avvedute in fasi di mercato negative. Più che cercare di “prevedere” inutilmente l'andamento dei mercati, gli investitori dovrebbero sempre muoversi in funzione della propria propensione al rischio, rimanendo investiti durante le fasi di ribasso ed eventualmente modificando la propria asset allocation per meglio rispondere a periodi di crisi.

Come noto a Williame Sharpe, “La natura del rischio può essere il singolo più importante argomento per l'uso dell'analisi quantitativa nella gestione degli investimenti”. Sharpe, Premio Nobel all'economia nel 1990, introdusse il cosiddetto Indice di Sharpe come indicatore per misurare l'extra-rendimento di un portafoglio rispetto al tasso risk free.

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