Rotolando verso Sud: l'attrattiva "value" dell'America Latina

Alberto Battaglia
27.6.2022
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Gli orizzonti dell'economia globale sono stati nuovamente segnati da una crisi che pochi, a fine 2021, avevano previsto. Le reazioni di Fed e Bce alla vampata inflattiva e i rincari delle commodity riaccendono l'appetito sugli emergenti, con Brasile e Messico in testa

Fra gennaio e aprile il Fmi ha tagliato di sei decimali le stime per la crescita 2022 delle economie avanzate. In parallelo, però, l'America latina ha incassato una lieve revisione al rialzo. Da inizio anno al 26 maggio, l'indice di riferimento Msci Emerging Markets Latin America Usd ha sovraperformato di oltre 23 punti la sua controparte globale. “Crediamo il trend continuerà anche nei prossimi mesi”, ha dichiarato Stefano Del Papa, responsabile Asset Management Latam per il Gruppo Azimut, citando Messico e Brasile come due mercati azionari dalle valutazioni interessanti e con minore “spazio” per nuovi ribassi rispetto a quelli di Usa ed Europa. Punto su cui è concorde anche Walter Maciel, Direttore Generale AZ QUEST, società di AM in Brasile del Gruppo Azimut. 


Perché ritenete che l'area Latam potrà essere più protettiva per il portafoglio in questa fase? 

Del Papa: L'America latina ha osservato una crescita significativa dell'inflazione già dall'anno scorso. Questo, per la prima volta, ha portato le banche centrali di questa regione ad alzare i tassi d'interesse in anticipo rispetto alla Federal Reserve. Questo ha provocato dei ribassi sull'azionario dell'America latina 6-9 mesi prima, rispetto ai mercati dei Paesi avanzati, anche perché la revisione al ribasso sulla crescita dovuta all'inasprimento della politica monetaria si è verificata in anticipo ed è stata già assorbita. A questo si aggiunge il fatto che le economie dell'America meridionale non hanno adottato politiche fiscali altrettanto espansive durante il covid-19, e per questo sono meno indebitate, permettendo al ciclo economico di fare il suo corso. Il secondo fattore che rende l'America Latina resiliente sono le materie prime sia hard (zinco, rame, minerali di ferro, litio) sia soft (caffè, soia, zucchero) di cui questa regione è grande esportatrice a livello mondiale. Tutte queste commodity hanno visto aumenti esponenziali dei prezzi, il che ha aiutato i Paesi esportatori. 


Quali sono i Paesi più interessanti su cui investire in questo spazio? 

Del Papa: Messico e Brasile sono di gran lunga i più importanti e a livello di indici questi Paesi pesano rispettivamente per il 65 e il 25%, il resto si suddivide fra Colombia, Cile e Perù. Anche noi ci ritroviamo in questa suddivisione. 

Maciel: il Brasile ha una funzione più prociclica, molto legata all'andamento delle materie prime, mentre il Messico è più difensivo ed è legato all'andamento dell'economia Usa. Il Brasile, ha valutazioni particolarmente compresse. Per cui sono entrambi mercati “value” e dopo molto tempo abbiamo nuovamente osservato flussi di investimento importanti. 


In caso di nuovi peggioramenti per l'outlook globale questi flussi si potrebbero invertire? Le chiedo una battuta anche sulle elezioni in Brasile. 

Maciel: Anche in caso di crescita più bassa del previsto riteniamo che, per la loro natura value, i mercati brasiliano e messicano avranno la capacità difendersi di più. Le elezioni in Brasile del prossimo ottobre? Il programma di Lula si è fatto molto più moderato e anche se dovesse vincere, come sembra, non vediamo ripercussioni a lungo termine.



Stefano Del Papa
Responsabile Asset Management Latam per il Gruppo Azimut



Walter Maciel
Direttore Generale AZ QUEST

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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