Risparmio a settembre, gli italiani scelgono il lungo termine

Redazione We Wealth
Redazione We Wealth
26.10.2021
Tempo di lettura: 2'
La consueta mappa del risparmio di Assogestioni relativa al mese di settembre evidenzia una preferenza da parte dei risparmiatori per i fondi di lungo periodo
Secondo Assogestioni, l'industria del risparmio gestito ha raccolto a settembre 31 milioni di euro, con un'eccedenza di 67 miliardi rispetto al dato registrato da inizio anno. Il mese della raccolta è stato sostenuto dai fondi di lungo termine, i quali hanno totalizzato 2,3 miliardi di sottoscrizioni. L'insieme dei fondi aperti e chiusi ha raccolto 773 milioni, controbilanciando i 741 milioni di deflussi registrati sui mandati.

 
Il terzo trimestre si è chiuso provvisoriamente con un saldo positivo di 15,7 miliardi. Gli asset in gestione si sono assestati a quota 2.540 miliardi, in particolare per effetto dell'andamento dei mercati. Sono 1.307 i miliardi investiti nelle gestioni collettive, mentre 1.233 miliardi sono impiegati nelle gestioni di portafoglio. I fondi aperti hanno raccolto a settembre 357 milioni con i risparmiatori italiani che hanno indirizzato le proprie preferenze sui comparti relativi ai fondi bilanciati (+2,3 miliardi) e agli azionari (+1 miliardi).

Per quanto riguarda i grandi gruppi di asset management, il gruppo Intesa Sanpaolo veleggia verso i 2,2 miliardi di raccolta, grazie soprattutto al traino di Fideuram. Mentre il gruppo Generali registra un deflusso “tecnico” di un miliardo. Questo il commento della società: “In merito ai dati pubblicati da Assogestioni sull'industria del risparmio gestito in Italia nel mese di settembre 2021, si precisa che il risultato di raccolta registrato dal Gruppo Generali è dovuto prevalentemente a flussi sui fondi monetari all'interno dei mandati assicurativi in gestione”.



Amundi evidenzia un deflusso di 486 milioni, mentre Anima vede aumentare le masse in gestione di 384 milioni. Il quinto gruppo italiano per masse gestite, Poste Italiane, segna invece una contrazione di 3,2 miliardi, dovuti a movimenti nelle gestioni istituzionali di portafoglio.

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