Risparmio gestito, il saldo del terzo trimestre è positivo

Teresa Scarale
Teresa Scarale
25.10.2018
Tempo di lettura: 3'
Assogestioni ha pubblicato la mappa del risparmio gestito per il terzo trimestre 2018. La crescita netta delle masse è positiva, con dei distinguo all'interno dei comparti

Dati blandamente positivi, con dei distinguo

I primi e gli ultimi della classe

Cresce il risparmio gestito degli italiani


L'industria del risparmio gestito italiano segna a settembre una raccolta netta di 436 milioni di euro, facendo crescere di 12,3 miliardi di euro da inizio anno il saldo totale delle masse. Va notato però che la raccolta settembrina è stata molto più misera rispetto a quella agostana. 436 milioni appunto, rispetto ai 2.542 del mese precedente. Il sistema gestisce asset per 2.055 miliardi di euro. Oltre il 51% del patrimonio gestito, circa 1.052 miliardi, è investito nelle gestioni collettive. Il restante 49%, 1.003 miliardi, è impiegato nelle gestioni di portafoglio.

Gestioni collettive in flessione


Le gestioni collettive invece registrano una flessione pari a 804 milioni di euro. A questo risultato ha contribuito la pesante contrazione dei fondi aperti per 1.257 milioni di euro, in parte compensata dalla crescita di 493 milioni di euro dei fondi chiusi. La raccolta delle gestioni di portafoglio invece è positiva per 1,2 miliardi di euro, con dei distinguo. Infatti all'interno delle gestioni di portafoglio il segmento retail si contrae di 616 milioni, facendo peggio rispetto ad agosto, mese in cui la contrazione si era fermata a 24 milioni. Il terzo trimestre si chiude provvisoriamente con sottoscrizioni nette per 2,5 miliardi di euro.

I fondi aperti


Con riferimento ai fondi aperti, i prodotti su cui a settembre i risparmiatori italiani hanno orientato le proprie scelte sono i monetari, i quali sono cresciuti di 560 milioni, i bilanciati, aumentati di 526 milioni e infine gli azionari, saliti di 520 milioni. Il saldo totale dei fondi di lungo termine però, di cui questi ultimi fanno parte, è risultato negativo per un miliardo e 858 milioni di euro. Il tonfo è stato causato dal drenaggio degli obbligazionari, come prevedibile per le acque agitate della politica italiana. Il deflusso è stato pari a due miliardi e 239 milioni di euro.

I big dei fondi aperti e delle gestioni di portafoglio


Il gruppo Generali vede deflussi per 945 milioni e 200 mila euro, negativo sia nei fondi aperti che nelle gestioni di portafoglio retail e istituzionali. Il gruppo Intesa Sanpaolo fa invece bene sia con Eurizon che con Fideuram, che entrambi contribuiscono al risultato di 530 milioni e 400 mila euro. E' da notare che entrambi gli asset manager vincono con le gestioni di portafoglio istituzionali. Sia i loro fondi aperti che le gestioni di portafoglio retail infatti subiscono una contrazione. Infine, fa molto bene Amundi, la quale cresce con aum di un miliardo 388 milioni e 400 mila euro, grazie a risultati positivi sia nei fondi aperti che nelle gestioni di portafoglio. Positive anche le raccolte di Anima con 312 milioni e 90 mila euro e di Poste Italiane. Queste ultime raccolgono quasi 796 milioni di euro.

La "rivincita" dei fondi chiusi


Per quanto riguarda i fondi chiusi si segnala il risultato positivo di Generali per una raccolta di 195 milioni. Cresce anche la raccolta del gruppo BNP Paribas, con 12 milioni e 200 mila euro.
caporedattore

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